{"id":23169,"date":"2019-07-15T10:44:24","date_gmt":"2019-07-15T08:44:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2019\/07\/moavero-milanesi-migranti-il-piano-italiano-corriere-della-sera\/"},"modified":"2019-07-15T10:44:24","modified_gmt":"2019-07-15T08:44:24","slug":"moavero-milanesi-migranti-il-piano-italiano-corriere-della-sera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2019\/07\/moavero-milanesi-migranti-il-piano-italiano-corriere-della-sera\/","title":{"rendered":"Moavero Milanesi &#8211; Migranti, il piano italiano &#8211; (Corriere della Sera)"},"content":{"rendered":"<p>Enzo Moavero Milanesi ci lavora dal giorno in cui fu nominato ministro degli Esteri poco pi\u00f9 di un anno fa. Ne ha parlato gioved\u00ec scorso con il premier Giuseppe Conte e con Matteo Salvini, il ministro dell&#8217;Interno, ed esporr\u00e0 queste idee domani a Bruxelles al Consiglio Affari Esteri per una riflessione con i colleghi europei. \u00abUsciamo dalla tirannia delle emergenze e dell&#8217;emotivit\u00e0 \u2014 dice \u2014 obiettivamente, sui flussi migratori sino ad oggi ogni Paese tende a reagire in maniera sovranista. Ma riusciremo a governarli solo con una vera politica europea equilibrata, fatta di molti elementi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ministro, lei sta per presentare idee per un&#8217;azione europea sulle migrazioni con il suo collega di Malta Carmelo Abela. Come nascono?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNegli ultimi tempi, ci sono stati accordi sulla distribuzione dei migranti fra Paesi prima dello sbarco. Ma non possiamo continuare a procedere caso per caso, cercando ogni volta soluzioni d&#8217;emergenza. Bisogna trovare un meccanismo strutturato, di carattere stabile\u00bb. <strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Va superato il regolamento di Dublino, che obbliga i Paesi di primo sbarco a vagliare le domande di asilo? Molti governi non vogliono.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDublino riguarda l&#8217;asilo, ma il Trattato Ue contiene norme per regolare le migrazioni in generale, non solo su come verificare le domande di asilo. Questo porta ad allargare la riflessione all&#8217;insieme dei flussi migratori: i migranti non cercano la costa italiana, greca o maltese. Cercano l&#8217;Europa. Dunque \u00e8 in una cornice europea che va trovata una soluzione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Non teme una reazione scettica dagli altri governi? Vi diranno che l&#8217;unica politica dell&#8217;Italia \u00e8 chiudere porti.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer governare simili flussi occorre una politica comune europea che stabilisca bene cosa si fa, collaborando. Gli Stati non vanno lasciati soli ad affrontare l&#8217;emergenza con strumenti parziali e inevitabilmente egoistici. Il Trattato Ue parla di politiche europee sui flussi migratori e, quindi, va oltre il semplice riconoscimento del diritto di chiedere asilo o protezione internazionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A cosa pensa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abII primo livello \u00e8 fare di pi\u00f9 prima che le persone inizino a migrare. Occorrono investimenti maggiori, con finanziamenti sufficienti, nei Paesi dai quali si parte: progetti mirati a rafforzare il tessuto sociale o mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Le risorse necessarie sono ingenti e proprio per questo il tema deve entrare nei negoziati sul Quadro finanziario europeo 2021-2027. Per raccoglierle, si pu\u00f2 pensare anche all&#8217;emissione di appositi titoli europei di debito\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le persone continueranno comunque a partire, non trova?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer questo \u00e8 giusto che quei migranti che legittimamente chiedono asilo possano farlo in luoghi il pi\u00f9 possibile vicini a quelli che sono costretti a lasciare. Per esempio, un rifugiato da un paese in guerra dovrebbe poter far esaminare la sua domanda di asilo presso un ufficio europeo nel pi\u00f9 vicino Stato in pace, prima di affrontare un viaggio lungo e sempre drammatico. E se l&#8217;asilo viene riconosciuto, il rifugiato dovrebbe viaggiare verso l&#8217;Europa attraverso corridoi umanitari senza dover pagare i trafficanti. L&#8217;Ue deve garantire trasporti normali, voli charter come ne sono stati fatti anche di recente verso l&#8217;Italia per persone di cui si sapeva gi\u00e0 che avevano diritto all&#8217;asilo. Chi ha diritto all&#8217;asilo deve poter viaggiare in condizioni degne, non in mano a criminali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Significa che ci sarebbe una distribuzione dei rifugiati in Europa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl sistema funziona