{"id":23180,"date":"2019-04-02T19:06:45","date_gmt":"2019-04-02T17:06:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2019\/04\/contro-l-europa-gruppettara-il-foglio\/"},"modified":"2019-04-02T19:06:45","modified_gmt":"2019-04-02T17:06:45","slug":"contro-l-europa-gruppettara-il-foglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2019\/04\/contro-l-europa-gruppettara-il-foglio\/","title":{"rendered":"Moavero Milanesi &#8211; Contro l&#8217;Europa gruppettara (Il Foglio)"},"content":{"rendered":"<p>Pubblichiamo l\u2019intervista fatta da Claudio Cerasa al ministro degli Affari, esteri, e della cooperazione internazionale. Enzo Moavero Milanesi, sabato 21 ottobre a Firenze, in occasione della Festa del Foglio<\/p>\n<p><strong>Claudio Cerasa: La parola d&#8217;ordine con la quale Di Maio e Salvini hanno ottenuto molti voti alle elezioni \u00e8 stata \u201cdiscontinuit\u00e0\u2019&#8217;. La nostra impressione \u00e8 che per quanto riguarda i rapporti con gli altri paesi la discontinuit\u00e0 ha portato a un elemento contraddittorio: stringere delle alleanze con paesi che non possono aiutare l&#8217;Italia a trovare soluzioni in Europa. Penso ad esempio all&#8217;Austria o all&#8217;Ungheria. Perch\u00e9 l&#8217;Italia porta avanti politiche che privilegiano dei paesi che non hanno a cuore i nostri interessi?<\/strong><\/p>\n<p>Enzo Moavero Milanesi: L\u2019Austria, che lei ha nominato, ha avuto la brillante idea di proporre una normativa per dare la cittadinanza austriaca ai cittadini di lingua tedesca dell\u2019Alto Adige. Una proposta pi\u00f9 che curiosa visto che sono passati cento anni da una guerra terribile e non \u00e8 proprio il caso di riaccendere gli animi. Quindi forse l\u2019Austria non \u00e8 qualificabile con la definizione di \u201cnuovo alleato\u201d o \u201cnuovo amico\u201d. Dobbiamo renderci conto di cosa sia l\u2019Unione europea oggi, un sistema in cambiamento che sta affrontando una tipica fase di passaggio.<\/p>\n<p>L\u2019Ue nei primi anni ha costruito un grande mercato di libero scambio, poi ha iniziato a dialogare su questioni pi\u00f9 delicate come la moneta unica che significa mettere sotto disciplina le politiche economiche degli altri stati da cui dipende il valore della valuta. Se la moneta diventa unica \u00e8 necessario avere un pi\u00f9 stretto coordinamento. Poi si \u00e8 iniziato a occuparsi di questioni politica estera e si \u00e8 interferito con le prerogative degli altri stati. Infine, \u00e8 arrivata la crisi economica che ha portato grosse paura e risentimenti.<\/p>\n<p>I paesi dell\u2019Ue in questo periodo sono divisi in diversi gruppi, si pu\u00f2 applicare la definizione degli anni Sessanta e Settanta di \u201cun\u2019Europa gruppettara\u201d. Uno di questi gruppi include i paesi dell\u2019Europa centro-orientale. Il cosiddetto gruppo di<\/p>\n<p>Visegrad prende il nome dalla citt\u00e0 in cui nacque una lega di solidariet\u00e0 tra diversi paesi e in questo si continua a richiamare una vicinanza italiana. Dobbiamo intenderci per\u00f2 su ci\u00f2 di cui stiamo parlando. Se guardiamo al problema migratorio c\u2019\u00e8 pochissima vicinanza perch\u00e9 loro non ne vogliono sapere di migranti e di rifugiati. Noi ci troviamo sulle rotte dei migranti e vogliamo le ripartizioni tra gli stati membri quindi su quel terreno ci troviamo oggettivamente in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli elementi politici, molti di questi paesi hanno intrapreso un cammino su posizioni pi\u00f9 nazionali, che vengono definite con il neologismo \u201csovranismo\u201d. Questo segnale \u00e8 arrivato anche dall\u2019elettorato italiano. Quindi su questo tema c\u2019\u00e8 una vicinanza, ma sulle proposte politiche la nostra vicinanza si verifica solo in alcune situazioni.