{"id":23165,"date":"2019-07-29T16:26:31","date_gmt":"2019-07-29T14:26:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2019\/07\/ve-lo-do-io-il-brasile-ambasciatore-antonio-bernardini-la-gazzetta-del-mezzogiorno\/"},"modified":"2019-07-29T16:26:31","modified_gmt":"2019-07-29T14:26:31","slug":"ve-lo-do-io-il-brasile-ambasciatore-antonio-bernardini-la-gazzetta-del-mezzogiorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2019\/07\/ve-lo-do-io-il-brasile-ambasciatore-antonio-bernardini-la-gazzetta-del-mezzogiorno\/","title":{"rendered":"Ve lo do io il Brasile &#8211; Ambasciatore Antonio Bernardini (La Gazzetta del Mezzogiorno)"},"content":{"rendered":"<p>Da Barletta al mondo, dalla Achille Lauro al caso Battisti, Antonio Bernardini, ambasciatore in Brasile, si \u00e8 guadagnato un posto di primo piano nella diplomazia nazionale. In vista della Conferenza biennale delle \u00abfeluche\u00bb d&#8217;Italia (questa settimana alla Farnesina), \u00e8 tornato nella \u00absua\u00bb Puglia e La Gazzetta del Mezzogiorno l&#8217;ha intervistato.<\/p>\n<p><strong>Tre anni dopo la laurea (Scienze politiche, a Bari, nel 1981), supera il concorso diplomatico e lascia Barletta. Poi Delhi, Ginevra, Tokyo, New York&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAll&#8217;avventura\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dal primo luglio 2016, \u00e8 ambasciatore d&#8217;Italia a Brasilia. Ma cosa l&#8217;ha spinta? Ha diplomatici in famiglia? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo. Io sono solo frutto dell&#8217;Universit\u00e0 di Bari dove ho studiato con professori bravissimi, come Ugo Villani. Credo sia importante, soprattutto per i ragazzi, sapere che una buona, ottima, formazione \u00e8 possibile in Puglia. Poi la passione viene man mano che si conosce la particolarit\u00e0 di questo lavoro, che richiede curiosit\u00e0 intellettuale, capacit\u00e0 di adattamento, voglia di conoscere realt\u00e0 diverse, capire le opportunit\u00e0 che si creano per il nostro Paese e capacit\u00e0 di raccontarle al nostro Paese, presentarle al Governo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parliamo del Brasile. Una Repubblica presidenziale federale che ha numeri da continente: oltre 8,5 milioni di km quadrati.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abE&#8217; il quinto Paese pi\u00f9 grande al mondo\u00bb.\u00a0E ci vivono 210 milioni di persone.\u00a0\u00abII Paese ha numeri impressionanti. E in Brasile vive l&#8217;1% della popolazione italiana. Nei consolati sono registrati 575.000 italiani e ci sono 30milioni di oriundi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Guardando le statistiche storiche sull&#8217;immigrazione italiana verso il Brasile (dati Instituto Brasileiro de Geografia e Estatistica) si vede che provenivano soprattutto dal Nord Italia pi\u00f9 povero, dal Veneto (365.710 emigrati). E meno dal Sud (solo 34.833 emigrati dalla Puglia).<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEsatto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tanto che anche il nonno del presidente Jair Bolsonaro (il leader di estrema destra ha vinto le elezioni il primo gennaio 2019) era veneto. Oggi che il Veneto, a trazione leghista, \u00e8 tanto ricco da chiedere l&#8217;Autonomia, i flussi sono ancora di quel tipo, o si sono capovolti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;immigrazione in Brasile ha questa matrice molto veneta, trentina, lombarda, perch\u00e9 il grosso degli immigrati arriv\u00f2 durante la crisi economica di quelle aree alla fine dell&#8217;Ottocento. C&#8217;\u00e8 una comunit\u00e0 calabra rilevante. La comunit\u00e0 pugliese \u00e8 piccolissima ma non posso non menzionare la presenza dei polignanesi a San Paolo. Celebrano da 101 anni la festa di San Vito. Un&#8217;iniziativa bellissima delle &#8220;mamme di San Vito&#8221;, cos\u00ec si fanno chiamare. Signore che hanno oltre 80 anni e fanno questa festa per raccogliere fondi per gli asili di San Paolo, vendendo focaccia e pasta. Quanto all&#8217;immigrazione, ora il Brasile sta uscendo da una grave crisi, quindi non c&#8217;\u00e8 un flusso di immigrati italiani. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un altro fenomeno. Noi siamo tra i pi\u00f9 grossi investitori in Brasile: l&#8217;Enel \u00e8 la prima societ\u00e0 di distribuzione elettrica, la Fiat ha una grossa produzione di auto, Tim \u00e8 il terzo operatore telefonico, il 30% dell&#8217;acciaio qui \u00e8 prodotto da un&#8217;azienda italiana. Pensando agli italiani che arrivano oggi cito, per esempio, Pietro Labriola che \u00e8 barese ed \u00e8 l&#8217;ad della Tim in Brasile. Un ragazzo molto apprezzato che dimostra come ci sia una nuova fase, la fase della mobilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cervelli in fuga?