{"id":23128,"date":"2019-11-04T13:15:57","date_gmt":"2019-11-04T12:15:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2019\/11\/in-libia-abbiamo-perso-un-anno-inseguendo-le-ossessioni-di-salvini-vice-ministro-marina-sereni-il-foglio\/"},"modified":"2019-11-04T13:15:57","modified_gmt":"2019-11-04T12:15:57","slug":"in-libia-abbiamo-perso-un-anno-inseguendo-le-ossessioni-di-salvini-vice-ministro-marina-sereni-il-foglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2019\/11\/in-libia-abbiamo-perso-un-anno-inseguendo-le-ossessioni-di-salvini-vice-ministro-marina-sereni-il-foglio\/","title":{"rendered":"Sereni &#8220;In Libia abbiamo perso un anno inseguendo le ossessioni di Salvini&#8221; &#8211; (Il Foglio)"},"content":{"rendered":"<p>Al direttore &#8211; L&#8217;avvicinarsi del rinnovo del Memorandum con le autorit\u00e0 libiche ha prodotto un dibattito acceso nell&#8217;opinione pubblica e anche all&#8217;interno delle forze di governo. II Pd ha proposto di modificare i contenuti del Memorandum, con particolare attenzione all&#8217;attivit\u00e0 della guardia costiera e ai centri di detenzione dei migranti, e in questa direzione il ministro Di Maio si \u00e8 pronunciato positivamente ieri in Parlamento. Il risultato raggiunto, con la decisione di convocare la riunione della Commissione congiunta italo-libica, premia innanzitutto i nostri sforzi e pone le basi per garantire un pi\u00f9 forte coinvolgimento delle Nazioni Unite, della comunit\u00e0 internazionale e delle organizzazioni della societ\u00e0 civile per migliorare l&#8217;assistenza ai migranti e le condizioni nei centri. Personalmente, apprezzo moltissimo il coraggio e l&#8217;impegno di tutti coloro che si sono battuti assieme a noi per migliorare la situazione dei migranti in Libia. Ma la politica richiede compromessi e, spesso, obbliga a sporcarsi le mani per raggiungere un risultato che forse non sar\u00e0 ideale, ma permetter\u00e0 comunque di salvare pi\u00f9 vite umane e di ridurre le sofferenze di molte pi\u00f9 persone.<\/p>\n<p>E per me questo \u00e8 un risultato molto pi\u00f9 importante rispetto alla testimonianza &#8220;dura e pura&#8221; di un impegno che alla fine rischia di cambiare poco o niente sul terreno. Non dobbiamo farci illusioni, e soprattutto non possiamo ingannare i cittadini italiani. Le soluzioni facili non esistono n\u00e9 in un senso n\u00e9 nell&#8217;altro. La realt\u00e0 \u00e8 che la tragedia libica &#8211; del popolo libico e dei migranti &#8211; \u00e8 un evento di enorme complessit\u00e0, in cui non esiste quick fix. Una tragedia che \u00e8 stata presa in ostaggio nell&#8217;ultimo anno e mezzo da un ministro dell&#8217;Interno e da una forza di governo (e ora di opposizione) a soli fini di creazione del consenso. E in cui l&#8217;ossessione anti-migranti e antieuropea &#8211; di un ministro che non si \u00e8 quasi mai recato n\u00e9 in Libia n\u00e9 a Bruxelles &#8211; si sono tradotti in un vuoto di pensiero e azione che, come tutti i vuoti, \u00e8 stato purtroppo riempito dal caos del conflitto e ha leso in maniera gravissima gli interessi del nostro paese. Il dibattito politico italiano sulla Libia \u00e8 stato cosi monopolizzato da un equivoco di fondo, che nasce dalla lettura della situazione solo attraverso il prisma italo-italiano della crisi migratoria.<\/p>\n<p>La crisi libica \u00e8 molto di pi\u00f9 e la sua complessit\u00e0 richiede una risposta a 360 gradi (&#8220;olistica&#8221; nel senso pi\u00f9 proprio del termine). E&#8217; innanzitutto una crisi interna e internazionale, in cui il collasso di un sistema dittatoriale (ma basato su una rete consolidata di interessi e scambi) e l&#8217;inesistenza del tessuto istituzionale possono essere affrontati solo attraverso un progetto complessivo di ricostruzione della societ\u00e0, delle istituzioni e della economia libica che prima del 2011 riusciva a garantire lavoro a pi\u00f9 di 2,5 milioni di stranieri. Il contributo che pu\u00f2 dare l&#8217;Italia a questo processo \u00e8 fondamentale, e richiede da parte nostra capacit\u00e0 di visione e senso di responsabilit\u00e0: rifiutando inutili protagonismi; rafforzando l&#8217;ownership collettiva, multilaterale e europea, della crisi; contenendo l&#8217;assertivit\u00e0 degli attori regionali e il loro coinvolgimento nelle dinamiche intra-libiche; e cercando il pi\u00f9 possibile, nei limiti dell&#8217;attuale situazione, l&#8217;apporto costruttivo degli Stati Uniti, che restano in potenza l&#8217;attore chiave nel Mediterraneo e Medio oriente. Il sostegno all&#8217;azione del rappresentante speciale delle Nazioni Unite Salam\u00e9 e all&#8217;organizzazione della Conferenza internazionale di Berlino in programma entro l&#8217;autunno e, auspicabilmente il prima possibile, della conferenza intra-libica, sono il prossimo passo nell&#8217;attuazione di questa visione. Negli ultimi anni moltissimo \u00e8 cambiato, e continua a cambiare, in Libia.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia resta per\u00f2, anche per la continuit\u00e0 della nostra presenza sul terreno, il paese occidentale con la conoscenza pi\u00f9 profonda e capillare della Libia e delle sue dinamiche. Questo patrimonio di conoscenza riguarda due temi fondamentali perla costruzione della Libia del futuro: l&#8217;inclusivit\u00e0 del processo politico, la creazione dello stato di diritto, le riforme economico- finanziarie e del settore della sicurezza. Il conflitto militare in corso tra le forze del generale Haftar e il governo del presidente Serraj ha posto in secondo piano una questione-chiave: la condivisione del processo politico da parte di tutto il popolo libico e delle sue espressioni regionali, tribali, cittadine e della societ\u00e0 civile. Identificare queste espressioni e garantire che ognuna di esse possa far sentire la propria voce \u00e8 una condizione fondamentale perla costruzione della Libia del futuro. E nello stesso senso la ricostituzione del tessuto istituzionale libico e l&#8217;avvio delle riforme non possono partire dal nulla e richiedono la messa a sistema di tutti coloro che meglio conoscono la Libia e la sua complessit\u00e0. L&#8217;Italia ha buttato pi\u00f9 di un anno in Libia inseguendo le ossessioni securitarie e elettorali di un ministro degli Interni palesemente inadeguato.<\/p>\n<p>Non possiamo permetterci di sprecare altro tempo. La politica estera richiede coraggio e umilt\u00e0, risorse intellettuali e spessore morale, capacit\u00e0 di analisi e comprensione dei problemi. Richiede un senso dell&#8217;identit\u00e0 nazionale e dei valori e interessi del nostro paese lontani anni luce da quelli del ministro deejay che fa ballare in costume da bagno l&#8217;inno di Mameli. E richiede infine fatica e sudore, certamente non quello delle estati al Papeete.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Al direttore &#8211; L&#8217;avvicinarsi del rinnovo del Memorandum con le autorit\u00e0 libiche ha prodotto un dibattito acceso nell&#8217;opinione pubblica e anche all&#8217;interno delle forze di governo. 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