{"id":23239,"date":"2017-11-26T10:32:27","date_gmt":"2017-11-26T09:32:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/11\/alfano-questo-mare-unisce-dobbiamo\/"},"modified":"2017-11-26T10:32:27","modified_gmt":"2017-11-26T09:32:27","slug":"alfano-questo-mare-unisce-dobbiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/11\/alfano-questo-mare-unisce-dobbiamo\/","title":{"rendered":"Alfano: \u201cQuesto mare unisce. Dobbiamo investire in progetti sui giovani\u201d"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Rafforzare la sicurezza moltiplicando gli accordi come quello ben oliato con il Niger ma anche investire sull\u2019idea antica di Mare Nostrum che unisce anzich\u00e9 dividere, 200 milioni per il Fondo Africa, un Erasmus del Mediterraneo, mille progetti cooperazione culturale. Il ministro degli esteri Angelino Alfano arriva all\u2019apertura dei lavori di Med con un pacchetto pesante. Che non trascura, insiste, la questione non derogabile dei diritti umani in Libia.\u00a0<\/span><\/p>\n<div><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Si parla molto di investire in Africa per affrontare in modo costruttivo le migrazioni. A che punto siamo e con quali paesi abbiamo costruito le prospettive migliori?\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abL\u2019aumento dei flussi migratori provenienti dall\u2019Africa verso l\u2019Europa ha posto sfide che dobbiamo affrontare con un approccio globale e strutturale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Globale, in quanto nessun Paese pu\u00f2 gestire da solo il fenomeno. L\u2019Italia \u00e8 per questo in prima linea con un importante ruolo di stimolo per l\u2019Europa e le Nazioni Unite. Ad esempio, questo mese, il contrasto al traffico di esseri umani \u00e8 stata una priorit\u00e0 della Presidenza italiana in Consiglio di Sicurezza. Siamo inoltre i primi contributori al Trust Fund UE per l\u2019Africa: il nostro impegno \u00e8 reale. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Ma l\u2019approccio deve anche essere strutturale, poich\u00e9 si tratta di un fenomeno destinato a durare per anni. Nel 2017, abbiamo aumentato le risorse della cooperazione per i Paesi africani di origine e transito. Oltre a queste somme gi\u00e0 significative &#8211; circa 60 milioni di euro &#8211; abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro impegno istituendo un Fondo per l\u2019Africa di 200 milioni, che ho chiesto di rinnovare anche per il 2018\u00bb. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Esiste ancora ed \u00e8 ancora praticabile il Migration Compact di cui non si \u00e8 pi\u00f9 sentito parlare?\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abCon l\u2019idea di un \u201cmigration compact\u201d, ossia di un partenariato tra paesi di transito, origine e destinazione dei flussi abbiamo dato un importante contributo di riflessione in ambito europeo, per costruire una strategia di medio e lungo periodo. Il Nuovo Quadro di partenariato con i Paesi terzi adottato dalla Commissione \u00e8 il risultato di questo approccio, e sta dando i suoi frutti: il piano di investimenti esterni che mira a portare investimenti privati in Africa, ne \u00e8 un esempio\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>C\u2019\u00e8 nella sponda sud del Mediterraneo una giovane societ\u00e0 civile, magari cresciuta sia pur problematicamente dopo il 2011, pronta a dialogare con l\u2019Europa, a immaginare partenariati economici, a progettare percorsi culturali comuni tipo Erasmus del Mediterraneo?\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abInvestire nei giovani \u00e8 strategico. Occorre agire su due fronti: da un lato, dobbiamo stimolare nuove attivit\u00e0 imprenditoriali, che portino occupazione nell\u2019area MENA; dall\u2019altro, dobbiamo intensificare gli scambi culturali e universitari. Con questo spirito ho fortemente sostenuto la diplomazia economica verso la regione e stiamo lavorando a Intese con i Paesi dell\u2019area per promuovere un Erasmus del Mediterraneo e creare nuovi programmi di mobilit\u00e0 rivolti a universitari e giovani ricercatori. Ma la chiave di volta \u00e8 un investimento di grande portata nel settore culturale. E lo abbiamo fatto, lanciando un ambizioso programma \u201cItalia, culture e Mediterraneo\u201d, che prevede oltre 500 iniziative in vari Paesi della sponda sud nel corso del 2018\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>A due anni dall\u2019estate monster da un milione di sbarchi, la cui maledizione pare allungarsi oggi sulla Merkel, l\u2019Europa ha disegnato una strategia comune per il Mediterraneo o si va ancora in ordine sciolto?