{"id":23308,"date":"2017-05-18T11:43:03","date_gmt":"2017-05-18T09:43:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/05\/alfano-siamo-fiduciosi-nella-capacita\/"},"modified":"2017-05-18T11:43:03","modified_gmt":"2017-05-18T09:43:03","slug":"alfano-siamo-fiduciosi-nella-capacita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/05\/alfano-siamo-fiduciosi-nella-capacita\/","title":{"rendered":"Alfano: \u201cSiamo fiduciosi nella capacit\u00e0 del Libano\u201d (AN NAHAR)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Quali sono gli obiettivi della Sua prossima visita a Beirut proprio in questo momento?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la mia visita in Libano porto la mia personale testimonianza del sostegno e della vicinanza dell\u2019 Italia e degli italiani alle istituzioni e al popolo libanesi con i quali siamo legati da relazioni di amicizia solidissime fondate su radici storiche e culturali comuni. Per il Governo italiano il Libano \u00e8 un esempio di come il pluralismo e il dialogo politico pur tra molte difficolt\u00e0 possano contribuire alla stabilit\u00e0 in una regione afflitta da crisi e conflitti l\u2019 Italia \u00e8 sempre stata vicina al Libano in tutti i momenti pi\u00f9 delicati della sua storia e a maggior ragione vuole esserlo adesso in una fase cos\u00ec importante per il consolidamento del processo politico e istituzionale nel Paese Il dialogo politico tra i nostri due Paesi \u00e8 sostenuto da una solida cooperazione Il nostro contingente militare \u00e8 presente nel sud del Libano dal 1978 offriamo specifica assistenza bilaterale alle Forze Armate e cooperiamo con le Forze di Sicurezza dello Stato affinch\u00e9 possano far fronte alle numerose sfide che le vedono impegnate in questo momento Abbiamo intensi scambi culturali e cooperiamo per il reciproco sviluppo economico e industriale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Lei si reca a Beirut in un momento in cui si profila in Libano una crisi politica a causa delle elezioni parlamentari che sembra non si svolgeranno entro la scadenza prevista. Avr\u00e0 un messaggio ben definito da trasmettere ai responsabili libanesi soprattutto visto che l\u2019 Unione Europea ha gi\u00e0 espresso la sua preoccupazione in merito?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stabilit\u00e0 del Libano rappresenta per l\u2019 Italia una priorit\u00e0. E questa stabilit\u00e0 passa per la solidit\u00e0 delle istituzioni affinch\u00e9 possano guidare il Paese e definire le scelte politiche Sosteniamo l\u2019 accordo che le forze politiche libanesi hanno saputo trovare dopo lunghi negoziati e che ha consentito l\u2019 elezione del Presidente della Repubblica e la costituzione del Governo. Confido nella capacit\u00e0 del Libano di raggiungere un\u2019 intesa politica che consenta di giungere alla prossima scadenza parlamentare con una chiara prospettiva per il futuro. Insieme ai partner della comunit\u00e0 internazionale che pi\u00f9 hanno a cuore le sorti del Libano l\u2019 Italia fa appello all\u2019 unit\u00e0 e al senso di responsabilit\u00e0 collettiva delle forze politiche impegnate a raggiungere un accordo in materia elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. L\u2019 Italia \u00e8 tra i primi partner commerciali del Libano e di conseguenza si interessa alla situazione libanese. Come guarda alla situazione in Libano a sei mesi dall\u2019 elezione del PdR? L\u2019 Italia si sente a suo agio nel trattare con la nuova dirigenza libanese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da parte dell\u2019 Italia vi \u00e8 il massimo interesse al rafforzamento delle nostre relazioni bilaterali. Una rinnovata stabilit\u00e0 del Libano all\u2019 indomani dell\u2019 insediamento dei nuovi vertici istituzionali e nell\u2019 auspicabile intesa tra forze politiche per la nuova legge elettorale pu\u00f2 rappresentare anche per gli imprenditori italiani uno stimolo in pi\u00f9 per guardare a questo Paese come a un partner importante non solo quale mercato di destinazione