{"id":23155,"date":"2019-07-29T16:52:42","date_gmt":"2019-07-29T14:52:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2019\/07\/lavorare-con-la-cina-in-africa-per-ridurre-i-flussi-di-profughi-ambasciatore-ettore-francesco-sequi-la-stampa\/"},"modified":"2019-07-29T16:52:42","modified_gmt":"2019-07-29T14:52:42","slug":"lavorare-con-la-cina-in-africa-per-ridurre-i-flussi-di-profughi-ambasciatore-ettore-francesco-sequi-la-stampa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2019\/07\/lavorare-con-la-cina-in-africa-per-ridurre-i-flussi-di-profughi-ambasciatore-ettore-francesco-sequi-la-stampa\/","title":{"rendered":"Lavorare con la Cina in Africa per ridurre i flussi di profughi&#8221;  Ambasciatore Ettore Francesco Sequi (La Stampa)"},"content":{"rendered":"<p>A margine della Conferenza degli Ambasciatori il nostro rappresentante diplomatico a Pechino, Ettore Francesco Sequi, ragiona delle sfide e delle opportunit\u00e0 che Pechino porta a livello globale.<\/p>\n<p><strong>Cominciamo dall&#8217;Africa, il terminale delle sfide del Mediterraneo. Che contributo pu\u00f2 fornire alla questione dei flussi migratori la Cina, gi\u00e0 leader incontrastata in numerosi Paesi africani?<\/strong>\n<\/p>\n<p>\u00abLa presenza della Cina in Africa non \u00e8 solo conclamata ma cresce, tanto che anno dopo anno i volumi di esportazioni e investimenti cinesi nel continente si avvicinano a quelli di tutti i Paesi Ue messi insieme. Inoltre lo scorso anno durante il vertice Focac (Forum on China-Africa Cooperation) in Cina si \u00e8 deciso un investimento di Pechino di 60 miliardi di dollari nello sviluppo del continente. \u00c8 una buona notizia nella misura in cui questo si traduca in benessere ma bisogna fare in modo che sia sostenibile finanziariamente, economicamente e sul piano ambientale. E dunque s\u00ec, potenzialmente la stabilizzazione dell&#8217;Africa pu\u00f2 avere effetti positivi sulla crescita locale e sulla riduzione delle motivazioni dei giovani migranti, a patto che rispetti la sostenibilit\u00e0. La cooperazione nel rispetto di questi criteri pu\u00f2 potenzialmente ridurre flussi migratori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come interloquiscono in Africa Italia e Cina? <\/strong>\n<\/p>\n<p>\u00abI cinesi cercano lo sviluppo di collaborazioni in Paesi terzi che prevedano accordi tra imprese cinesi e magari europee in un Paese africano. Alcuni Stati europei hanno gi\u00e0 siglato dei &#8220;memorandum of understanding&#8221; finalizzati a questa triangolazione. Nell&#8217;ambito di questi Mou i francesi per esempio hanno gi\u00e0 avviato 6 progetti mentre l&#8217;Italia non ha ancora dei progetti, ma so che gli africani vedrebbero molto positivamente un nostro accresciuto impegno nelle infrastrutture, anche nelle forme di cooperazioni triangolari\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come s&#8217;inquadra in questo processo il memorandum of understanding tra Roma e Pechino, firmato sotto lo sguardo non privo di sospetti di altri Paesi europei?<\/strong>\n<\/p>\n<p>\u00abPartiamo dal fatto che dai 14 ai 17 Paesi europei &#8211; il numero varia secondo le stime &#8211; hanno concordato con la Cina memorandum analoghi. Ma quello italiano ha una peculiarit\u00e0: traccia il perimetro molto preciso che definisce le regole d&#8217;ingaggio in caso di future collaborazioni, regole che rispondono al meglio ai principi europei e che prevedono, ad esempio sostenibilit\u00e0 finanziaria, ambientale, fiscale di eventuali progetti, gare aperte e trasparenti e parit\u00e0 di condizioni tra imprese italiane e cinesi. \u00c8 un memorandum molto avanzato da questo punto di vista, l&#8217;unico in cui tra l&#8217;altro \u00e8 stato inserito il riferimento chiaro e solido ai principi contenuti nella strategia di connettivit\u00e0 euro-asiatica dell&#8217;Ue. Anche per questo motivo a Bruxelles il documento italiano \u00e8 definito &#8220;memorandum 2.0&#8221;. Mi hanno riferito i nostri imprenditori in Cina che dal giorno della firma hanno notato un cambiamento in positivo nei nostri confronti ma soprattutto diversi\u00a0Ambasciatori\u00a0europei a Pechino ci hanno riservato complimenti pubblici per aver fissato l&#8217;asticella dei principi talmente in alto da costituire un precedente positivo per i prossimi Paesi che saranno coinvolti in negoziati o che gi\u00e0 stanno negoziando\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La Ue pu\u00f2 rappresentare veramente l&#8217;ago della bilancia nelle crescenti tensioni tra Pechino e Washington?<\/strong>\n<\/p>\n<p>\u00abPer la Cina l&#8217;Unione Europea \u00e8 un partner importantissimo ma \u00e8 evidente che serve un approccio europeo coeso ai rapporti con Pechino. L&#8217;Ue se ne deve convincere. Certamente i problemi con gli Stati Uniti fanno s\u00ec che la Cina guardi l&#8217;Europa come un interlocutore essenziale e che rappresenta inoltre un mercato da 500 milioni di consumatori, il primo per la Cina mentre la Cina \u00e8 il secondo per l&#8217;Ue. Ci sono temi dirimenti come i dazi e la riduzione del disavanzo commerciale, \u00e8 ovvio, ma anche per questo serve una politica europea compatta\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A margine della Conferenza degli Ambasciatori il nostro rappresentante diplomatico a Pechino, Ettore Francesco Sequi, ragiona delle sfide e delle opportunit\u00e0 che Pechino porta a livello globale. Cominciamo dall&#8217;Africa, il terminale delle sfide del Mediterraneo. 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