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo, parlo proprio di mobilit\u00e0. Persone che, nell&#8217;ambito della propria azienda, si spostano. Quanto ai &#8220;cervelli&#8221;, tra le Universit\u00e0 italiane e brasiliane ci sono ben 840 accordi. Pi\u00f9 che di fughe, parlerei di interscambio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Al di l\u00e0 delle contrapposizioni calcistiche&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGuardi che perdere 3-2 con l&#8217;Italia per il Brasile \u00e8 stato uno choc\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E al di l\u00e0 dei rapporti culturali e di quelli criminali, cosa pu\u00f2 fare il Sud per sviluppare percorsi di business virtuosi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDue parole sulla criminalit\u00e0, un po&#8217; perch\u00e9 mi sono occupato del caso Battisti (si veda box in pagina; ndr) un po&#8217; perch\u00e9 so benissimo di questa collaborazione tra Polizia italiana e brasiliana. Si tratta di una collaborazione importante sia perch\u00e9 restringe gli spazi al crimine sia perch\u00e9 il Brasile guarda alla legislazione italiana per formulare le proprie normative di contrasto alle mafie. Ci\u00f2 detto, innanzitutto il Brasile \u00e8 innamorato del Primitivo di Puglia. Se c&#8217;\u00e8 un vino super-conosciuto e apprezzato \u00e8 il Primitivo. Un successo pazzesco. Mi auguro che la Regione Puglia possa fare presto attivit\u00e0 promozionali. Poi c&#8217;\u00e8 il turismo. I brasiliani che viaggiano hanno gi\u00e0 colto i segnali della rinascita del turismo di livello in Puglia. Se parliamo di meccatronica, industria dello Spazio, ci sono possibilit\u00e0. E bisogna anche guardare tutta la filiera delle grandi imprese. La Fiat in Brasile porta tante industrie del settore, dell&#8217;indotto. Ci\u00f2 vale anche nel settore elettrico con l&#8217;Enel. Quindi le possibilit\u00e0 ci sono e credo che uno dei compiti di questa Conferenza (quella che si svolger\u00e0 alla Farnesina; ndr), sar\u00e0 fare il punto sulle opportunit\u00e0 nei vari Paesi. Inoltre, il Brasile sta lanciando un grossissimo programma infrastrutturale. Costruiranno 14mila km di autostrade e 24.000 di ferrovia. Insomma, oltre alla Via della Seta, c&#8217;\u00e8 la Rotta del Caff\u00e8\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Immigrati di continenti diversi li vivono in pace, c&#8217;\u00e8 integrazione. Qual \u00e8 la \u00ablezione brasiliana\u00bb per l&#8217;Italia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi fa piacere questa domanda perch\u00e9 \u00e8 vero: il Brasile sembra smentire tutti i problemi che viviamo. Chiaro che le societ\u00e0 europee sono attraversate da tensioni notevoli ma se uno guarda la realt\u00e0 brasiliana pu\u00f2 cogliere segnali di tipo diverso. II modello dei Paesi multirazziali esiste\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel 2001 Goldman Sachs con i Bric &#8211; Brasile, Russia, India e Cina &#8211; previde che i 4 Paesi sarebbero diventati le economie del futuro. Cosa \u00e8 andato storto in Brasile?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abII Brasile degli anni di Lula e di Rousseff ha posto grossa attenzione ai temi della disparit\u00e0 sociale. L&#8217;obiettivo era cercare di tirar fuori dalla povert\u00e0 il maggior numero di persone. Un programma dai fini importanti ma che non si \u00e8 trovato alle spalle un&#8217;economia all&#8217;altezza. Il modello brasiliano \u00e8 fortemente protezionistico e basato sulla produzione delle &#8220;commodities&#8221;. Quello che per\u00f2 non ha \u00e8 un&#8217;industria forte. Oggi il governo vuole aprire l&#8217;economia per aprire alle industrie. Inoltre, il grande sostegno del Brasile alla conclusione dell&#8217;accordo Ue-Mercosur e il suo desiderio di diventare membro dell&#8217;Ocse, che vuol dire abbracciare le logiche delle economie industrializzate, sono fattori importanti per l&#8217;Italia e per le imprese italiane\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quest&#8217;anno festeggia i 35 anni di carriera. Qual \u00e8 stato il momento pi\u00f9 delicato? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abDue momenti. Uno si chiama Achille Lauro. Io ero il giovanissimo diplomatico che ricevette la telefonata del dirottamento e quella che annunciava che il dirottamento era finito, quando il comandante disse che non c&#8217;erano vittime a bordo. E meno male che quella telefonata l&#8217;ascoltammo in molti. Ma rimane in me l&#8217;interrogativo del perch\u00e9 il comandante non disse la verit\u00e0 sull&#8217;omicidio di Leon Klinghoffer. Poi il caso Battisti. E&#8217; stato fatto un grosso lavoro per spie gare a brasiliani e istituzioni brasiliane che non c&#8217;era una lettura contrapposta sinistra-destra, che l&#8217;Italia non era una dittatura che aveva condannato Battisti arbitrariamente. Tutto ci\u00f2 ha richiesto molto lavoro, cui ha fatto seguito la grossa soddisfazione del governo brasiliano che si \u00e8 scusato per averlo fatto scappare in Bolivia. Ci \u00e8 stata riconsegnata dignit\u00e0 dopo esser stati vilipesi ingiustamente. C&#8217;\u00e8 voluto tempo ma, alla fine, le nostre ragioni sono state riconosciute\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da Barletta al mondo, dalla Achille Lauro al caso Battisti, Antonio Bernardini, ambasciatore in Brasile, si \u00e8 guadagnato un posto di primo piano nella diplomazia nazionale. In vista della Conferenza biennale delle \u00abfeluche\u00bb d&#8217;Italia (questa settimana alla Farnesina), \u00e8 tornato nella \u00absua\u00bb Puglia e La Gazzetta del Mezzogiorno l&#8217;ha intervistato. 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