finale delle proprie merci che i libanesi apprezzano molto ma anche come piattaforma per lavorare insieme in joint venture con gli imprenditori libanesi in importanti mercati nella regione mediorientale e in Africa Siamo il primo partner commerciale europeo e il secondo mondiale e abbiamo tutto l\u2019 interesse a consolidare questo importante rapporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Lei sa che il Libano fa fronte a una delle crisi pi\u00f9 pericolose quella di ospitare pi\u00f9 di 1.5 milioni di rifugiati siriani. Nonostante tutti i cenni di solidariet\u00e0 internazionale con il Libano l\u2019 appoggio internazionale rimane molto limitato rispetto ai bisogni enormi generati dall\u2019 alto numero di rifugiati. L\u2019 Italia intende svolgere un ruolo per incrementare l\u2019 aiuto europeo e internazionale al Libano?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi dei rifugiati in Libano ci sta molto a cuore. Da italiani conosciamo bene cosa significhi mettere in salvo e accogliere sia pure in numero minore di quanto faccia il Libano le miglia di rifugiati che cercano salvezza e condizioni di vita migliori in Europa. Conosciamo l\u2019 impegno che deriva dall\u2019 accoglienza non solo il costo economico ma anche le possibili ripercussioni sul piano sociale e umanitario. Il Libano merita rispetto e sostegno per la generosit\u00e0 che sta dimostrando da cinque anni a questa parte nell\u2019 accogliere quasi due milioni di rifugiati nonostante tutte le difficolt\u00e0 che ci\u00f2 comporta per il Paese le sue infrastrutture il suo sistema economico e i suoi equilibri sociali. L\u2019 Unione Europea con il convinto sostegno dell\u2019 Italia ha assunto un ruolo profilato attraverso la convocazione della Conferenza di Bruxelles lo scorso mese di aprile alla quale ho partecipato. In quella sede l\u2019 UE nella persona dell\u2019 AR Mogherini ha incoraggiato una risposta pi\u00f9 coesa e fattiva da parte della comunit\u00e0 internazionale riuscendo a mobilitare ingenti risorse europee e non solo. L\u2019 efficace intervento del PM Hariri a Bruxelles ha certamente contribuito a mantenere elevata l\u2019 attenzione sulla difficile situazione del Libano. Questo Paese per noi \u00e8 prioritario lo \u00e8 stato finora e lo sar\u00e0 negli anni a venire. L\u2019 Italia non soltanto continuer\u00e0 a devolvere una quota del proprio impegno finanziario per rispondere all\u2019 emergenza umanitaria causata dalla guerra in Siria ma spera di poter attivare una collaborazione proficua col Governo libanese per interventi nel settore infrastrutturale. \u00a0Sul tema dei rifugiati mi preme ricordare che sar\u00e0 necessario trovare una soluzione che consenta ai siriani di fare rientro nel loro Paese in condizioni di sicurezza e nel rispetto del diritto internazionale e al Libano di poter dedicare energie e risorse a un ritrovato percorso di prosperit\u00e0 e crescita. Questa soluzione passa sicuramente per una ricomposizione politica del conflitto in Siria alla quale la comunit\u00e0 internazionale proprio in queste settimane sta intensamente lavorando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. II Libano appoggia il principio di stabilire zone sicure in Siria al fine di trasferirvi gradualmente i rifugiati siriani. Pensa che tale soluzione potrebbe vedere la luce? La appoggiate come italiani ed europei?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardiamo con interesse e speranza alle intese sottoscritte ad Astana siamo tuttavia consci del fatto che l\u2019 attuazione delle stesse da parte delle parti belligeranti rappresenta il vero banco di prova. Molti aspetti concreti devono essere ancora chiariti altrimenti si rischia di fermarsi alle dichiarazioni di principio. I sei anni di conflitto hanno dimostrato che le dichiarazioni di principio non bastano occorrono accordi puntuali e attuabili insieme a gesti di distensione reciproca anche sotto il profilo umanitario. Questa \u00e8 la sfida che oggi si pone alla Siria e alla comunit\u00e0 internazionale dobbiamo tutti adoperarci affinch\u00e9 la logica del dialogo possa installarsi nelle aree pi\u00f9 calde del conflitto. E una premessa fondamentale alla quale l\u2019 Italia sta lavorando nei fori multilaterali e nella fitta serie di incontri bilaterali per avviare un processo di transizione politica e per permettere il ritorno in sicurezza dei rifugiati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. Come guarda agli sviluppi della crisi siriana che incidono direttamente sul Libano e sugli altri Paesi della Regione? Vede una soluzione politica a breve? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019 Italia certamente appoggia tutte le soluzioni costruttive che possano favorire un accordo politico alla crisi siriana. Faccio solo una rapida menzione all\u2019 eccellente lavoro fin qui profuso dall\u2019 Inviato Speciale dell\u2019 ONU Staffan de Mistura conoscitore di questa complessa area del mondo come i libanesi sanno bene. Mantengo un rapporto costante con de Mistura con cui mi intratterr\u00f2 a colloquio tra due settimane a Roma. Anche in Consiglio di Sicurezza l\u2019 Italia lavora in maniera accorta per promuovere la prospettiva di una soluzione politica incentrata sul dialogo. Riteniamo fondamentale l\u2019 interlocuzione che gli Stati Uniti stanno instaurando con la Russia sul dossier siriano e auspichiamo che essa possa presto portare frutto. Bisogna lavorare per una soluzione politica Il G7 di cui l\u2019 Italia \u00e8 Presidente di turno ha dedicato una particolare attenzione crisi siriana durante la Ministeriale di Lucca associando alle discussioni anche alcuni importanti Paesi della regione. L approccio che ne \u00e8 emerso e che potete trovare nelle Conclusioni della riunione G7 a Lucca \u00e8 incentrato sulla ricerca di un engagement franco ma costruttivo della Russia sull\u2019 importanza di facilitare una de escalation della violenza e sull\u2019 obiettivo prioritario di una soluzione politica cui pervenire attraverso i negoziati di Ginevra sotto egida ONU e nel rispetto della Ris 2254. Il prossimo summit G7 a Taormina in Sicilia la prossima settimana sar\u00e0 chiamato a confermare tale orientamento anche tenendo degli ultimi sviluppi nel dossier.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7<\/strong>.<strong> Vi \u00e8 coordinamento tra l\u2019 Italia e il Libano sul dossier del terrorismo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terrorismo rappresenta una sfida comune alla quale i nostri Paesi sono chiamati. Conosciamo l\u2019 impegno con il quale le forze di sicurezza stanno facendo fronte a questa minaccia che deriva dalla contiguit\u00e0 geografica con un area di crisi Proprio per questo l\u2019 Italia sta offrendo la sua collaborazione su questo dossier sappiamo inoltre che anche l\u2019 Unione Europea ha intenzione di rafforzare la cooperazione in questo campo tra il Libano e gli Stati membri. Da parte italiana confermo che vi \u00e8 piena disponibilit\u00e0 ad approfondire gli ambiti di collaborazione con il Libano. Mi preme inoltre ricordare la formazione che le nostre Forze Armate offrono alle LAF in settori operativi altamente specialistici in diversi centri di addestramento in Libano. Il Governo e il Parlamento italiano per il quarto anno consecutivo hanno approvato fondi ad hoc per questa collaborazione bilaterale tra i nostri due Paesi allo scopo di aumentare la capacit\u00e0 del Libano di fronteggiare le sfide alla propria sicurezza. Il contributo addestrativo \u00e8 rivolto a molteplici ambiti di collaborazione nel settore della sicurezza secondo le esigenze e le richieste delle Forze Armate Libanesi. Da parte nostra vi \u00e8 certamente l\u2019 auspicio che le LAF possano aumentare insieme a UNIFIL il proprio \u201cfootprint\u201d nel sud del Libano per rinsaldare la presenza e l\u2019 autorit\u00e0 dello Stato in un area altamente sensibile in linea con gli obiettivi della Ris 1701 e delle altre risoluzioni del CdS.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"1. 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