{"id":23114,"date":"2019-12-19T10:06:59","date_gmt":"2019-12-19T09:06:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2019\/12\/di-maio-sulla-libia-serve-realismo-l-italia-non-si-schiera-nella-guerra-la-repubblica\/"},"modified":"2019-12-19T10:06:59","modified_gmt":"2019-12-19T09:06:59","slug":"di-maio-sulla-libia-serve-realismo-l-italia-non-si-schiera-nella-guerra-la-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2019\/12\/di-maio-sulla-libia-serve-realismo-l-italia-non-si-schiera-nella-guerra-la-repubblica\/","title":{"rendered":"Di Maio: \u00abSulla Libia serve realismo L&#8217;Italia non si schiera nella guerra\u00bb (la Repubblica)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ministro Di Maio, lei ha ammesso: in Libia abbiamo perso un ruolo. Siamo spariti da Tripoli per otto mesi. L&#8217;avranno presa male. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abDobbiamo recuperare, non lo nascondo, e dobbiamo farlo con un approccio concreto e pi\u00f9 realistico della situazione sul terreno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dove abbiamo sbagliato? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abA fronte dell&#8217;ottimo lavoro svolto dal nostro corpo diplomatico e dai nostri servizi di intelligence, in particolare l&#8217;Aise, si, siamo rimasti indietro e le responsabilit\u00e0 sono di una politica che ha vissuto momenti di difficolt\u00e0. \u00c8 anche per questo che \u00e8 importante avere un governo stabile a Roma. Ad ogni modo con la Libia e pi\u00f9 in generale con il Mediterraneo ci lega una profonda amicizia, possiamo e dobbiamo recuperare quello che nell&#8217;area considero essere il nostro ruolo naturale di Paese di riferimento. Siamo dei pontieri da sempre, con una grande vocazione al dialogo e dobbiamo lavorare in questa direzione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un inizio potrebbe essere la chiarezza. Con chi \u00e8 schierata l&#8217;Italia? Con il governo, riconosciuto dall&#8217;Onu e guidato da Serraj, che la stessa Italia ha contribuito a insediare quattro anni fa? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNoi riconosciamo e supportiamo il lavoro delle Nazioni Unite e il processo di Berlino. Siamo noi i primi a dire che non bisogna fare fughe in avanti e che l&#8217;Europa deve sapersi mostrare compatta. \u00c8 per questo che auspico che si possa svolgere in Libia anche una missione Ue, proprio a sostegno dell&#8217;unico percorso negoziale al momento plausibile, di una soluzione pacifica alla crisi e dell&#8217;unit\u00e0 nazionale libica, contro ogni interferenza e coinvolgendo tutti gli attori coinvolti, senza pregiudizi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che ora sono aumentati rendendo tutto pi\u00f9 difficile. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon possiamo far finta di non vedere che la situazione \u00e8 complessa e che con il passare degli anni non \u00e8 migliorata, anzi. E in questa cornice bisogna percorrere, come ho gi\u00e0 detto, la via della franchezza: sederci tutti a un tavolo, includendo i Paesi confinanti con la Libia che come noi pagherebbero un prezzo molto alto dall&#8217;aggravarsi del conflitto per fare in modo che i libici possano finalmente avere un futuro. Stabilizzare la Libia significa mettere in sicurezza anche il nostro Paese, la regione mediterranea e, in ultima analisi, l&#8217;Europa intera\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma che linea \u00e8, nel mezzo di una guerra civile tra i sostenitori di Serraj e le truppe di Haftar, quella della equidistanza? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi scusi e quindi l&#8217;alternativa quale sarebbe? La passivit\u00e0? Lasciare tutto com&#8217;\u00e8? Oppure un altro intervento militare? Non scherziamo. L&#8217;unica soluzione alla crisi libica \u00e8 politica e non pu\u00f2 prescindere dal dialogo con tutte le parti. Non si tratta di equidistanza, ma di realpolitik. L&#8217;Italia pu\u00f2 giocare un ruolo importante, bisogna avere il coraggio di andare avanti e promuovere soluzioni condivise con i partner Ue\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il governo di Tripoli considera il generale Haftar un capo milizia. Lei invece gli riconosce uno status politico? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando marted\u00ec ho incontrato Serraj mi ha detto che sono pronti a fare dei passi avanti, se a farli \u00e8 anche la controparte. Ad Haftar ho chiesto lo stesso e conto di rivederlo prossimamente a Roma. Haftar un ruolo ce l&#8217;ha, non sono io a riconoscerlo ma i fatti e questo non si pu\u00f2 ignorare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Invocare una pace diplomatica non \u00e8 un po&#8217; poco mentre prevale lo strumento militare? Oggi la Libia \u00e8: morti, colpi di mortaio, milizie, mercenari, armi che arrivano a entrambi i fronti, spionaggio. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn Libia, cos\u00ec come in Siria, \u00e8 in corso una guerra per procura. Gli interessi sono molteplici e i protagonisti diversi. \u00c8 un errore analizzare solo le dinamiche interne, occorre allargare il perimetro della riflessione e fare in modo che chiunque partecipa a questo conflitto, direttamente e indirettamente, sia spinto a trovare una soluzione negoziata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Italia e l&#8217;Unione europea dovrebbero avere il coraggio di prendere di petto i veri artefici di questo conflitto, cio\u00e8 la Turchia (dalla parte di Tripoli) e la Russia (dalla parte di Haftar).<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Italia deve avere sicuramente il coraggio di riconoscere che anche loro sono due interlocutori fondamentali per la stabilit\u00e0 della Libia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Interlocutori che rappresentano regimi autoritari, contrari ai sistemi liberali, democrature vere e proprie. Putin e Erdogan. Comunque vada la Libia \u00e8 destinata a essere governata da una nuova dittatura dopo Gheddafi? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCredo che i libici possano sperare in un futuro stabile. Ma dobbiamo impegnarci tutti e partire da un principio, ovvero che la prima vittima di questa guerra \u00e8 proprio il popolo libico, indistintamente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come fa l&#8217;Europa a tollerare che l&#8217;unica via d&#8217;uscita sia alla fine un regime? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abMa non deve essere un regime, bens\u00ec un processo democratico inclusivo e intralibico, accompagnato da un percorso elettorale sui cui tempi dovr\u00e0 essere il popolo libico ad esprimersi, senza forzatura esterne\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In Libia forse hanno capito dove l&#8217;Italia ha sbagliato: a vedere l&#8217;altra sponda del Mediterraneo solo come un problema per l&#8217;immigrazione dimenticandosi del conflitto in corso. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAll&#8217;Italia interessa una stabilit\u00e0 della Libia, che inevitabilmente laddove arrivasse contribuir\u00e0 ad offrire risultati proficui anche in termini di flussi migratori e nella lotta al terrorismo. Non bisogna partire dagli effetti ma dalle cause. In Libia invece ho ricevuto apprezzamento e vicinanza al nostro Paese e questo deve spingerci a dare di pi\u00f9 in termini di sostegno e supporto alla popolazione, che gi\u00e0 in parte avviene attraverso operazioni di soccorso e umanitarie\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha parlato con Lavrov del dossier libico dieci giorni fa? Gli ha chiesto di fermare i rifornimenti ad Haftar? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon Lavrov ho affrontato diversi temi, tra cui anche la Libia ovviamente. Gli ho detto che come Italia condanniamo ogni forma di ingerenza e che la soluzione pu\u00f2 essere solo diplomatica. Le armi non portano mai lontano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La posizione americana \u00e8 molto defilata. C&#8217;\u00e8 il sospetto che siano disposti ad accettare la vittoria del fronte russo-egiziano legato ad Haftar? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 nelle mie competenze dare risposte per Washington. Gli Usa sono nostri alleati storici e manteniamo un rapporto franco. Sentir\u00f2 il segretario di Stato Pompeo nei prossimi giorni per aggiornarlo sul lavoro che stiamo facendo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ministro Di Maio, lei ha ammesso: in Libia abbiamo perso un ruolo. Siamo spariti da Tripoli per otto mesi. L&#8217;avranno presa male. \u00abDobbiamo recuperare, non lo nascondo, e dobbiamo farlo con un approccio concreto e pi\u00f9 realistico della situazione sul terreno\u00bb. 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