{"id":23139,"date":"2019-07-30T10:51:07","date_gmt":"2019-07-30T08:51:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2019\/07\/francesco-maria-talo-l-italia-la-nato-e-le-sfide-da-sud-formiche-net\/"},"modified":"2019-07-30T10:51:07","modified_gmt":"2019-07-30T08:51:07","slug":"francesco-maria-talo-l-italia-la-nato-e-le-sfide-da-sud-formiche-net","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2019\/07\/francesco-maria-talo-l-italia-la-nato-e-le-sfide-da-sud-formiche-net\/","title":{"rendered":"\u201cL\u2019Italia, la Nato e le sfide da Sud\u201d &#8211; Ambasciatore Francesco Maria Tal\u00f2 (Formiche.net)"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante il noto problema del budget, troppo risicato rispetto ai maggiori alleati, l\u2019Italia\u00a0sta riuscendo a portare l\u2019Alleanza Atlantica a una maggiore attenzione al fianco sud. Lo sta facendo grazie a uno sforzo diplomatico continuo, al contributo alle missioni internazionali e a una scelta di campo che, da settant\u2019anni, garantisce pace, sicurezza e\u00a0(quindi) crescita per il Paese. Parola dell\u2019ambasciatore Francesco Maria Tal\u00f2, rappresentante permanente dell\u2019Italia al quartier generale della Nato e gi\u00e0 coordinatore\u00a0per la cyber-security al ministero degli Esteri. Lo abbiamo intervistato in occasione della\u00a0XIII Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori d\u2019Italia nel mondo, organizzata\u00a0dalla Farnesina e concentrata quest\u2019anno sul tema \u201cLa politica estera italiana verso\u00a0l\u2019Orizzonte 2030, tra continuit\u00e0 e cambiamento\u201d. Da oggi a venerd\u00ec, con la presenza del\u00a0presidente Sergio Mattarella nella giornata d\u2019apertura e quella del premier Giuseppe\u00a0Conte per la chiusura, parteciperanno in diverse sessioni cento ambasciatori italiani,\u00a0chiamata a intervenire su temi come Mediterraneo, globalizzazione e soft power. Si\u00a0parler\u00e0 anche di Alleanza Atlantica, uno dei pilastri della politica estera italiana che sta\u00a0vivendo tempi turbolenti tra sfide esterne e questioni interne. Ne abbiamo parlato con il\u00a0nostro rappresentante a Bruxelles, giunto nella capitale belga lo scorso aprile.<\/p>\n<p><strong><\/strong><strong>Ambasciatore, lei ha assunto l\u2019incarico ormai da qualche mese. Che impressioni ha\u00a0<\/strong><strong>avuto sulla considerazione che gli alleati hanno del nostro Paese all\u2019interno\u00a0<\/strong><strong>dell\u2019Alleanza?<\/strong><\/p>\n<p>Ho avuto impressioni sinceramente molto positive. Sono arrivato da novizio, non\u00a0essendo mai stato nella sede nonostante la mia conoscenza delle questioni e dei\u00a0problemi. Certamente sapevo che l\u2019Italia, come \u00e8 normale per un Paese di tali\u00a0dimensioni e con un impegno costante nel contributo alla sicurezza comune, gode di\u00a0ampia considerazione. Siamo ascoltati dagli alleati sia per la coerenza delle posizioni,\u00a0saldamente ancorate al nostro campo di appartenenza che deriva da una scelta fatta pi\u00f9\u00a0di settant\u2019anni fa, che tra l\u2019altro ci ha assicurato sicurezza, libert\u00e0 e crescita, sia per le\u00a0persone, con diplomatici ed esponenti delle Forze armate che fanno uno straordinario\u00a0gioco di squadra per l\u2019Italia. In pi\u00f9, affermiamo un certo metodo di rispetto dei valori\u00a0comuni e delle regole che derivano dal multilateralismo.<\/p>\n<p><strong>Ci spieghi meglio.<\/strong><\/p>\n<p>Con le scelte fatte dopo la Seconda guerra mondiale, il multilateralismo \u00e8 entrato nel\u00a0Dna della diplomazia italiana. Non va confuso con il velleitarismo. Multilateralismo vuol\u00a0dire riuscire a mettere insieme idee e risorse per essere pi\u00f9 solidi e avere pi\u00f9 successo\u00a0l\u00ec dove, da singoli, non riusciremmo o avremmo bisogno di sforzi estremamente\u00a0maggiori. Lo facciamo senza mai rinunciare ai nostri interessi nazionali, ma (al contrario)\u00a0affermandoli in modo deciso. Siamo rispettati quando ascoltiamo gli altri e pretendiamo\u00a0di essere ascoltati.<\/p>\n<p><strong><\/strong><strong>Su questo, in particolare, l\u2019Italia chiede da tempo agli alleati di aumentare l\u2019attenzione al fronte sud. Dopo l\u2019attivazione dell\u2019Hub di Napoli, ci sono altri riscontri positivi?