<\/p>\n<p><strong>CC: Cosa vuol dire cambiamento in Europa? \u00c8 chiaro quello che il governo non vuole dall&#8217;Unione europea, lo fanno capire spesso sia nei tweet sia negli incontri ufficiali. Non \u00e8 chiaro invece cosa vuole cambiare in positivo il governo. Tutti i cambiamenti in positivo avanzati negli ultimi anni sono stati ignorati. La riforma dell&#8217;Eurozona \u00e8 sparita dal dibattito pubblico. Come fa a dimostrarci che questo governo non vuole sfasciare l&#8217;Europa?<\/strong><\/p>\n<p>EMM: Trarre la conclusione che qualcuno abbia l\u2019obiettivo di demolire l\u2019Unione europea mi sembra francamente azzardato. Nemmeno la Gran Bretagna, che pure \u00e8 stata storicamente riottosa sulle politiche di integrazione, ha perseguito un obiettivo di sfascio. Il suo era un tentativo di uscita, che secondo me \u00e8 stato azzardato.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo non dovrebbe essere quello di sfasciare la costruzione pi\u00f9 importante che \u00e8 stata fatta dal secondo Dopoguerra. L\u2019obiettivo pi\u00f9 importante \u00e8 quello di dargli uno scossone vigoroso, di iniziare un processo di modernizzazione. Nell\u2019Ue siamo di fronte a sfide molto pi\u00f9 complicate e abbiamo un peso complessivo inferiore rispetto al resto del mondo in confronto alla fine degli anni sessanta. Tuttavia, noi abbiamo mantenuto pi\u00f9 o meno gli stessi meccanismi istituzionali.<\/p>\n<p>Due grossi cambiamenti ci sono stati, il pi\u00f9 importante \u00e8 che il ruolo legislativo del Parlamento europeo \u00e8 molto cresciuto. Tuttavia, non \u00e8 stato fatto abbastanza perch\u00e8 al momento non possono essere presentate delle leggi di iniziativa parlamentare e questa \u00e8 una riforma che andrebbe introdotta. Un sistema in cui le uniche leggi possono essere avanzate dall\u2019esecutivo non \u00e8 un buon sistema. Il secondo cambiamento \u00e8 stata l\u2019istituzione della Banca centrale europea che \u00e8 legata ovviamente alla moneta unica ma \u00e8 nata con meno ruoli rispetto alle banche centrali nazionali e questo potrebbe essere un altro possibile miglioramento.<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 non \u00e8 fare una lista di ci\u00f2 che potrebbe essere migliorato per avere un\u2019Europa che funziona. La difficolt\u00e0 \u00e8 trovare un accordo per approvare queste riforme nell\u2019Europa \u201cgruppettara\u201d in cui non si riesce a trovare l\u2019unanimit\u00e0 che \u00e8 necessaria per fare questi cambiamenti. Questa \u00e8 una difficolt\u00e0 che chiunque crede nell\u2019Europa percepisce. E noi supereremo questa difficolt\u00e0 solo attraverso un dialogo che pu\u00f2 essere duro ma deve essere orientato verso una via comune. Faccio un esempio difficile che per\u00f2 comprendiamo tutti: le migrazioni. Dov\u2019\u00e8 stata l\u2019Europa su questo tema? \u00c8 stata latitante, c\u2019\u00e8 stato uno scarico di responsabilit\u00e0 e un carico di oneri per i paesi che si trovavano sulle rotte migratorie. Questo non \u00e8 possibile. L\u2019Europa deve governare i flussi &#8211; e non solo gestirli &#8211; per ricondurre gli immigrati nei loro paesi di origine. Nessun paese pu\u00f2 gestire un problema cos\u00ec enorme da solo, e l\u2019Europa non pu\u00f2 girarsi da una parte. Noi su questo dobbiamo intervenire.