{"id":23227,"date":"2018-01-19T09:21:00","date_gmt":"2018-01-19T08:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2018\/01\/giro-in-niger-non-per-fini-bellici\/"},"modified":"2018-01-19T09:21:00","modified_gmt":"2018-01-19T08:21:00","slug":"giro-in-niger-non-per-fini-bellici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2018\/01\/giro-in-niger-non-per-fini-bellici\/","title":{"rendered":"Giro: &#8220;in Niger non per fini bellici o economici&#8221; (Avvenire)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 una missione con fini commerciali neocoloniali, n\u00e9 tantomeno bellici. \u00abDopo il sostegno dato con la cooperazione, sosterremo la formazione delle forze di sicurezza di un Paese africano circondato da Stati fragili, che sta impegnandosi nella lotta ai trafficanti. Le polemiche sono legate a questa fase pre-elettorale\u00bb, assicura Mario Giro. Il viceministro degli Esteri parla del Niger con cognizione di causa, visto che gi\u00e0 nel 2010, prima di avere incarichi governativi, negozi\u00f2 per la Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio i colloqui di pace per traghettare il paese, dopo il colpo di stato militare, verso la democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La missione \u00e8 passata a larga maggioranza, ma non senza polemiche. Liberi e uguali ha parlato di interessi neocoloniali mascherati dal contrasto ai trafficanti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Italia non ha interessi economici nei settori minerari di cui il Niger \u00e8 ricco. E non si pu\u00f2 confondere l&#8217;Italia con la Francia, che invece \u00e8 l\u00ec da molto tempo. Noi abbiamo 400 soldati in Libia, a Misurata, ma non si dice la stessa cosa per un Paese che pure \u00e8 stata una nostra colonia. E\u2019 una polemica legata alla campagna elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fratelli d&#8217;Italia, che pure appoggia la missione, sottolinea che l&#8217;Italia non dovr\u00e0 sostenere gli Interessi commerciali della Francia. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 cos\u00ec. Se avessimo voluto farlo, saremmo da tempo in Mali, non in Niger. Non accettammo la richiesta di Hollande, quando ci chiese un sostegno militare, almeno nell&#8217;operazione Minusma dell&#8217;Onu. Abbiamo invece scelto ora di sostenere gli africani, la loro forza G5 Sahel (Mali, Niger, Ciad, Burkina Faso e Mauritania, ndr) nata autonomamente. Posizionandoci solo in Niger.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anche Pax Christi ha usato toni forti: scelta folle, guerra mascherata da missione umanitaria<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 una missione di guerra, ma di addestramento dell&#8217;esercito nigerino. La paragonerei semmai alla missione che abbiamo in Kurdistan, nel nord dell&#8217;Iraq. O a quella in Libano, dove dal 2006 aiutiamo un Paese la cui stabilit\u00e0 \u00e8 a repentaglio perle pressioni terroriste nell&#8217;area. Le regole di ingaggio sono chiare, anche se certamente ci saranno precauzioni da prendere, dato che il Niger \u00e8 in una situazione complicata, in primo luogo per i nigerini. Ma non \u00e8 meno semplice dell&#8217;Iraq, dove abbiamo pi\u00f9 di mille uomini, o dell&#8217;Afghanistan, Paesi da cui ritireremo uomini come hanno detto Gentiloni e Pinotti. Ripeto, non ci saranno operazioni di guerra. Mandiamo lo stesso numero di uomini inviati per proteggere l&#8217;ospedale di Misurata o il cantiere della diga di Mosul.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pu\u00f2 escludere che i militari italiani saranno coinvolti in azioni belliche?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se cos\u00ec fosse anch&#8217;io sarei stato contrario, ma non c&#8217; questo pericolo anche se i rischi esistono sempre. Non andiamo a combattere, ma a sostenere uno Stato: non vogliamo trovarci con una seconda Libia, considerando anche cosa succede nel Mali del Nord. Guardi, io condivido tutte le preoccupazioni sull&#8217;andare a fare operazioni militari a caso in giro per il mondo. Ma l&#8217;Italia di oggi \u00e8 saggia prudente. Si tratta, lo ricordo, dell&#8217;ultima fase dell&#8217;impegno dell&#8217;Italia in quell&#8217;area e in quel Paese. Abbiamo cominciato con la cooperazione allo sviluppo, poi col sostegno finanziario, quindi con l&#8217;aiuto sul transito di flussi migratori, con finanziamenti all&#8217;Oim e all&#8217;Acnur che hanno organizzato una grande operazione civile per il sostegno ai candidati alla migrazione. Il governo nigerino, com&#8217;\u00e8 noto, \u00e8 molto impegnato sul contrasto ai &#8220;viaggi della morte&#8221; e ai trafficanti. <strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I critici rilevano che il Niger non \u00e8 uno stato democratico come l&#8217;Italia. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono cieco, lo so benissimo. La democrazia in quella parte d&#8217;Africa deve ancora fare passi avanti, ma almeno siamo tornati al processo elettorale. Non possiamo accettare il rischio di una frammentazione dello Stato: qui almeno abbiamo un interlocutore, se no con chi discutiamo di diritti umani?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chi fa cooperazione parla del Niger come di un partner affidabile, stretto tra Mali, Nigeria e Libia. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 cos\u00ec. Noi comunque vigileremo sul rispetto delle regole di ingaggio, ma abbiamo piena fiducia nei nostri militari, la cui fama \u00e8 ben nota nel mondo. Sanno come affrontare queste situazioni e farsi ben volere della popolazione. Invece che flagellarci, dovremmo andare fieri della loro esperienza militare e umana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"N\u00e9 una missione con fini commerciali neocoloniali, n\u00e9 tantomeno bellici. \u00abDopo il sostegno dato con la cooperazione, sosterremo la formazione delle forze di sicurezza di un Paese africano circondato da Stati fragili, che sta impegnandosi nella lotta ai trafficanti. Le polemiche sono legate a questa fase pre-elettorale\u00bb, assicura Mario Giro. 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