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, assolutamente. Sul tema non siamo soli. Da qualche tempo c\u2019\u00e8 sensibilit\u00e0 anche da\u00a0parte di quei Paesi apparentemente lontani geograficamente dal fronte sud. Cresce la\u00a0consapevolezza in un concetto in cui crediamo fortemente: la sicurezza indivisibile.\u00a0Significa che, se si vuole essere efficaci come Alleanza, occorre avere una concezione\u00a0di piani di difesa a 360 gradi. Significa che non esiste un fianco meno prioritario di un\u00a0altro. Tra l\u2019altro, il fronte sud, che chiaramente ci riguarda per primi, \u00e8 proprio quello da\u00a0cui originano minacce nuove, non immediatamente percepibili secondo i canoni\u00a0tradizionali, ma non per questo meno insidiose.<\/p>\n<p><strong>Pensa al terrorismo?<\/strong><\/p>\n<p>Certo. Concettualmente, il terrorismo ha pari valore rispetto alle minacce cosiddette\u00a0tradizionali che arrivano da est. Si parla di cose molto concrete. Ne sono state vittima le\u00a0principali citt\u00e0 europee, grandi capitali che non appartengono al sud geografico del\u00a0continente. Per questo, \u00e8 evidente che occorre rivolgere un\u2019attenzione particolare al\u00a0fronte meridionale dell\u2019Alleanza, a partire dal dialogo e dai partenariati che abbiamo con\u00a0la sponda nordafricana. In tali aspetti, anche l\u2019Hub strategico di Napoli pu\u00f2 svolgere un\u00a0ruolo importante.<\/p>\n<p><strong>La posizione italiana resta comunque scomoda sul tema del budget, con la notevole\u00a0<\/strong><strong>distanza dall\u2019obiettivo di spendere per la Difesa il 2% del Pil entro il 2024. Come ci\u00a0<\/strong><strong>stiamo muovendo sulla questione?<\/strong><\/p>\n<p>Il tema \u00e8 ovviamente sotto gli occhi di tutti. Sar\u00e0 sicuramente oggetto anche dei prossimi\u00a0incontri politici, soprattutto in quello principale che verr\u00e0 riunirsi, il prossimo dicembre, i\u00a0capi di Stato e di governo a Londra. Sappiamo bene dell\u2019esigenza manifestata sul tema\u00a0del burden sharing dagli Stati Uniti, anche perch\u00e9 sono impegni che abbiamo sottoscritto\u00a0in comune. Tuttavia, \u00e8 bene ricordare che non c\u2019\u00e8 solo il 2%, obiettivo difficile per molti.\u00a0Nel complesso, sono tre gli obiettivi, le cosiddette \u201ctre C\u201d, definite in Galles nel 2014. Il\u00a02% riguarda il cash. Poi ci sono le capabilities, ovvero le spese destinate agli\u00a0investimenti con l\u2019obiettivo di destinarvi il 20% delle spese per la difesa. Su questo\u00a0siamo nel gruppo dei virtuosi, avendo raggiunto la quota in ampio anticipo. Vuol dire che\u00a0l\u2019Italia spende bene le proprie risorse e ci\u00f2 \u00e8 ampiamente riconosciuto dagli alleati. Vuol\u00a0dire infatti che il nostro dispositivo militare funziona bene nonostante la limitatezza delle\u00a0risorse. Si tratta di spese su tecnologie che ricadono a favore della nostra industria e\u00a0che producono innovazione per tutto il Paese.<\/p>\n<p><strong>E la terza C?<\/strong><\/p>\n<p>Sta per contribution, cio\u00e8 il contributo alle missioni. Anche qui siamo nel gruppo di quelli\u00a0che fanno bene. D\u2019altra parte, sono scelte importanti anche a livello politico, poich\u00e9\u00a0riguardano in teatri complessi l\u2019invio di donne e uomini che hanno sempre contribuito in\u00a0modo impeccabili alla sicurezza comune. Basti pensare alla partecipazione italiana alle\u00a0missioni in Afghanistan e Kosovo.<\/p>\n<p><strong>Sulla missione in Afghanistan la linea resta quella di andare via solo tutti insieme?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec. Occorrer\u00e0 adattarsi agli sviluppi e farlo comunque insieme, salvaguardando gli\u00a0importanti progressi raggiunti grazie al nostro impegno. Lo hanno confermato i ministri\u00a0della Difesa nell\u2019ultima riunione di fine giugno. La speranza \u00e8 che possano esserci\u00a0sviluppi positivi nel processo di pace avviato dal rappresentante speciale per\u00a0l\u2019Afghanistan degli Stati Uniti, l\u2019ambasciatore Zalmay Khalilzad. La nostra missione ha\u00a0avuto un ruolo fondamentale per la sicurezza e per fronteggiare quel terrorismo che\u00a0abbiamo visto drammaticamente attaccare il cuore del nostro campo e del nostro modo\u00a0di essere l\u201911 settembre, una data che per tutti noi ha un valore particolare e che io ho\u00a0vissuto mentre ero a New York.