<\/p>\n<p><strong>CC: Vorrei approfondire due temi. Uno \u00e8 legato all&#8217;immigrazione e l&#8217;altro riguarda una materia pi\u00f9 culturale, ovvero il rispetto della democrazia nell&#8217;est europea. L&#8217;Ungheria ha un presidente che professa amore per la democrazia illiberale. Un paese con la storia e la cultura dell&#8217;Italia non dovrebbe fare di tutto per denunciare un paese illiberale? Secondo punto, cosa pu\u00f2 fare dal vostro punto di vista l&#8217;Europa per essere pi\u00f9 solidale sull&#8217;immigrazione?<\/strong><\/p>\n<p>EMM: Per l\u2019Ungheria il discorso \u00e8 il seguente: nel Trattato europeo c\u2019\u00e8 l\u2019articolo 7, lo dico per gli appassionati di numeri, che prevede la possibilit\u00e0 d\u2019intervento della Commissione europea e poi del Consiglio europeo quando vengono toccati i valori essenziali dell\u2019Ue. Attualmente c\u2019\u00e8 un inizio di procedura in atto e noi siamo degli interlocutori e questa per me \u00e8 la linea corretta. Non si tratta di dare esercizi di umanit\u00e0 anche se questo fa parte di un\u2019antica tradizione di guardare la pagliuzza nell\u2019orto del vicino anzich\u00e9 guardare la trave nel proprio.<\/p>\n<p>Esistono delle procedure e sono in fase di attivazione per quanto riguarda la Polonia. Non \u00e8 un caso che queste procedure riguardino due paesi dell\u2019est Europa entrambi entrati nell\u2019Ue nel 2004. Questo dovrebbe fare riflettere chiunque ha a cuore l\u2019Europa, bisogna ripensare alla scelta di un allagamento cos\u00ec rapido. Per la mia generazione l\u2019Ungheria vuol dire anche il 1956, ovvero i carri armati sovietici che schiacciavano la libert\u00e0 di quei popoli. Dobbiamo chiederci se per i paesi usciti dal giogo sovietico l\u2019entrata nell\u2019Ue sia stata un modo per rafforzare la propria sovranit\u00e0 anzich\u00e9 condividerla. Questa scelta di condividere la sovranit\u00e0 \u00e8 stata fatta dai paesi dell\u2019Europa occidentale dopo la Seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Gli strumenti per fare delle riflessioni sui valori dell\u2019Ue esistono e sono previste dai trattati e sono l\u00ec per essere attivati. Ma l\u2019analisi politica dovrebbe essere pi\u00f9 ampia e dovrebbe portarci a fare un esame di coscienza, naturalmente guardando al futuro e non al passato. La grande questione sono i flussi migratori, sono un fenomeno epocale e non sono diretti solamente verso l\u2019Italia. Le immagini di questi giorni degli honduregni che si dirigono verso il Messico dovrebbe farci riflettere. Quando parliamo di flussi migratori dobbiamo pensare che non \u00e8 la prima volta che accadono nella storia, anche le invasioni barbariche erano una forma di immigrazione. Ci sono persone che hanno diritto all\u2019asilo per norme del diritto europeo ed internazionale. Poi ci sono i migranti economici che cercano un futuro migliore altrove. Nei confronti degli aventi diritto all\u2019asilo non c\u2019\u00e8 molta scelta perch\u00e9 hanno diritto a essere accolti e molto spesso vogliono andare nei paesi europei diversi da quelli in cui sono arrivati, anche perch\u00e9 hanno delle comunit\u00e0 di connazionali che vivono l\u00ec.