{"id":23266,"date":"2017-08-29T09:29:29","date_gmt":"2017-08-29T07:29:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/08\/alfano-si-alla-linea-italiana-ora\/"},"modified":"2017-08-29T09:29:29","modified_gmt":"2017-08-29T07:29:29","slug":"alfano-si-alla-linea-italiana-ora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/08\/alfano-si-alla-linea-italiana-ora\/","title":{"rendered":"Alfano: \u00abS\u00ec alla linea italiana Ora non smarriamoci nelle pastoie di Bruxelles\u00bb (Corriere della Sera)"},"content":{"rendered":"<p>\u00abA Parigi si \u00e8 affermata l\u2019agenda italiana\u00bb, dice il ministro degli Esteri Angelino Alfano. A partire dal formato del vertice, che ricalcava quello della Conferenza organizzata alla Farnesina il 6 luglio scorso: \u00abIn quella occasione, abbiamo messo insieme per la prima volta i ministri di Italia, Spagna, Francia, Germania (pi\u00f9 Olanda e Austria) e quelli dei principali Paesi di transito, come Niger, Libia e Ciad, dimostrando che \u00e8 possibile fare un salto di qualit\u00e0, fornendo aiuti immediati a questi Paesi per il controllo delle loro frontiere, nel rispetto dei diritti umani e degli standard internazionali, grazie al coinvolgimento delle Agenzie dell\u2019Onu. In pi\u00f9 a Parigi \u00e8 stata ribadita l\u2019esigenza di rafforzare il sostegno alle azioni dell\u2019Italia in Libia: dall\u2019aiuto alla Guardia costiera libica ai finanziamenti all\u2019Unhcr, al progetto europeo realizzato con i 10 milioni della Farnesina per il controllo delle frontiere libiche\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma quattro Paesi della Ue, sia pure i pi\u00f9 grandi, bastano da soli a dare risposte accettate e applicate da tutti al problema dei migranti?<\/strong><br \/>\u00abI quattro maggiori Paesi europei non bastano certo a risolvere tutte le complesse e strutturali questioni migratorie. Quella definita a Parigi potr\u00e0 diventare la strategia di tutta l\u2019Europa, a patto che non si impantani nelle pastoie burocratiche di Bruxelles. Ci\u00f2 che ho cercato di indicare in questi mesi \u00e8 che solo coinvolgendo Francia, Germania e Spagna \u00e8 possibile fornire risposte immediate al problema migratorio dell\u2019Unione, affrontando la gestione dei flussi prima che i migranti arrivino in Italia e cio\u00e8 lungo le rotte dei Paesi di transito. Il vertice di Parigi dimostra che la diplomazia italiana ha fatto bene a insistere in questi mesi in un rapporto intenso con Parigi, Berlino e Madrid\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sei miliardi della Ue alla Turchia per bloccare (con successo) la rotta balcanica. Finora per la Libia \u00e8 stata mobilitata appena una frazione di quella cifra. Abbiamo avuto garanzie di impegni finanziari adeguati anche nel dossier libico?<\/strong><br \/>\u00abHo sempre sostenuto che, chiusa la rotta attraverso la Turchia, l\u2019Europa avrebbe dovuto mettere tutto il suo peso politico e finanziario per chiudere anche quella del Mediterraneo centrale. Per troppo tempo l\u2019Italia \u00e8 stata lasciata sola in questa azione, come riconoscono ormai anche leader europei quali la cancelliera Merkel e il presidente Juncker. Le conclusioni di Parigi aprono una nuova prospettiva, sottolineando l\u2019esigenza prioritaria di rifinanziare il Trust Fund europeo per l\u2019Africa con il quale si sostengono i progetti contro i trafficanti, per lo sviluppo economico e per l\u2019assistenza dei migranti in Libia, Ciad e Niger\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019accordo con i sindaci libici \u00e8 richiamato nel comunicato di Parigi, ma sono solo 14. E poi rimane il problema dell\u2019instabilit\u00e0 strutturale del Paese. Come intendiamo proseguire?<\/strong><br \/>\u00abNoi sosteniamo tutti i libici. Lo facciamo con iniziative articolate: dal sostegno alle comunit\u00e0 locali del Sud, al rilancio dell\u2019imprenditoria locale con il primo Forum italo-libico svoltosi ad Agrigento l\u20198 luglio, dalla fornitura di servizi essenziali alla popolazione all\u2019invio di kit di emergenza sanitaria. Ma c\u2019\u00e8 un solo vero modo per superare l\u2019instabilit\u00e0 del Paese: sostenere la mediazione dell\u2019Inviato Speciale delle Nazioni Unite, unificando gli sforzi della comunit\u00e0 internazionale verso un unico obiettivo. Questo \u00e8 il messaggio che ho trasmesso a tutti i miei interlocutori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La cancelliera Merkel ammette finalmente che il sistema Dublino non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile. Di fatto resta in vigore. Riusciremo a cambiarlo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDublino ha mostrato tutti i suoi limiti perch\u00e9 \u00e8 stato ideato per un\u2019altra epoca e un altro contesto. L\u2019Italia, in questi anni, ha coniugato solidariet\u00e0 e sicurezza, dimostrando che non vi \u00e8 contraddizione tra rigore e umanit\u00e0. Ma siamo onesti: per quanto ci proviamo, molti governi non vogliono modificare il regolamento di Dublino. \u00c8 per questo che abbiamo chiesto un cambio di strategia, con la Conferenza di luglio: i rifugiati siano assistiti nei Paesi di transito e da l\u00ec ricollocati in tutta Europa. Ai migranti economici sia invece offerto, sempre negli stessi Paesi, il rimpatrio volontario assistito e il reinserimento nei luoghi di origine\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abA Parigi si \u00e8 affermata l\u2019agenda italiana\u00bb, dice il ministro degli Esteri Angelino Alfano. 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