{"id":23265,"date":"2017-08-30T09:15:21","date_gmt":"2017-08-30T07:15:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/08\/giro-dobbiamo-riformare-dublino\/"},"modified":"2017-08-30T09:15:21","modified_gmt":"2017-08-30T07:15:21","slug":"giro-dobbiamo-riformare-dublino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/08\/giro-dobbiamo-riformare-dublino\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abDobbiamo riformare Dublino perch\u00e9 gli sbarchi non finiranno\u00bb (il manifesto)"},"content":{"rendered":"<p>\u00abIl vertice di Parigi ha avuto almeno tre risultati positivi\u00bb, dice il viceministro degli Esteri Mario Giro. \u00abIl primo \u00e8 la fine della rivalit\u00e0 franco italiana, non voluta dall\u2019Italia, sulla Libia. Questo perch\u00e9 la presenza a Parigi di Serraj riconosciuto come il premier del governo con cui bisogna negoziare, naturalmente insieme a tutte le altre parti, rafforza il processo Onu. Il secondo \u00e8 l\u2019inizio della fine del trattato di Dublino. Dopo l\u2019Italia, che lo chiede da tempo, o la Germania, che lo chiede da un po\u2019 meno tempo, ora anche la Francia ha ammesso che bisogna cambiarlo. Il terzo \u00e8 il coinvolgimento dei Paesi africani. Non dobbiamo limitarci a guardare alla crisi soltanto con l\u2019ossessione migratoria, quindi da nord, ma vedere anche cosa significano questi spostamenti di popolazioni e questi traffici per i Paesi del sud. E per loro sono una questione di sopravvivenza perch\u00e9 i traffici minano le basi stesse della loro esistenza. Se crollano avremo una seconda, una terza Libia e non ne abbiamo bisogno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A Parigi i leader europei hanno dimostrato di apprezzare la politica adottata dall\u2019Italia con la Libia. Di fatto per\u00f2 stiamo bloccando i migranti in Africa.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0Bisogna distinguere tra Africa e Libia, perch\u00e9 un conto \u00e8 provare a trattenerli in Africa con programmi di investimento come quelli che gli italiani hanno proposto e con l\u2019aiuto pubblico allo sviluppo. Altro discorso \u00e8 trattenerli in Libia dove io stesso mi sono permesso di ricordare che i centri di detenzione sono un inferno. Dobbiamo aiutare i libici a ricomporsi come Stato, ma dobbiamo anche aiutarli a diventare uno Stato pi\u00f9 democratico. Noi insistiamo perch\u00e9 sia permesso a Unhcr e Oim di entrare immediatamente nei centri di detenzione e prenderne i controllo trasformandoli in campi dove sia possibile fare richiesta di protezione umanitaria.<\/p>\n<p><strong>I campi di accoglienza di cui parla per\u00f2 non esistono ancora e i migranti fermati dalla Guardia costiera libica continuano a essere richiusi nei centri di detenzione. In Niger gi\u00e0 ci sono campi profughi e l\u2019Europa si prepara ad aprirne altri anche in Ciad. Che garanzie ci sono che non finisca come in Libia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0In Ciad non credo che ce ne sar\u00e0 bisogno, il flusso \u00e8 ancora piccolo. Per il resto operiamo proprio perch\u00e9 non finiscano come i centri libici. Vorremmo tutti i programmi di rimpatrio assistito, come l\u2019Oim sta facendo gi\u00e0 da tempo. Bisogna per\u00f2 che siano accompagnati da una vera politica di sviluppo.<\/p>\n<p><strong>A Ferragosto il ministro Minniti si \u00e8 detto assillato dal pensiero che i migranti vengono riportati in Libia.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00c8 giusto. Era quello che dicevo io a inizio agosto. Condivido questo assillo, al punto che stiamo lavorando perch\u00e9 l\u2019Unhcr e l\u2019Oim abbiano presto la capacit\u00e0 di avere libero accesso a queste persone.<\/p>\n<p><strong>Sia la cancelliera Merkel che il residente Macron concordano sulla necessit\u00e0 di riformare Dublino. Per\u00f2 finora tutte le proposte all\u2019esame continuano a penalizzare i paesi di primo arrivo come Italia e Grecia. Non c\u2019\u00e8 il rischio che alla fine non si faccia niente?<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0Non possiamo evitare di immaginare un sistema di richiesta di asilo o di protezione umanitaria in Europa. Per\u00f2 il negoziato non \u00e8 ancora iniziato, quindi non diamo la cosa gi\u00e0 per morta. E\u2019 un lavoro complicato, sappiamo che molti Paesi non vorrebbero toccare il testo, ma gi\u00e0 affermare il principio che invece si pu\u00f2 toccare \u00e8 un primo passo. Il rischio di cui lei parla purtroppo c\u2019\u00e8, ma noi dobbiamo negoziare bene.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 possibile che le modifiche alla fine riguardino solo la possibilit\u00e0 di esaminare le richieste di asilo in Africa invece che in Europa?<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0Anche, ma non solo, perch\u00e9 tanta gente continuer\u00e0 ad arrivare in Europa, ad esempio via terra. Non dobbiamo credere che dalla parte Est dell\u2019Europa e dallo stesso corridoio balcanico in questo momento non arrivi nessuno. Arrivano molte meno persone di quante ne approdano nel Mediterraneo centrale, ma adesso con la diminuzione degli arrivi vedrete che i numeri equivarranno. C\u2019\u00e8 sempre un flusso.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa per\u00f2 continua a dimostrare di non volere i migranti. La prova \u00e8 che a settembre finisce i programma di ricollocamenti dalla Grecia e dall\u2019Italia e il risultato \u00e8 un fallimento a causa dell\u2019ostruzionismo di molti Paesi.<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0Il programma di ricollocamento \u00e8 stato un fallimento ed \u00e8 il motivo per cui bisogna rivedere Dublino. Per il resto l\u2019Europa sta uscendo dalla crisi e presto avr\u00e0 bisogno di nuove forze. Servono canali legali, quote, decreto flussi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abIl vertice di Parigi ha avuto almeno tre risultati positivi\u00bb, dice il viceministro degli Esteri Mario Giro. \u00abIl primo \u00e8 la fine della rivalit\u00e0 franco italiana, non voluta dall\u2019Italia, sulla Libia. 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