<\/p>\n<p>Invece bisogna avere un sistema che favorisce coloro che hanno il diritto di rimanere in Europa. Al momento non ci siamo, e non facciamo un errore di valutazione. Quando la Commissione europea \u00e8 intervenuta sulle quote obbligatorie aveva il diritto di farlo perch\u00e9 nel trattato europeo sono previste delle quote di distribuzione in caso di flussi anomali di migranti. Quando non si verifica l\u2019anormalit\u00e0 dei flussi migratori manca uno strumento di ricollocazione che permette l\u2019obbligatoriet\u00e0 delle quote dallo stato dove arrivano i migranti. Bisogna farlo, c\u2019\u00e8 la base giuridica ma siamo anche qui di fonte a una latitanza dell\u2019Europa. Poi c\u2019\u00e8 la situazione di chi non ha diritto di asilo. Le norme europee sono drastiche, se non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di offerta di lavoro li rimpatriamo. In realt\u00e0 \u00e8 estremamente difficile, bisogna avere accordi con i paesi di origine. Molto spesso i migranti viaggiano senza documenti e bisogna organizzare il loro rientro con tutti i costi. Poi se hanno richiesto l\u2019asilo prima che gli venisse respinto hanno diritto al ricorso perch\u00e9 viviamo in uno stato di diritto. Quindi esiste anche un problema legato alla gestione corretta delle procedure di rimpatrio.<\/p>\n<p>Ed esiste un problema complessivo nel governare la presenza, a volte temporanea e a volte definitiva, di queste persone. 0 si affronta a livello europeo o non si va da nessuna parte. Per tornare alla domanda del direttore: Perch\u00e9 li respingete? Perch\u00e9 non li volete accogliere? Perch\u00e9 li avete tenuti sulle navi senza farli arrivare al porto? \u00c8 stato uno scossone a questa Europa latitante. Non devo presentarmi, ho le credenziali di chi ha dedicato molto tempo della sua vita per la costruzione europea. Ma l\u2019Europa si \u00e8 girata dall\u2019altra parte e a volte purtroppo delle reazioni pi\u00f9 ruvide sono necessarie per migliorare il sistema. Aggiungo che a queste persone sulle navi \u00e8 sempre stata garantita la sicurezza e nei casi di emergenza &#8211; come per le donne in stato di gravidanza e per i bambini &#8211; \u00e8 stato garantito anche lo sbarco.<\/p>\n<p>Noi dobbiamo arrivare a un sistema di sbarco in porto europeo dove ogni paese europeo non fa scattare gli oneri complessi previsti dal regolamento di Dublino di cui tutti abbiamo sentito parlare ma che nessuno ha letto, e di cui consiglio la lettura nei giorni di scoramento perch\u00e9 quello peggiorer\u00e0 lo scostamento ancora di pi\u00f9. \u00c8 importante trovare una soluzione diversa altrimenti non c\u2019\u00e8 Europa.<\/p>\n<p><strong>CC: Noi sappiamo oggi che l&#8217;Italia ha pochi accordi per i rimpatri con i paesi da cui provengono i migranti. Ci sono all&#8217;orizzonte nuovi accordi per migliorare il sistema dei rimpatri? E poi. Lei ha detto che, pur con tutta la necessaria forza che bisogna impiegare per cambiare le politiche migratorie, i porti non si chiudono. Ci spiega perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>EMM: Le due cose sono legate e il cappello \u00e8 che occorre una politica europea che governi i flussi migratori. Parliamo di due o tre cose necessarie, anche se poi ce ne sono delle altre. Il primo elemento riguarda gli sbarchi e dopo di che si pone la questione dei rimpatri. Noi stiamo cercando in modo particolare di trovare un accordo con un numero sufficiente di paesi che sono disposti ad accogliere volontariamente.