\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abCome ci ha riconosciuto il Presidente Juncker, salvando centinaia di migliaia di vite in mare, l\u2019Italia ha anche salvato l\u2019onore dell\u2019Europa. Quando affonda un barcone con 200 persone, affonda anche l\u2019onore della comunit\u00e0 internazionale. Il nostro Paese \u00e8 stato lasciato a lungo da solo, ma qualcosa si sta muovendo: in Europa c\u2019\u00e8 una maggiore consapevolezza e, ad esempio, grazie a EUNAVFOR MED abbiamo potuto offrire sostegno alla guardia costiera libica, contribuendo alla formazione dei suoi equipaggi\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Una settimana fa Strasburgo ha dato il via libera alla riforma del trattato di Dublino, una notizia che l\u2019Italia attendeva. Cosa si aspetta che cambi adesso, dal momento che comunque le modifiche fanno riferimento ai richiedenti asilo e non agli assai pi\u00f9 numerosi migranti economici?\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abOccorre una precisazione: il Parlamento Europeo ha votato solo sulla posizione che esso adotter\u00e0 nel negoziato con il Consiglio. Al momento, quindi, non cambia nulla. Si tratta comunque di un dato politico importante, di cui il Consiglio dovr\u00e0 tenere conto\u00bb. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>E\u2019 possibile immaginare canali legali di accesso per i migranti economici tipo quelli evocati giorni fa nel suo j\u2019accuse dall\u2019Alto Commissario Onu per la Libia al Hussein, considerando che il sistema delle quote \u00e8 pressoch\u00e9 chiuso e che per quanto s\u2019investa sull\u2019Africa i flussi migratori non si fermeranno dall\u2019oggi al domani?\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00ab\u00c8 senz\u2019altro possibile, ma il limite di tali soluzioni \u00e8 oggettivamente fissato dall\u2019enorme portata dei flussi irregolari di migranti. Solo quando avremo ridotto questi ultimi potremo rivedere il sistema delle quote legali\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>L\u2019Europa in generale e l\u2019Italia in particolare hanno un ruolo possibile nella crisi del Mediterraneo orientale, a partire dal Libano?\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abL\u2019Italia ha un ruolo di primissimo piano per la stabilit\u00e0 e la sicurezza del Libano. Lo dimostrano la nostra partecipazione al gruppo ristretto dell\u2019ISG-International Support Group per il Libano e le oltre 1000 unit\u00e0 italiane in UNIFIL, di cui siamo il primo contributore. Nella Nella vicenda delle dimissioni del premier Hariri, abbiamo reiterato il nostro appello all\u2019unit\u00e0, alla sovranit\u00e0 e all\u2019indipendenza del Libano; tuttavia, per la stabilit\u00e0 del Paese e della regione, \u00e8 altres\u00ec fondamentale che la sicurezza sia affidata solo alle forze armate e di polizia istituzionali, cercando di contenere il ruolo di milizie o forze paramilitari. Il Presidente libanese, Michel Aoun, ha voluto essere a Roma per inaugurare i MED Dialogues. Un\u2019importante testimonianza del legame speciale che lega i nostri Paesi\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Al netto di tanti distinguo, rispetto allo scorso anno gli sbarchi sono diminuiti. Vuol dire che anche la sicurezza nel Mediterraneo ha fatto un passo avanti?