{"id":23262,"date":"2017-09-22T11:20:41","date_gmt":"2017-09-22T09:20:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/09\/articolo-del-sole-24-ore-ema-le\/"},"modified":"2017-09-22T11:20:41","modified_gmt":"2017-09-22T09:20:41","slug":"articolo-del-sole-24-ore-ema-le","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/09\/articolo-del-sole-24-ore-ema-le\/","title":{"rendered":"Articolo del Sole 24 Ore: \u00abEma, le carte in mano a Milano\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Siamo alle battute finali della prima decisione dell&#8217;Europa relativamente alla prossima collocazione dell&#8217;Agenzia europea per i medicinali (Ema) che lascer\u00e0 Londra dopo la Brexit.<\/p>\n<p>Come rappresentanti delle imprese che si occupano di biotecnologia in Italia, abbiamo fin da subito supportato la decisione di presentare la candidatura di Milano come prossima sede di Ema, considerando che pi\u00f9 del 50% dei nostri associati lavora nel settore delle Scienze della Vita, ma soprattutto che nel prossimo futuro una larga parte dei nuovi prodotti destinati a essere immessi nell&#8217;uso clinico sar\u00e0 di origine biotecnologica. Abbiamo lavorato per rendere pi\u00f9 forte questo progetto insieme a Federchimica, la nostra federazione di appartenenza, sostenendo il lavoro di Diana Bracco che ha rappresentato le imprese del settore in questo percorso.<\/p>\n<p>Adesso ci siamo: l&#8217;Europa selezioner\u00e0 le candidature delle citt\u00e0, da Barcellona a Copenaghen, che hanno inviato le proprie dichiarazioni di interesse e i rispettivi progetti.<\/p>\n<p>Possiamo valutare questa decisione da due punti di vista: quello della miglior scelta per l&#8217;Unione europea, ma anche quella dei vantaggi potenziali per il nostro Paese.<\/p>\n<p>Guardando ai criteri che detteranno la scelta finale, leggiamo che ci sar\u00e0 un livello di decisione tecnica e uno, probabilmente determinante, di opportunit\u00e0 politica. Soffermandosi sul primo, riteniamo che accanto ai punti ufficiali sui quali le diverse candidature sono chiamate a confrontarsi &#8211; dall&#8217;accessibilit\u00e0 logistica all&#8217;accoglienza alberghiera, dalla presenza di infrastrutture scolastiche e di assistenza sanitaria fino al mercato del lavoro, e su cui Milano sembra obiettivamente eccellere &#8211; bisognerebbe tenere conto anche di ulteriori elementi di contesto, che politici non sono, ma che rafforzano la candidatura di Milano e dell&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Innanzitutto, da molti anni, l&#8217;Agenzia italiana del farmaco \u00e8 considerata una delle pi\u00f9 avanzate al mondo, tanto da aver espresso il Direttore generale di Ema stessa. Guido Rasi. In secondo luogo il tessuto scientifico italiano \u00e8 indubbiamente di altissimo livello: dall&#8217;ematologia all&#8217;oncologia, dall&#8217;immunologia alla cura delle Malattie rare, l&#8217;Italia si posiziona molto in alto nelle classifiche internazionali, ricca non solo delle proprie Universit\u00e0 scientifiche, ma anche di una rete di Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) pubblici e privati che non ha uguali.<\/p>\n<p>Restando nel pubblico, per quanto tanto spesso criticato e citato solo quando arrivano agli onori della cronaca i cosiddetti casi di &#8220;malasanit\u00e0&#8221;, abbiamo e continuiamo ad avere, nonostante le risorse limitate di questi ultimi anni, uno dei migliori Servizi sanitari del mondo, come riconosciutoci dalle classifiche che ci collocano ai primi posti sia come livelli di assistenza sia come aspettativa di vita media della popolazione.<\/p>\n<p>Certo, siamo anche il Paese della terapia Di Bella, di Stamina e delle campagne contro i vaccini, un Paese in cui emotivit\u00e0 e ideologia talvolta riescono a imporsi sull&#8217;evidenza scientifica; ma le eccellenze prevalgono largamente sui limiti culturali che periodicamente minano la nostra credibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Dal punto di vista industriale l&#8217;Italia pu\u00f2 vantare la seconda produzione di farmaci in Europa dopo la Germania, con un tasso di esportazioni senza pari e con un riconoscimento assoluto dell&#8217;eccellenza delle nostre maestranze, ingegneri, chimici, biologi e biotecnologi. E proprio in area biotecnologica abbiamo alcune punte di eccellenza mondiale che troppo spesso dimentichiamo di mettere nella giusta luce: l&#8217;Italia \u00e8 da anni leader nel settore dei vaccini, dove personalit\u00e0 scientifiche del calibro di Rino Rappuoli o del compianto Riccardo Cortese, hanno messo la propria competenza scientifica al servizio dello sviluppo d&#8217;impresa. Ma pi\u00f9 recentemente il Paese ha realizzato un altro primato nel settore delle cosiddette terapie avanzate, uno dei settori di frontiera del biotech a livello mondiale: tre su quattro delle terapie geniche e cellulari attualmente autorizzate proprio da Ema, per tutti i Paesi dell&#8217;Unione, sono frutto della ricerca italiana.<\/p>\n<p>Dove collocare questa lista di eccellenze italiane, dalla ricerca alla clinica, dall&#8217;assistenza sanitaria alla qualit\u00e0 regolatoria, fino allo sviluppo e alla produzione di prodotti farmaceutici e biotecnologici? Stanno certamente stretti dentro i criteri stabiliti dall&#8217;Europa per stilare la classifica, ma a nostro avviso dovrebbero contare almeno quanto i chilometri di linee della metropolitana della citt\u00e0 candidata a ospitare Ema.<\/p>\n<p>Non ci occupiamo naturalmente delle valutazioni politiche, perch\u00e9 facciamo un altro mestiere. Vogliamo per\u00f2 aggiungere a beneficio dei nostri concittadini brevissime riflessioni sui vantaggi per il Paese di un&#8217;eventuale decisione positiva sulla candidatura di Milano. Certamente, ospitare pi\u00f9 di mille professionisti qualificati con l&#8217;inevitabile indotto significherebbe un evidente arricchimento per la citt\u00e0 di Milano e l&#8217;intero Paese. Ma gli elementi che stanno pi\u00f9 a cuore ad Assobiotec, che da anni lavora per migliorare l&#8217;ecosistema italiano della ricerca e dell&#8217;innovazione nell&#8217;area delle Scienze della vita, sarebbero l&#8217;accrescimento di competenze e la spinta culturale che tale collocazione potrebbe avere per il sistema.<\/p>\n<p>Viviamo nell&#8217;era della cosiddetta economia della conoscenza e il momento sembra quello giusto per fare finalmente quel salto di qualit\u00e0 competitiva che l&#8217;Italia merita ma che non \u00e8 ancora riuscita a fare. Dalle scelte della politica in tema di incentivi fiscali per le aziende che investono in ricerca al progetto di Human technopole, ma anche di Citt\u00e0 della salute e della scienza, il Paese sembra andare coerentemente nella direzione giusta: portare Ema a Milano darebbe la spinta giusta per rafforzare questo progetto e per giocare un ruolo da protagonisti nei prossimi anni.<\/p>\n<p><i>L&#8217;autore \u00e8 presidente di Federchimica-Assobiotec e Ceo di Molmed <\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Siamo alle battute finali della prima decisione dell&#8217;Europa relativamente alla prossima collocazione dell&#8217;Agenzia europea per i medicinali (Ema) che lascer\u00e0 Londra dopo la Brexit. 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