{"id":23288,"date":"2017-07-17T10:06:43","date_gmt":"2017-07-17T08:06:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/07\/della-vedova-retorica-anti-europeista\/"},"modified":"2017-07-17T10:06:43","modified_gmt":"2017-07-17T08:06:43","slug":"della-vedova-retorica-anti-europeista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/07\/della-vedova-retorica-anti-europeista\/","title":{"rendered":"Della Vedova: \u201cRetorica anti-europeista, il Sud dica no\u201d (Corriere del Mezzogiorno)"},"content":{"rendered":"<p>Per troppi anni nel Mezzogiorno, pi\u00f9 che nel resto d&#8217;Italia, l&#8217;Ue \u00e8 stata identificata con il cosiddetto vincolo esterno (\u00abCe lo chiede l&#8217;Europa\u00bb) o con i benefici concessi dal bilancio comunitario alle imprese e agli enti locali (\u00abCi sono i fondi europei\u00bb).<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 stato un serio confronto sul senso dell&#8217;integrazione europea, ma una passiva accettazione dei vincoli e delle opportunit\u00e0 legati allo \u00abstare in Europa\u00bb. Cos\u00ec in pochi anni gli italiani, soprattutto al Sud, sono diventati dai pi\u00f9 europeisti i pi\u00f9 euroscettici. A questo hanno certamente contribuito le accuse, diffuse tra tutte le forze politiche, alla \u00abeuroburocrazia\u00bb di Bruxelles: il facile capro espiatorio dei mali nazionali. Invece i problemi italiani hanno cause, non solo effetti, domestici, mentre solo europee possono essere le soluzioni. Non \u00e8 chiudendo le nostre frontiere ai prodotti agricoli spagnoli o greci (per non dire di quelli tunisini o canadesi) che l&#8217;agricoltura del Mezzogiorno d\u2019Italia ritrover\u00e0 smalto e conquister\u00e0 quote crescenti del mercato mondiale. Non \u00e8 certo tornando alla \u00abliretta\u00bb, cio\u00e8 svalutando, che le famiglie italiane diverranno pi\u00f9 floride o le imprese meridionali assumeranno pi\u00f9 giovani. Oggi a vincere la sfida della crescita sono le aree del mondo che pi\u00f9 sanno offrire qualit\u00e0 e innovazione, accettando la competizione globale: come spesso ripete il ministro Carlo Calenda, le imprese italiane devono cogliere l&#8217;opportunit\u00e0 di \u00abimportare\u00bb i tassi di crescita mondiali, pi\u00f9 elevati di quelli italiani ed europei, offrendo il meglio del Made in Italy in ogni settore produttivo. La svalutazione, connessa all&#8217;uscita dell&#8217;Italia dall&#8217;euro &#8211; la proposta di Lega e 5 stelle &#8211; corrisponderebbe invece a una enorme tassa patrimoniale, abbattendo il valore del patrimonio delle famiglie, e a un gigantesco taglio dei salari reali, riducendo, per gli effetti sul cambio, il potere di acquisto degli italiani. Con l&#8217;iniziativa politica \u00abForza Europa\u00bb, che presenteremo domani a Napoli (all&#8217;Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, in via Monte di Dio 14), vogliamo opporre alla retorica anti-europeista e sovranista un messaggio chiaro e coraggioso: l&#8217;Europea aperta e unita \u00e8 stata la pi\u00f9 grande conquista di pace, libert\u00e0 e benessere che il Vecchio Continente abbia vissuto nella sua storia plurisecolare e rimane la principale chance delle aree pi\u00f9 povere e periferiche per integrarsi nel percorso di crescita comune. Quel che \u00e8 avvenuto in Polonia, pu\u00f2 avvenire in Campania.<\/p>\n<p>Per tutto il Mezzogiorno, questa \u00e8 un&#8217;occasione per colmare un divario che la storia nazionale, per il suo particolarismo politico e territoriale e per la sua caratterista \u00abdis-unit\u00e0\u00bb, ha finito per approfondire, fornendo una serie di incentivi perversi &#8211; spesa pubblica improduttiva, intermediazione pubblica parassitaria, democrazia \u00abdi scambio\u00bb &#8211; all&#8217;impoverimento e alla marginalizzazione. Questo vale anche su un tema che investe in primo luogo le regioni meridionali, quello dell&#8217;immigrazione. Non stiamo assistendo al fallimento dell&#8217;Europa, ma a quello della non Europa, cio\u00e8 alla rappresentazione di cosa succede se un problema sovranazionale i migranti non fuggono dalla Libia verso l&#8217;Italia, ma dall&#8217;Africa e dall&#8217;Asia verso l&#8217;Europa &#8211; \u00e8 gestito senza alcun tipo di coordinamento o di responsabilit\u00e0 condivisa tra gli Stati membri. La fiumana di migranti che vogliono andare in Francia, in Germania, in Olanda o nel Regno Unito diventano un problema siciliano, pugliese, calabrese o campano. Da tutti i punti di vista, anche da quello della sicurezza, l&#8217;Ue \u00e8 quindi il nostro futuro migliore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per troppi anni nel Mezzogiorno, pi\u00f9 che nel resto d&#8217;Italia, l&#8217;Ue \u00e8 stata identificata con il cosiddetto vincolo esterno (\u00abCe lo chiede l&#8217;Europa\u00bb) o con i benefici concessi dal bilancio comunitario alle imprese e agli enti locali (\u00abCi sono i fondi europei\u00bb). 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