\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abVuol dire che dopo appena un anno dal loro insediamento, e dopo aver dovuto fronteggiare nei primi mesi la gravissima minaccia di Daesh a Sirte, le pur fragili istituzioni libiche hanno avviato un\u2019azione di controllo delle frontiere marittime grazie all\u2019attivit\u00e0 della Guardia Costiera locale, da noi sostenuta. Alla riduzione dei flussi ha contribuito, inoltre, il governo nigerino al quale abbiamo destinato 50 milioni di euro e che ha avuto il merito di far diminuire nettamente i passaggi attraverso la frontiera meridionale della Libia. Ma la riduzione degli sbarchi non significa di per s\u00e9 pi\u00f9 sicurezza: dopo la sconfitta militare di Daesh in Siria e Iraq, siamo chiamati a fronteggiare il rischio di un possibile ritorno dei foreign fighters\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>La riduzione degli sbarchi ha un costo umano altissimo, come abbiamo visto in Libia. Cosa pu\u00f2 fare l\u2019Italia perch\u00e9 la sicurezza proceda di pari passo con i diritti umani e non tornino sempre alla mente gli accordi stipulati a suo tempo con Gheddafi, che teneva a freno le partenze incarcerando i migranti in condizioni feroci?\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abSiamo ben consapevoli della grave situazione dei centri di accoglienza in Libia. Per questo motivo invitiamo tutti coloro che stanno dando lezioni a dare pi\u00f9 fondi e sostegno logistico alla Libia, per risolvere una situazione che riguarda tutta la comunit\u00e0 internazionale. L\u2019Italia sta facendo la sua parte: sosteniamo finanziariamente l\u2019OIM e l\u2019UNHCR, e abbiamo messo a disposizione circa 6 milioni di euro per migliorare le condizioni di vita nei centri libici con l\u2019aiuto delle nostre ONG\u00bb. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>A che punto \u00e8 la Libia e a che punto \u00e8 l\u2019Italia nel dialogarvi?\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abL\u2019Inviato Speciale ONU Salam\u00e9 ha messo sul tavolo un\u2019importante Road Map, che sosteniamo, perch\u00e9 non ci sono alternative al negoziato n\u00e9 scorciatoie militari. Abbiamo detto pi\u00f9 volte e a tutte le parti che \u00e8 necessario ridurre ad unit\u00e0, sotto la guida dell\u2019ONU, i diversi infruttuosi formati negoziali. Ne riparler\u00f2 con il Vice Premier Maitig, quando nei prossimi giorni sar\u00e0 a Roma per partecipare ai Med Dialogues\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>La Russia \u2013 impegnata, pare, anche nel sud della Libia &#8211; sta giocando la partita per il Mediterraneo nella stessa squadra con l\u2019Europa?\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abAlla Russia riconosciamo il ruolo di attore globale e di interlocutore imprescindibile nelle crisi del Mediterraneo. Come noi, dialoga con tutti gli interlocutori libici e sta sostenendo l\u2019azione di Salam\u00e9. Quest\u2019anno abbiamo sviluppato un proficuo dialogo con Mosca sulla Libia, e non solo. Con Sergei Lavrov faremo il punto di questa nostra collaborazione venerd\u00ec prossimo, in un incontro a Villa Madama\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>Qual \u00e8 al momento la sfida \u201cmediterranea\u201d che la vede pi\u00f9 ottimista e quale quella che la preoccupa maggiormente?\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00abLa sfida mediterranea che mi vede pi\u00f9 ottimista \u00e8 quella tunisina. La Tunisia \u00e8 riuscita a contrastare i terroristi, a collaborare con noi nel contrasto ai flussi irregolari e a rafforzare la tutela dei diritti e l\u2019economia del Paese. \u00c8 la dimostrazione che anche nel Nord Africa \u00e8 possibile costruire un progetto di pace e libert\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12pt;\">Quella che mi preoccupa maggiormente, data anche la vicinanza geografica, rimane la crisi libica. Ma questo ci spinge a fare sempre di pi\u00f9 sul piano politico, diplomatico e di cooperazione per stimolare i libici e la comunit\u00e0 internazionale a sostenere un percorso politico di riconciliazione\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Rafforzare la sicurezza moltiplicando gli accordi come quello ben oliato con il Niger ma anche investire sull\u2019idea antica di Mare Nostrum che unisce anzich\u00e9 dividere, 200 milioni per il Fondo Africa, un Erasmus del Mediterraneo, mille progetti cooperazione culturale. Il ministro degli esteri Angelino Alfano arriva all\u2019apertura dei lavori di Med con un pacchetto pesante. 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