{"id":23063,"date":"2020-03-19T19:17:40","date_gmt":"2020-03-19T18:17:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2020\/03\/sereni-la-politica-estera-italiana-al-tempo-del-coronavirus-formiche-net\/"},"modified":"2020-03-19T19:17:40","modified_gmt":"2020-03-19T18:17:40","slug":"sereni-la-politica-estera-italiana-al-tempo-del-coronavirus-formiche-net","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2020\/03\/sereni-la-politica-estera-italiana-al-tempo-del-coronavirus-formiche-net\/","title":{"rendered":"Sereni: \u201cLa politica estera italiana al tempo del Coronavirus\u201d (formiche.net)"},"content":{"rendered":"<p><em>Marina Sereni, vice ministra degli Esteri in quota Pd: &#8220;Dobbiamo rivedere la strategia industriale pensando alla sicurezza nazionale. Dobbiamo stare attenti a certe narrazioni&#8221;<\/em><\/p>\n<p>\u201cViviamo una situazione molto particolare: passiamo da ore di frenesia totale \u2013 pensiamo solo alle difficolt\u00e0 per organizzare il rientro degli italiani all\u2019estero \u2013 a momenti di relativa calma visto che tutte le attivit\u00e0 non essenziali sono state sconvocate\u201d. A parlare \u00e8\u00a0<strong>Marina Sereni<\/strong>, vice ministra degli Esteri in quota Pd. Con lei abbiamo cercato di fare il punto sull\u2019agenda della Farnesina in questi giorni cos\u00ec complessi e sui rapporti con partner e \u201camici\u201d internazionali.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le principali preoccupazioni della Farnesina in questa fase?<\/strong><\/p>\n<p>Siamo concentrati sulla gestione dell\u2019emergenza sotto vari punti di vista. Tra questi, c\u2019\u00e8 sicuramente il rientro dei connazionali dall\u2019estero: lavoratori, studenti, turisti ma anche casi sanitari particolari. La situazione \u00e8 molto difficile ma devo dire che i diplomatici di tutte le nostre sedi, oltre all\u2019Unit\u00e0 di crisi, stanno facendo tutto il loro meglio.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 uno dei punti su cui l\u2019Italia sta collaborando con gli altri Paesi dell\u2019Unione europea?<\/strong><\/p>\n<p>Mi pare sempre pi\u00f9 chiara e forte l\u2019esigenza di affrontare l\u2019emergenza del Covid-19 su scala europea, e questo \u00e8 molto positivo: sar\u00e0 il tema principale al centro del Consiglio affari europei della prossima settimana.\u00a0Anche altri Paesi stanno iniziando a vivere la nostra stessa situazione sulla diffusione del virus e anche loro debbono occuparsi del rientro dei loro cittadini dall\u2019estero. Pensiamo agli studenti Erasmus: ce ne sono tantissimi italiani in giro per l\u2019Europa ma anche europei in giro per l\u2019Italia. Farli rientrare nei rispettivi Paesi \u00e8 un problema reciproco e stiamo cercando di facilitare l\u2019organizzazione di voli aggiuntivi.<\/p>\n<p><strong>Come valuta lo scudo da 750 miliardi presentato dalla Banca centrale europea oggi?<\/strong><\/p>\n<p>La decisione odierna \u00e8 importantissima, vedremo come sar\u00e0 accolta dai mercati e che cosa implicher\u00e0 in termini di spread per il nostro Paese. Si tratta di un bazooka da 750 miliardi di euro che si aggiungono agli acquisti che la Banca centrale europea gi\u00e0 aveva in programma. Noi l\u2019abbiamo salutato con grande sollievo e siamo convinti che sia anche il frutto del lavoro del nostro governo in questi giorni. Ma non \u00e8 l\u2019unica decisione europea importante: se da una parte c\u2019\u00e8 il coordinamento europeo per affrontare l\u2019emergenza con l\u2019affermarsi del modello italiano nel resto d\u2019Europa, dall\u2019altra c\u2019\u00e8 il tema dell\u2019impatto economico.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di affrontare un rallentamento che non colpir\u00e0 soltanto l\u2019Italia.<\/strong><\/p>\n<p>La Commissione europea ha messo risorse a disposizione \u2013 che non sono tantissime n\u00e9 nuove ma \u00e8 un budget specificatamente pensato per iniziative economiche a sostegno dell\u2019emergenza del coronavirus. L\u2019Eurogruppo ha dato sempre risposte positive e le ultime riunioni hanno dimostrato la consapevolezza dei ministri di intervenire significativamente. Si pu\u00f2 fare con i bilanci nazionali, e questo \u00e8 gi\u00e0 chiaro visto che siamo gi\u00e0 oltre il Patto di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Baster\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Per noi e per tutti \u00e8 importante che ci sia anche un pacchetto di risorse aggiuntive europee. Il nostro governo ha gi\u00e0 avanzato la proposta dei coronabond, cio\u00e8 bond dedicati alle conseguenze economiche dell\u2019epidemia. Tuttavia, non escludo che si debba discutere anche dell\u2019utilizzo delle risorse del Mes, superando il nodo della condizionalit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Alcuni hanno accusato troppo in fretta i nostri partner europei di scarsa solidariet\u00e0 offrendo