{"id":23209,"date":"2018-07-02T09:41:24","date_gmt":"2018-07-02T07:41:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2018\/07\/moavero-web-tax-europea-per-i-migranti-la-stampa\/"},"modified":"2018-07-02T09:41:24","modified_gmt":"2018-07-02T07:41:24","slug":"moavero-web-tax-europea-per-i-migranti-la-stampa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2018\/07\/moavero-web-tax-europea-per-i-migranti-la-stampa\/","title":{"rendered":"Moavero: &#8220;Web tax europea per i migranti&#8221; (La Stampa)"},"content":{"rendered":"<p>Sul tavolo ci sono le conclusioni del vertice europeo dell&#8217;altra notte a Bruxelles, squadernate con ordine, evidenziate in giallo, annotate in rosso.<\/p>\n<p>Enzo Moavero \u00a0le sventola per esprimere la convinzione che, nonostante le critiche abbondanti, nella capitale belga sia andata piuttosto bene, perch\u00e9 \u00able conclusioni del summit sono il primo aggregato strutturato di una possibile politica comune europea delle migrazioni\u00bb. Certo si poteva fare meglio, dice il ministro degli Esteri, \u00abdavanti a una sfida cos\u00ec drammatica, occorreva un salto coraggioso che permettesse misure pi\u00f9 immediate\u00bb. Per\u00f2 si \u00e8 arrivati a \u00abuna tela di fondo condivisa che apre concretamente a sviluppi condivisi\u00bb. Se funziona, vuol dire che \u00abgli Stati accettano gli orientamenti politici del Consiglio europeo\u00bb. Se no, \u00abtorniamo allo scaricabarile, al braccio di ferro e ci si ritrover\u00e0 a trattare nave per nave\u00bb. La convinzione di Moavero, \u00e8 che \u00abl&#8217;Europa possa scivolare malamente se sar\u00e0 incapace di essere coerente con gli intenti e la linea politica che il Consiglio europeo ha, adesso, messo nero su bianco\u00bb. In altre parole, proprio alla luce della richiesta di azioni volontarie, \u00abchi non accetta i centri di accoglienza, tradisce lo spirito del vertice\u00bb. Ma l&#8217;atmosfera delle riunioni bruxellesi \u00e8 cambiata, riconosce il giurista, uno che di riunioni a dodici stelle ne ha vissute a centinaia. \u00abLe divisioni sono palesi. Lo indica anche il maggior ricorso alla lingua nazionale da parte dei ministri, quando parlano alle riunioni\u00bb, nota, e questo gli pare \u00abun segno di un cambiamento non in meglio\u00bb. Preoccupante.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Europa rischia il crollo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abDemolire il sistema dei Trattati Ue non conviene a nessuno. Sarebbe folle, si tornerebbe all&#8217;anteguerra, non credo succeder\u00e0. E&#8217; vero per\u00f2 che siamo in mezzo al guado rispetto alla prospettiva politica dell&#8217;Ue. In particolare, gli Stati sono ipersensibili sulle questioni identitarie, molto pi\u00f9 che su quelle economiche. Non si pu\u00f2 sottovalutarlo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dal vertice sono uscite pi\u00f9 affermazioni di principio che indicazioni concrete. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer certi versi, le conclusioni del summit danno un colpo al ferro e uno al fasciame. Tuttavia, per la prima volta, si disegna una certa strategia comune. Se si innesca un circolo virtuoso di condivisione, potremmo arrivare a una vera politica Ue peri migranti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Se falliamo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSpero di no. Il cantiere \u00e8 complesso, ma possiamo farcela. Ci vorr\u00e0 tempo. L&#8217;alternativa \u00e8 un&#8217;Europa che non funziona e in un clima ipersensibile per i nazionalismi di ritorno, l&#8217;Unione si affievolirebbe, deludendo le residue attese dei suoi cittadini\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come funzionano le conclusioni finali del vertice Ue? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLo schema che delineano inizia dall&#8217;impegno esterno. Si ribadisce il nodale rilievo degli investimenti, pubblici e privati, in Africa e soprattutto nei Paesi d&#8217;origine dei migranti. \u00c8 un &#8220;aiutiamoli a casa loro&#8221; ma declinato con maggiore forza operativa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Non li fermeremo presto.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEcco il secondo tassello. Viene ribadito in pi\u00f9 punti del testo adottato che bisogna lottare contro i trafficanti di esseri umani e cooperare con i Paesi africani. L&#8217;idea \u00e8 di creare punti di raccolta e tutela nei Paesi di transito e in quelli rivieraschi, per informare e assistere finanziariamente chi intenda tornare indietro.<\/p>\n<p><strong>Ci vogliono molti soldi. Dove li prendiamo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl summit ha espresso la volont\u00e0 di stanziare le risorse nel prossimo quadro di bilancio Ue. Al riguardo, penso si debba ragionare su maggiori entrate, alternative alle attuali a carico dei singoli Stati. Si potrebbe assegnare il gettito dell&#8217;istituenda Web-Tax europea, destinata ai giganti della rete che sinora si sono avvalsi della possibilit\u00e0 di fare slalom fra i diversi regimi fiscali nazionali, con effetti distorsivi sul mercato interno europeo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nessuno dei Paesi interessati accetta di ospitare i centri di raccolta. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abOccorre negoziare con loro specifici accordi, assicurandosi siano garantite condizioni adeguate e i diritti umani. Le conclusioni dei leader invitano a un lavoro diplomatico e finanziario difficile, ma nient&#8217;affatto impossibile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sono obiettivi di medio lungo termine. Che facciamo con i migranti che arriveranno nel corso dell&#8217;estate? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPossiamo, subito, iniziare un grande lavoro preparatorio, intensificare gli investimenti in Africa e negoziare le intese coi Paesi di transito e origine. Tutto questo, per\u00f2, come Europa, non come singoli Stati. Perch\u00e9, ora, con il bollino del Consiglio europeo, la situazione cambia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le Ong sono nel mirino? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCi sar\u00e0 vigilanza pi\u00f9 stretta sulle Ong, per impedire che, consapevoli o meno, diventino un fattore di attrazione per i mercanti di persone\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Arriveranno in molti nei prossimi mesi. Chi li accoglie? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl diritto internazionale impone di condurre i salvati in mare in &#8220;porti sicuri&#8221;; non necessariamente in quelli &#8220;pi\u00f9 vicini&#8221;, a meno che non ci siano emergenze. Se gli Stati Ue aprissero, volontariamente, dei porti di accoglienza, sarebbe una svolta per gestire meglio le contingenze con sforzo condiviso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La Francia risponde &#8220;no&#8221;, la Spagna &#8220;ni&#8221;. Non ci siamo. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl Consiglio europeo dice di istituire centri negli Stati Ue, finanziati dall&#8217;Unione, per accogliere, identificare i migranti e verificare chi ha i requisiti per l&#8217;asilo in Europa. La volontariet\u00e0 della decisione al riguardo vale per tutti. Anche per l&#8217;Italia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La riforma delle regole di Dublino richiede l&#8217;unanimit\u00e0. Un sogno? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa discussione \u00e8 gi\u00e0 avviata. &#8220;Dublino&#8221; disciplina le procedure per ottenere asilo. Quanto ricordavo del testo del Consiglio europeo, pu\u00f2 ridurre il numero degli arrivi in un singolo Paese Ue, ripartire gli oneri fra gli Stati e rendere cos\u00ec pi\u00f9 veloci le procedure\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Si \u00e8 vista parecchia irritazione al vertice. Anche nei confronti dell&#8217;Italia che ha fatto la voce grossa. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abA ben vedere, c&#8217;erano due tipi di irritazione. Una dipendeva dal sentimento d&#8217;impotenza collettiva e da un&#8217;Europa impacciata su una questione cos\u00ec sensibile. L&#8217;altra, credo vada letta come la reazione negoziale verso il governo ultimo arrivato, il nostro, che ha scelto di entrare subito e appieno in partita, non fuggendo le posizioni decise. Davanti a intenti altrui non condivisibili, non potevamo essere &#8220;Alice nel paese delle meraviglie&#8221;. Cos\u00ec, per esempio, abbiamo detto che non avremo dato l&#8217;accordo a singoli capitoli del testo delle conclusioni sinch\u00e9 non fossimo d&#8217;accordo su tutti. E&#8217; un classico nei negoziati complessi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qualche rapporto incrinato? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon direi. Ci siamo interfacciati bene con tutti, anche in incontri a margine della riunione principale. Abbiamo fatto proposte, trovato sostegni. Non \u00e8 sempre scontato, non abbiamo avuto baruffe sterili. Al di l\u00e0 delle illazioni, di sicuro non siamo stati al fianco dei Paesi di Visegrad, anzi&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come vi ponete verso l&#8217;asse franco-tedesco? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNoi intendiamo sederci a ogni tavolo, sia collettivo, sia ristretto, purch\u00e9 costruttivo. Non subiamo il complesso del club dei &#8220;grandi&#8221;. Ci interessa il concreto e il risultato, non la scena e le parole vane. Contano le sinergie e per il Mediterraneo centrale \u00e8 essenziale coordinarsi con Francia, Malta, Spagna e con i Paesi del Nord Africa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Salvini si \u00e8 fatto sentire con toni accesi. Come funzionano i rapporti col Viminale<\/strong>?<\/p>\n<p>\u00abCi sentiamo con frequenza, la Farnesina \u00e8 sempre informata e i rispettivi ruoli ben distinti. Sono contento per l&#8217;ottima dialettica che esiste in seno al governo\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sul tavolo ci sono le conclusioni del vertice europeo dell&#8217;altra notte a Bruxelles, squadernate con ordine, evidenziate in giallo, annotate in rosso. 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