<\/p>\n<p>Questo avviene perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 una normativa europea che lo rende obbligatorio, e di questo dobbiamo rendercene conto. Volontario non significa andare indietro, ma una \u00e8 una presa d\u2019atto di un\u2019assenza di normativa. Allora visto che non \u00e8 previsto l\u2019obbligo si pu\u00f2 stipulare un accordo solo volontariamente. Secondo me le persone dovrebbero essere salvate e sbarcate nel porto pi\u00f9 vicino &#8211; che siamo noi, oppure Malta, la Spagna o la Grecia. Ma questo sbarco non dovrebbe fare scattare le norme del regolamento di Dublino, che scaricano la responsabilit\u00e0 sullo stato di primo sbarco che deve tenere i migranti finch\u00e9 non sono finite le procedure di rimpatrio, che pu\u00f2 volere dire anche due o tre anni.<\/p>\n<p>Dobbiamo controllare, certo, ma come si fa a controllare queste persone che non sono prigionieri. Se i centri di accoglienza sono sovraffollati come si fa a impedire loro di andare via di nascosto? \u00c8 ovvio che ci sono persone che si allontanano, il regolamento di Dublino dice che tu devi controllare tutti, ma come fai? Una delle debolezze dei rimpatri \u00e8 che gli accordi vengono firmati tra due stati, ad esempio noi abbiamo un accordo con la Tunisia, la Spagna col Marocco. La nostra linea \u00e8 che gli accordi di rimpatri li deve stipulare l\u2019Ue e devono essere accompagnati da piani di sviluppo nei paesi di origine dei migranti.<\/p>\n<p>Se noi investiamo nei paesi di origine e facciamo lavorare imprese ed eleviamo il loro livello socio economico, partiranno meno migranti. Dobbiamo fare un\u2019azione seria di questo tipo e condizionare questi fondi per lo sviluppo alla stipula di corretti accordi di rimpatri. Se pensiamo di gestire i flussi a livello nazionale ci illudiamo.<\/p>\n<p><strong>CC: Molti analisti in Europa credono che l&#8217;Italia sotto sotto, giorno dopo giorno, stia facendo un passo alla volta per rendere possibile l&#8217;uscita dall&#8217;euro. Cosa rischierebbe l&#8217;Italia uscendo dall&#8217;euro?<\/strong><\/p>\n<p>EMM: Penso che rispetto a questa convinzione che l\u2019Italia stia uscendo dall\u2019Euro sarebbe bene uscire dall\u2019equivoco che questa convinzione crea. Nemmeno il ministro Tria e i leader dei due partiti che reggono la maggioranza di governo hanno detto che c\u2019\u00e8 intenzione di uscire dall\u2019euro. Attenzione a giocare troppo con questi dubbi. Ho vissuto nel 2012 con riprovazione la vicenda della Grecia. Secondo la Germania, la Grecia era colpevole. La parola \u201ccolpa\u201d veniva applicata dai tedeschi alla situazione della Grecia con un significato filosofico e metafisico. I greci avevano dichiarato il falso quando erano entrati nell\u2019euro, e dovevano ricevere una giusta lezione &#8211; cos\u00ec veniva considerata. Il risultato lo abbiamo visto: \u00e8 costato di pi\u00f9 intervenire per fare uscire la Grecia dalla situazione difficile in cui si era trovata di quanto sarebbe costato farlo subito. Si \u00e8 giocato troppo con la Grexit, l\u2019uscita della Grecia dall\u2019Euro e dall\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Attenzione a giocare con queste cose anche con l\u2019Italia, si fa il gioco degli speculatori, di chi scommette sul peggio. Non c\u2019\u00e8 nessuna idea di uscire dall\u2019euro, \u00e8 pi\u00f9 facile che finter\u00f2 sistema si avviti su stesso, e non me lo auguro, piuttosto che siamo noi a fare delle scelte deliberate. Ci sono poi persone in area di maggioranza e di opposizione impegnate in attivit\u00e0 accademiche e giornalistiche che teorizzano questa evenienza, ma questo fa parte della libert\u00e0 di pensiero.<\/p>\n<p><strong>CC: Per\u00f2 coloro che dovrebbero dimostrare ogni giorno che non stanno portando avanti questa politica dovrebbero forse essere pi\u00f9 chiari nelle parole e nelle azioni. Come si fa a combattere quella che lei dice di essere soltanto una percezione?