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ancoraggio all\u2019Alleanza \u00e8 uno dei capisaldi della nostra politica estera. Cosa si attende da questo punto di vista dalla XIII Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori d\u2019Italia nel mondo che si apre oggi alla Farnesina? Tratterete anche questi temi?<\/strong><\/p>\n<p>Penso di s\u00ec. Abbiamo gi\u00e0 avuto un primo incontro con altri colleghi che operano in sedi\u00a0multilaterali ieri, affermando quanto sia importante nella nostra professione avere una\u00a0chiara collocazione. \u00c8 un aspetto fondamentale per la nostra credibilit\u00e0. Anche perch\u00e9\u00a0significa riconoscersi nei valori della nostra Repubblica, gli stessi che hanno determinato\u00a0una scelta di campo, quella del dopoguerra, che ci ha assicurato sicurezza, libert\u00e0 e\u00a0crescita, determinando il periodo pi\u00f9 lungo di pace che ci sia stato da secoli nellaPenisola. Ci\u00f2 \u00e8 stato possibile proprio perch\u00e9 siamo parte, come membri fondatori,dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/p>\n<p><strong>Una scelta di campo da confermare insomma?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente. Bisogna tenerla sempre a mente poich\u00e9 la diplomazia agisce nel contesto\u00a0di una convinta adesione a questa scelta di campo, e lo fa per il benessere dei cittadini\u00a0cercando di essere proattiva e propositiva, impegnandosi a disegnare un ruolo da\u00a0protagonista a un Paese di rilievo come il nostro. La Conferenza sar\u00e0 occasione per\u00a0parlare di questo cose tra di noi. Incontrarsi faccia a faccia, oltre le comunicazioni\u00a0costanti che abbiamo quasi quotidianamente, \u00e8 fondamentale. Ancora di pi\u00f9 \u00e8 farlo con\u00a0l\u2019interlocuzione con le istituzioni e la societ\u00e0 italiana, partendo dal presidente della\u00a0Repubblica che ci onora della sua presenza nella giornata di apertura e che noi abbiamo\u00a0l\u2019onore di rappresentare in quanto ambasciatori d\u2019Italia.<\/p>\n<p><strong>Tra i temi caldi dell\u2019Alleanza ci sono i missili. Con la fine ormai certificata dal Trattato Inf tra Russia e Stati Uniti, non teme una nuova corsa agli armamenti in Europa?<\/strong><\/p>\n<p>Il trattato \u00e8 stato fondamentale perch\u00e9 ha garantito sicurezza al nostro continente per\u00a0oltre trent\u2019anni. D\u2019altra parte, mantenere un accordo in cui una delle due parti ne viola gli\u00a0impegni diventa un fattore di rischio. Ora, a pochi giorni dalla fine ufficiale del trattato, si\u00a0apre un nuovo capitolo, ma non per forza va letto drammaticamente. Su questo, \u00e8\u00a0importante che il dialogo con la Russia vada avanti.<\/p>\n<p><strong>In che modo?<\/strong><\/p>\n<p>Ho partecipato io stesso a inizio mese all\u2019ultima riunione del Consiglio Nato-Russia. La\u00a0discussione \u00e8 stata franca e utile per tutti, e continuer\u00e0 a essere cos\u00ec. Poco dopo quella\u00a0riunione, il comandante supremo delle forze alleate in Europa (Saceur), generale Tod\u00a0Wolters, ha incontrato a Baku il capo di Stato maggiore russo Valery Gerasimov.\u00a0Entrambe le parti hanno constatato l\u2019utilit\u00e0 di vedersi e di scambiarsi informazioni sulle\u00a0reciproche esercitazioni, un aspetto di trasparenza di grande importanza per evitare\u00a0incomprensioni ed escalation.<\/p>\n<p><strong>Si parla anche di un nuovo accordo che coinvolga anche la Cina.<\/strong><\/p>\n<p>Inevitabilmente. Ormai, oltre a Stati Uniti e Russia, c\u2019\u00e8 anche Pechino come attore di\u00a0grande rilievo. Vedremo se i tempi sono maturi per un accordo di portata pi\u00f9 ampia che\u00a0potrebbe garantire maggiore sicurezza per tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nonostante il noto problema del budget, troppo risicato rispetto ai maggiori alleati, l\u2019Italia\u00a0sta riuscendo a portare l\u2019Alleanza Atlantica a una maggiore attenzione al fianco sud. 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