il fianco alla narrativa cinese sugli \u201caiuti\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Questa pandemia rassomiglia a una guerra, per la sua dimensione globale e la virulenza del virus. E in guerra c\u2019\u00e8 sempre una parte di retorica e di narrazione. Il nemico di tutti \u00e8 il coronavirus ed \u00e8 importante tener presente che non conosce confini, che rappresenta una sfida globale e che la cooperazione a livello sovranazionale \u00e8 un dato importantissimo. Questo vale anche nel rapporto con la Cina, che \u00e8 il Paese da cui il virus ha avuto origine e che \u00e8 stato il primo a vivere una grande emergenza. Siamo amici della Cina ed \u00e8 giusto riconoscere il loro sforzo per contrastare il virus. Tuttavia, penso che dovremmo stare attenti a una certa narrazione.<\/p>\n<p><strong>In che senso?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 legittimo che Pechino rivendichi la sua solidariet\u00e0 nei nostri confronti e noi non possiamo che ringraziarli per questo. Ma bisogna stare attenti a chi usa questo atteggiamento della Cina per contrapporlo a una presunta indifferenza europea, che non \u00e8 reale. Basti pensare al materiale sanitario arrivato qualche giorno fa dalla Germania e dalla Francia. Magari in qualche passaggio ci possono essere stati momenti di incomprensione e sottovalutazione con i nostri partner europei ma dobbiamo sapere che siamo legati a un destino comune con l\u2019Europa e l\u2019Occidente. E le decisioni di Commissione Europea, Consiglio Europeo e Bce lo confermano.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la nostra dimensione?<\/strong><\/p>\n<p>Quella europea: in questo momento siamo protagonisti di una battaglia comune contro il virus e questa dimensione europea sar\u00e0 sempre di pi\u00f9 quella nella quale noi potremo vincere anche le conseguenze economiche del virus. Dal punto di vista della comunicazione, quindi, noi che abbiamo ruoli politici, ma anche il nostro servizio pubblico e i giornali, dobbiamo stare attenti a vedere che cosa davvero sta facendo l\u2019Europa. Che, va riconosciuto, da febbraio a oggi, ha preso molte decisioni importanti nella direzione giusta, cio\u00e8 coordinarsi sul piano sanitario e destinare risorse scegliendo assieme.<\/p>\n<p><strong>Il coronavirus spesso \u00e8 definito l\u2019elemento che disgrega l\u2019Europa. Lei che cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>I primi passi dell\u2019Europa in queste settimane ci dicono che pu\u00f2 accadere esattamente il contrario. Ma questa sfida ci invita a rivedere alcuni paradigmi della globalizzazione. Pensiamo al sistema industriale italiano ed europeo: forse dovremmo interrogarci su quali produzioni dobbiamo rimettere al centro della nostra strategia industriale. Per esempio, abbiamo difficolt\u00e0 in questa fase a reperire le mascherine dato che non le produciamo pi\u00f9 alla luce della delocalizzazione in Cina.<\/p>\n<p><strong>Serve una nuova strategia industriale che vada di pari passo con la sicurezza nazionale.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Di fronte ad alcune considerazioni sulla sicurezza nazionale, di cui fa parte anche la tutela della salute dei cittadini, l\u2019ordine liberale pu\u00f2 e deve ripensarsi. Non per rovesciare i parametri e i valori del sistema liberale, ma per introdurre anche degli elementi di correzione perch\u00e9 non credo che tutto quello che ha fatto il mercato in questi decenni di globalizzazione sia stato di per s\u00e9 buono.<\/p>\n<p><strong>L\u2019epidemia avanza anche di fronte alle nostre coste. Che cosa sta facendo l\u2019Italia?<\/strong><\/p>\n<p>Stiamo continuando a seguire la situazione nel Mediterraneo e in Medio Oriente perch\u00e9 la sicurezza e la stabilit\u00e0 dell\u2019Italia e dell\u2019Europa dipendono anche dalla sicurezza e dalla stabilit\u00e0 di quei Paesi. Ora tutti i governi sono concentrati sull\u2019evoluzione dell\u2019epidemia e alla luce di questo le azioni di contenimento del virus rappresentano esse stesse azioni di pace e di stabilizzazione: prima riusciamo a fermare il virus, prima possiamo ritornare a occuparci della normalit\u00e0, anche di quella \u201cnormalit\u00e0\u201d che sono i conflitti. Come quello in Libia \u2013 ancor pi\u00f9 complicato dopo le dimissioni dell\u2019inviato Onu Ghassan Salam\u00e9 \u2013 per il quale \u00e8 necessario ripartire dal rispetto della tregua, dalla fine delle interferenze esterne e dalle conclusioni della conferenza di Berlino assunte\u00a0da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/03\/coronavirus-europa-cina-sereni\/\">Versione originale dell&#8217;articolo online >><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Marina Sereni, vice ministra degli Esteri in quota Pd: &#8220;Dobbiamo rivedere la strategia industriale pensando alla sicurezza nazionale. 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