{"id":23225,"date":"2018-01-25T09:35:39","date_gmt":"2018-01-25T08:35:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2018\/01\/della-vedova-bonino-magi-il-futuro\/"},"modified":"2018-01-25T09:35:39","modified_gmt":"2018-01-25T08:35:39","slug":"della-vedova-bonino-magi-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2018\/01\/della-vedova-bonino-magi-il-futuro\/","title":{"rendered":"Della Vedova &#8211; Bonino &#8211; Magi: &#8220;Il futuro dell\u2019Europa Unita e\u2019 la partita piu\u2019 importante&#8221; (Corriere della Sera)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Caro direttore, \u00abSta tomando l&#8217;Europa. E l&#8217;Italia cosa fa?\u00bb, si chiedeva marted\u00ec scorso Franco Venturini sulle pagine del Corriere. Si riferiva al nuovo attivismo francese e tedesco sulle riforme necessarie all&#8217;Unione Europea. Dopo il vertice tra Emmanuel Macron e Angela Merkel di venerd\u00ec scorso a Parigi, l&#8217;Assemblea Nazionale e il Bundestag hanno approvato il 22 gennaio una risoluzione comune che rinverdir\u00e0 la consolidata intesa del motore dell&#8217;integrazione europea. Sia a Parigi che a Berlino, d&#8217;altronde, le leadership di governo hanno sfidato elettoralmente e politicamente l&#8217;ondata antieuropeista con scelte tanto simboliche quanto concrete: agli eventi di campagna elettorale di Macron sventolavano migliaia di bandiere blu con le stelle e, nell&#8217;ormai famoso discorso della Sorbona, l&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo ha spiegato ai francesi che l&#8217;unica sovranit\u00e9 oggi esercitabile \u00e8 quella condivisa sul piano continentale; in Germania, l&#8217;appello programmatico di Martin Schulz per gli Stati Uniti d&#8217;Europa entro il 2025 ha riaperto le porte di una coalizione della Spd con la Cdu e la Csu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l&#8217;Italia, dunque? Se \u00e8 vero che il protagonismo e l&#8217;autorevolezza si guadagnano sul campo, il Parlamento e il governo che emergeranno dal voto del 4 marzo avranno la responsabilit\u00e0 di scegliere quale ruolo intende giocare il nostro Paese per il futuro dell&#8217;Europa e quindi dell&#8217;Italia. Anzitutto, le tornate elettorali del 2017 in Francia, Olanda, Austria e Germania hanno mostrato che l&#8217;unico modo per battere i sovranisti \u00e8 sfidarli apertamente, non rifugiarsi in un antieuropeismo moderato e corrivo, errore fatto da Cameron. A sbattere i pugni sul tavolo, di solito, si finisce per farsi male e non si ottiene nulla. I rischi fatali da evitare sono due. Il primo \u00e8 consegnare le redini di governo a forze ormai esplicitamente etno-nazionaliste, il centrodestra per cui \u00abMerkel fa pi\u00f9 paura di Le Pen\u00bb e \u00abgli immigrati mettono in pericolo la razza bianca\u00bb (citazioni di Paolo Romani e Attilio Fontana) o il M5S che a giorni alterni propone l&#8217;uscita dall&#8217;euro, la monetizzazione del debito e non meglio specificati redditi e pensioni di cittadinanza, spese di cui nessuno conosce una copertura certa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratterebbe di una scelta pericolosa per l&#8217;intero Continente e certamente letale per le prospettive di crescita e benessere dell&#8217;Italia. II secondo rischio \u00e8 restare intrappolati dalla contingenza della politica nazionale, totalmente impreparati rispetto alle scelte che i soci franco-tedeschi pongono sul tavolo. Per evitare questi due grandi rischi, occorre compiere una scelta coraggiosa e ambiziosa: offrire ai cittadini una opzione elettorale, politica e di governo apertamente pro-Ue, che dia soluzioni concrete al dialogo con i partner continentali e mostri ai cittadini le ragioni per cui avere \u00abpi\u00f9 Europa\u00bb serve anzitutto all&#8217;Italia. La lista che abbiamo messo in campo non \u00e8 una testimonianza di e per \u00absuper-europeisti\u00bb, ma vuole fornire l&#8217;elemento portante di una strategia ampia e condivisa. Di fronte a chi conduce una campagna elettorale all&#8217;insegna dell&#8217;abolizione delle tasse universitarie, della cancellazione della legge Fornero o dell&#8217;introduzione del reddito di cittadinanza (con quali risorse, non \u00e8 mai dato saperlo), noi proponiamo a elettori e possibili alleati di governo un cambio di paradigma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mettiamo al centro di questa campagna elettorale il futuro dell&#8217;Europa unita e il ruolo che l&#8217;Italia intende giocare nella partita pi\u00f9 importante per i prossimi anni e soprattutto per i decenni futuri. Riprendiamo a parlare di sicurezza e di difesa comune, di un nuovo welfare per milioni di giovani e meno giovani in tutto il Continente, di investimenti europei nella scienza e nelle tecnologie pi\u00f9 avanzate, della ripresa degli accordi commerciali con il resto del mondo (un interesse vitale per le nostre imprese esportatrici), di cosa e quanto possa fare l&#8217;Europa per sostenere e rafforzare il processo di democratizzazione dei Paesi vicini (a partire dalla Tunisia). Ancora, scegliamo come contribuire da italiani alla tutela dei diritti e delle libert\u00e0 dei cittadini europei in quei Paesi dell&#8217;Ue dove pare messa a repentaglio la tenuta dello Stato di diritto. Fino a oggi la discussione elettorale \u00e8 stata sulla \u00ababolizione di questo e quello\u00bb e sulle promesse gratuite; a questo tormentone cerchiamo di sottrarci ricordando il debito pubblico da onorare e la necessit\u00e0 di bloccare la spesa pubblica che non sia per investimenti certificati. Spostiamo il piano della discussione: vogliamo che gli elettori possano decidere se preferiscono un Paese chiuso in se stesso o un&#8217;Italia pi\u00f9 europea in un&#8217;Europa pi\u00f9 unita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 non saranno coloro che fino a qualche mese fa strizzavano l&#8217;occhiolino a Le Pen o Farage o Orban \u2014 e magari oggi sfoderano slogan pro-UE \u2014 a riportare l&#8217;Italia, con la necessaria autorevolezza, ai tavoli dove si decide il futuro della Unione. E dove occorre, questo s\u00ec, che l&#8217;equilibrio complessivo trovi un baricentro molto, molto pi\u00f9 a sud della retta che unisce Parigi e Berlino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caro direttore, \u00abSta tomando l&#8217;Europa. E l&#8217;Italia cosa fa?\u00bb, si chiedeva marted\u00ec scorso Franco Venturini sulle pagine del Corriere. Si riferiva al nuovo attivismo francese e tedesco sulle riforme necessarie all&#8217;Unione Europea. 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