solo se un numero sufficiente e consistente di Stati Ue aderisce. Specie i pi\u00f9 grandi. Perla ripartizione ci vuole un metodo con criteri oggettivi e chiari. Inoltre, gli uffici europei per la valutazione delle domande di asilo, se funzionano bene, potrebbero anche vagliare domande di lavoro fatte da chi emigra per ragioni economiche o a causa dei radicali mutamenti climatici. Se trovassero offerte di lavoro in qualche Paese europeo, anche queste persone potrebbero cosi viaggiare al sicuro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Non pensa che ci saranno sempre persone che si metteranno in mano ai trafficanti, aggirando i centri europei di filtro in Africa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer quello ci vuole una seria organizzata lotta al traffico di esseri umani, con pi\u00f9 cooperazione fra le forze di polizia e di sicurezza europee\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 implica riportare missioni navali europee nel Mediterraneo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ma stabilendo regole idonee. Il salvataggio in mare \u00e8 un dovere antico, previsto da tutte le convenzioni ed \u00e8 un obbligo morale. Le missioni europee nel Mediterraneo servono vari obiettivi, ma non possono continuare a prevedere che tutti i salvati siano portati in Italia. Nessun Paese pu\u00f2 diventare la piattaforma europea degli sbarchi e, per le regole di Dublino, del vaglio delle domande di asilo e di ogni onere connesso. Senza contare che, nelle more dopo la domanda, molti richiedenti si allontanano, varcando anche la frontiera e creando questioni con gli Stati confinanti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il filtro in Italia per\u00f2 \u00e8 ci\u00f2 a cui altri Paesi pensano. Come se ne esce?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 una strada per ridurre gli oneri per lo Stato dove sbarcano i migranti. Lo sbarco va scollegato dal concetto di &#8220;primo arrivo&#8221; stabilito da Dublino e i migranti andrebbero accolti in &#8220;aree franche&#8221; da crearsi nei vari Paesi Ue\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Non rischiano di diventare centri di detenzione europea sui porti dell&#8217;Italia o della Grecia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo. Si tratterebbe di centri controllati, un&#8217;idea presente gi\u00e0 nelle conclusioni del Consiglio europeo di un anno fa. Tutti i Paesi Ue affacciati sul Mediterraneo potrebbero averne. Ma il soggiorno di chi sbarca sarebbe di pochi giorni, perch\u00e9 poi le persone andrebbero subito distribuite anche in altri Stati Ue dove si verificherebbe il loro diritto all&#8217;asilo. Cos\u00ec, operando su numeri ripartiti e minori, tutto procederebbe meglio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando le domande d&#8217;asilo vengono respinte, i migranti diventano irregolari e non rientrano nei loro Paesi. Perch\u00e9 i governi Ue dovrebbero accettare questo rischio, oggi in gran parte su Italia e Grecia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn punto nodale sono gli accordi di riammissione con i Paesi d&#8217;origine dei migranti. Oggi ne abbiamo pochi e con tanti limiti. Ma se fosse l&#8217;Unione europea a stipularli, avrebbe molto pi\u00f9 peso negoziale. Anche perch\u00e9 potrebbe collegarli ai suoi investimenti nei medesimi Paesi d&#8217;origine, di cui dicevo prima\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei pensa che ci sia spazio per un accordo del genere oggi in Europa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abE quello che vogliamo verificare. Per un&#8217;azione efficace, bisogna agire alla sorgente e non solo alla foce dei flussi. Questa \u00e8 una proposta per un approccio europeo: richiede quel salto di qualit\u00e0 finora mai fatto. Perch\u00e9 funzioni, serve una volont\u00e0 politica solidale che eviti l&#8217;arrocco sovrano di ciascuno Stato nel suo `particulare\u2019\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ministro, teme che il caso Lega-Russia pesi sulla posizione internazionale dell&#8217;Italia e sul suo ruolo nell&#8217;Alleanza atlantica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon rileva propriamente dei rapporti fra gli Stati. Non ho elementi d&#8217;informazione al riguardo. E, come ovvio, non posso commentare una vicenda oggetto di un\u2019inchiesta giudiziaria\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Enzo Moavero Milanesi ci lavora dal giorno in cui fu nominato ministro degli Esteri poco pi\u00f9 di un anno fa. Ne ha parlato gioved\u00ec scorso con il premier Giuseppe Conte e con Matteo Salvini, il ministro dell&#8217;Interno, ed esporr\u00e0 queste idee domani a Bruxelles al Consiglio Affari Esteri per una riflessione con i colleghi europei. 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