<\/strong><\/p>\n<p>EMM: La percezione esiste perch\u00e9 ci sono state delle discussioni in campagna elettorale, in Parlamento e questo \u00e8 normale che accada. Per\u00f2 poi ci sono anche delle occasioni per chiarire quella che \u00e8 la posizione reale.<\/p>\n<p><strong>CC: Tra gli elementi di discontinuit\u00e0 di questo governo c&#8217;\u00e8 anche un rapporto forte con la Russia. Una delle intenzioni era di provare ad intervenire sulle sanzioni. A settembre per\u00f2 l&#8217;Italia ha deciso di rinnovare le sanzioni alla Russia. Il governo porter\u00e0 avanti questa battaglia? E, se s\u00ec, perch\u00e9 lo far\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>EMM: Non la chiamerei una battaglia, perch\u00e9 sulle sanzioni bisogna essere molto seri e precisi. Le sanzioni sono strumenti, non possono diventare un fine. Sono strumenti per garantire che il diritto internazionale sia rispettato. Noi come Italia siamo sempre stati a favore del rispetto del diritto internazionale, da cui siamo tutelati qualora si presentassero le circostanze.<\/p>\n<p>Nei confronti della Russia sono state previste diversi tipi di sanzioni per garantire l\u2019applicazione di accordi che sono stati sottoscritti dalla Russia stessa, ad esempio gli accordo di Minsk sull\u2019Ucraina. Noi dobbiamo raggiungere l\u2019obiettivo senza trasformare le sanzioni in un elemento che possa essere punitivo per la societ\u00e0 civile in Russia o per lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Un\u2019altra parte del dibattito riguarda il fatto che noi siamo un paese esportatore e buona parte del nostro prodotto interno lordo \u00e8 fatto con imprese che lavorano per mercati di esportazione, e questo riguarda anche le piccole e medie imprese. Un mondo senza sanzioni \u00e8 un mondo senza dazi noi lo preferiamo perch\u00e9 crediamo in un multilateralismo aperto.<\/p>\n<p><strong>CC: Possiamo dunque dire che il governo del cambiamento \u00e8 contrario al protezionismo e ai dazi? Perch\u00e9 abbiamo come il sospetto che qualcuno nel suo governo la pensi in maniera diversa su questo punto.<\/strong><\/p>\n<p>EMM: Anche questa domanda necessita di due parole di inquadramento. Non sono possibili agli stati dell\u2019Unione europea misure unilaterali riconducibili alla categoria del protezionismo. Questo \u00e8 giusto specificarlo senn\u00f2 si fraintendono le conseguenze di parole o dichiarazioni. La politica commerciale dell\u2019Ue \u00e8 una competenza europea quindi l\u2019Italia non pu\u00f2 agire da sola. Il mondo di oggi non \u00e8 pi\u00f9 il mondo degli anni Sessanta o Settanta in cui Europa e Stati Uniti da soli facevano due terzi degli scambi mondiali, oggi ci sono altri protagonisti estremamente importanti, rimanere inermi in un sistema completamente aperto, che non preceda tutele che lo stesso trattato consente di adottare, significa consegnarsi a una concorrenza che a un certo punto pu\u00f2 essere distruttiva per le nostre imprese. Oggi l\u2019Italia non pu\u00f2 dirsi protezionista perch\u00e9 non controlla la propria politica commerciale. Per\u00f2 dobbiamo batterci all\u2019interno dell\u2019Ue affinch\u00e9 vengano prese delle decisioni giuste per una moderna politica commerciale che tuteli le realt\u00e0 imprenditoriali italiane ed europee.<\/p>\n<p><strong>CC: L&#8217;attenzione della diplomazia internazionale negli ultimi giorni \u00e8 stata catturata da un caso importante di cronaca: il caso Khashoggi, giornalista del Washington Post trovato morto nel consolato saudita di Istanbul. Cosa dovrebbe dire l&#8217;Italia rispetto a un caso del genere?