{"id":23228,"date":"2018-01-17T09:47:56","date_gmt":"2018-01-17T08:47:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2018\/01\/giro-andiamo-in-niger-per-evitare\/"},"modified":"2018-01-17T09:47:56","modified_gmt":"2018-01-17T08:47:56","slug":"giro-andiamo-in-niger-per-evitare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2018\/01\/giro-andiamo-in-niger-per-evitare\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abAndiamo in Niger per evitare un&#8217;altra Libia\u00bb (Il Manifesto)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Oggi pomeriggio la Camera voter\u00e0 il rinnovo delle missioni italiane all&#8217;estero tra le quali anche il nuovo impegno in Niger. Dopo il via libera arrivato luned\u00ec dalle commissioni Esteri e Difesa del Senato, non sono previste sorprese a Montecitorio dove a favore del nuovo intervento si sono gi\u00e0 detti Pd, Ap, Forza Italia. Un s\u00ec dovrebbe arrivare anche dalla Lega, mentre contrari restano Leu e 5Stelle. Dopo la Libia, l&#8217;Italia sposta quindi le frontiere europee sempre pi\u00f9 a sud in Africa con il nuovo intervento in Niger. \u00abI confini tra Europa e Africa si sono gi\u00e0 avvicinati molto, il Mediterraneo si \u00e8 ristretto\u00bb, spiega il viceministro degli Esteri Mario Giro. \u00abE&#8217; nostro interesse nazionale essere presenti in quelle aree e aiutare gli Stati del Sahel a non soccombere ai fattori di instabilit\u00e0. Non vogliamo una seconda Libia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Uno dei motivi principali della missione sar\u00e0 quello di arginare i flussi di migranti diretti in Italia. Intervenendo al parlamento il ministro Alfano ha detto che i risultati gi\u00e0 si vedono. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 il compito specifico della missione. La riduzione dei flussi dimostra che l&#8217;azione civile che abbiamo messo in atto che l&#8217;Unhcr, l&#8217;Oim e gli aiuti forniti con i soldi del Fondo La Valletta e con quelli del Fondo Africa italiano gi\u00e0 hanno fornito una risposta al fenomeno. La parte militare della presenza italiana \u00e8 volta in particolare al rafforzamento delle capacit\u00e0 di controllo del territorio e di contrasto al terrorismo dei Paesi del G5 Sahel, a cominciare dal Niger.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 chi sostiene che andiamo in Niger a difendere gli interessi francesi e agli ordini del presidente Macron. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste semplificazioni lasciano il tempo che trovano. Noi non andiamo li n\u00e9 a correre dietro ai migranti n\u00e9 a correre dietro ai legionari francesi. Agiamo nel quadro di un nostro accordo di partenariato, anche di difesa, con il Niger per rafforzare le capacit\u00e0 di questo Stato e della sua porzione della forza G5 Sahel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;Africa rappresenta anche un importante investimento per le aziende italiane.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, la dimostrazione \u00e8 che nel 2016 eravamo terzi nella quota di investimenti privati in Africa dopo Cina e Emirati. L&#8217;Africa \u00e8 la nostra profondit\u00e0 strategica, e quindi anche il nostro mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La ministra Pinotti ha detto che non sar\u00e0 una missione combat ma stiamo andando in un&#8217;area ad alto rischio, come dimostrano gli attacchi alle truppe statunitensi e francesi. C&#8217;\u00e8 la possibilit\u00e0 che i nostri soldati vengano coinvolti in azioni di guerra? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rischio c&#8217;\u00e8 sempre ma sono soldati che stanno in Iraq dove questa possibilit\u00e0 \u00e8 maggiore, eppure sono anche l\u00ec in funzione di protezione e non di combattimento. Non \u00e8 questa la funzione dei nostri soldati che vanno in Niger con compiti soprattutto di training. Certo, bisogna essere prudenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel frattempo la situazione in Libia degenera sempre pi\u00f9, come dimostrano gli scontri di lunedi all&#8217;aeroporto di Tripoli. Come se non bastasse il generale Haftar si \u00e8 detto pronto a prendere il controllo del Paese. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le dichiarazioni di chiunque di prendersi il controllo della Libia sono vane e vacue perch\u00e9 nessuno ha il controllo del Paese. Se ci fosse non saremmo a questo punto. Quello che \u00e8 successo all&#8217;aeroporto di Tripoli \u00e8 tipico della situazione attuale, \u00e8 una lite tra due milizie una delle quali voleva liberare due suoi ufficiali che erano stati arrestati e adesso \u00e8 stata sciolta. Anzi, malgrado il fatto che ci siano stati tanti, troppi morti, va nel senso del rafforzamento del potere del governo centrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma Serraj \u00e8 ancora un alleato credibile? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; l&#8217;unico primo ministro riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale. La cosa importante \u00e8 che si ricominci il negoziato di Skhirat perch\u00e9 anche chi l&#8217;aveva firmato e non l&#8217;ha ottemperato possa finalmente arrendersi all&#8217;idea che la Libia non pu\u00f2 continuare divisa in questa maniera ma bisogna mettersi d&#8217;accordo tra milizie. Proprio perch\u00e9 nessuno, n\u00e9 Serraj, n\u00e9 Haftar n\u00e9 nessun altro ha la forza di unificarla da solo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Oggi pomeriggio la Camera voter\u00e0 il rinnovo delle missioni italiane all&#8217;estero tra le quali anche il nuovo impegno in Niger. Dopo il via libera arrivato luned\u00ec dalle commissioni Esteri e Difesa del Senato, non sono previste sorprese a Montecitorio dove a favore del nuovo intervento si sono gi\u00e0 detti Pd, Ap, Forza Italia. 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