<\/strong><\/p>\n<p>EMM: Quello che abbiamo detto: al G7 abbiamo fatto una dichiarazione comune chiedendo che sia fatta chiarezza su questa morte che consideriamo un fatto di<\/p>\n<p>tipo gravissimo. Mi permetto di aggiungere che avendo anche dei nostri connazionali ha conosciuto delle fini orribili in altri paesi, saremmo lieti se altri nostri partner sopportassero lo sforzo che stiamo facendo per avere la verit\u00e0 anche sui nostri connazionali.<\/p>\n<p><strong>CC: Da europeista sarebbe contento se la Gran Bretagna riuscisse a fare un secondo referendum sulla Brexit?<\/strong><\/p>\n<p>EMM: Non solo sarei contento, innanzitutto da un punto di vista democratico, ma avrei pi\u00f9 di un barlume di speranza che potrebbe cambiare l\u2019esito del primo referendum. Mi sembra inoltre giusto sul piano istituzionale. I britannici hanno votato sull\u2019idea di un\u2019uscita dall\u2019Ue ma domani possono trovarsi di fronte a un trattato dettagliato di uscita, o un non trattato su un\u2019uscita brusca, la cosiddetta \u201chard Brexit\u201d. Credo che abbiano tutto il diritto di pronunciarsi nuovamente sulla Brexit.<\/p>\n<p><strong>CC: Molte questioni di visione politica sul ruolo dell&#8217;Italia in Europa non sono cos\u00ec diverse rispetto al passato. Qual \u00e8 il punto di maggiore discontinuit\u00e0 con i ministri degli Esteri precedenti?<\/strong><\/p>\n<p>EMM: La continuit\u00e0, o la non discontinuit\u00e0, nella politica estera \u00e8 un valore. La politica estera \u00e8 dettata dalla posizione geografica, dal collocamento politico generale, dalle alleanze di convenienza e di interesse nazionale. Senza violare la libert\u00e0 democratica e di cambiamento politico, io credo ci possa essere continuit\u00e0 tra diversi governi. Per\u00f2 credo anche che diversi esecutivi possono perseguire strade s\u00ec differenti, ma non radicalmente, cosa che comunque da democratici dovremmo accettare se ci fosse una volont\u00e0 del parlamento. Per quanto ci riguarda, stiamo accentuando molto il rapporto col continente africano. Abbiamo avuto una grossa conferenza con gli stati africani rappresentati dal loro ministro degli Esteri, di cui si \u00e8 parlato troppo poco. Questi convegni li organizziamo solo noi e i francesi. Per\u00f2 quando li organizzano in Francia vengono trasmessi in onda sui grandi canali nazionali. Quando lo facciamo da noi leggermente meno perch\u00e9 forse indulgiamo nell\u2019autocritica in modo eccessivo. L\u2019Africa \u00e8 un continente giovane e ricco di risorse naturali in cui nel nostro passato coloniale, che esiste, abbiamo fatto meno guai di altri. Ne abbiamo fatti, non nascondiamolo, ma meno degli altri. C\u2019\u00e8 una forte domanda d\u2019Italia da parte delle piccole e medie imprese, dei servizi e del settore delle costruzioni. Questo \u00e8 un elemento in cui rappresentiamo un elemento di discontinuit\u00e0 rispetto a quanto c\u2019era prima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pubblichiamo l\u2019intervista fatta da Claudio Cerasa al ministro degli Affari, esteri, e della cooperazione internazionale. Enzo Moavero Milanesi, sabato 21 ottobre a Firenze, in occasione della Festa del Foglio Claudio Cerasa: La parola d&#8217;ordine con la quale Di Maio e Salvini hanno ottenuto molti voti alle elezioni \u00e8 stata \u201cdiscontinuit\u00e0\u2019&#8217;. 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