{"id":23328,"date":"2017-03-27T08:15:24","date_gmt":"2017-03-27T06:15:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/03\/intervista-dell-onorevole-ministro\/"},"modified":"2017-03-27T08:15:24","modified_gmt":"2017-03-27T06:15:24","slug":"intervista-dell-onorevole-ministro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/03\/intervista-dell-onorevole-ministro\/","title":{"rendered":"Intervista ministro Alfano a Ria Novosti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Signor ministro, tra poco incontrer\u00e0 di nuovo Sergey Lavrov, sar\u00e0 il vostro secondo incontro dopo la ministeriale Esteri del G20 a Bonn. Quali saranno i temi del suo incontro\u00a0<\/strong><strong>con il collega russo e quali dossier internazionali ha intenzione di discutere?<\/strong><\/p>\n<p>Il mio incontro con Sergey Lavrov sar\u00e0 una preziosa opportunit\u00e0 per confrontarci sui principali dossier internazionali, per i quali consideriamo la Russia un interlocutore ineludibile. Dedicheremo ampio spazio all\u2019evoluzione del processo negoziale intra-siriano, nonch\u00e9 alla stabilizzazione del quadro politico e di sicurezza libico, che rappresenta per l\u2019Italia un tema di assoluta priorit\u00e0, anche per la vicinanza geografica e i rischi in tema di sicurezza e migrazioni. Discuteremo della situazione in Ucraina, per la quale continuiamo a spingere per una soluzione politica tempestiva e sostenibile.<\/p>\n<p>La nostra comune appartenenza al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel 2017 ci porter\u00e0 anche a confrontarci su alcune iniziative che l\u2019Italia intende promuovere in quel contesto, sia per quanto riguarda la tutela del patrimonio culturale come componente della stabilizzazione, sia per la valorizzazione del ruolo delle donne nella prevenzione dei conflitti. Faremo anche il punto sul nostro dialogo bilaterale in tema contrasto alle sfide globali, prima fra tutte l\u2019estremismo violento, nonch\u00e9 sulle opportunit\u00e0 e gli sviluppi del partenariato bilaterale culturale, scientifico e tecnologico, gi\u00e0 solido e proficuo.<\/p>\n<p><strong>Dopo la riunificazione della Crimea con la Russia gli USA e l\u2019UE hanno dato il via a una politica di sanzioni contro il nostro Paese. Non ritiene che le sanzioni antirusse debbano essere annullate al pi\u00f9 presto possibile, anche perch\u00e9 contraddicono gli interessi dell\u2019Europa stessa?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;ho pi\u00f9 volte detto e non posso che confermare che le sanzioni costituiscono uno strumento e non un fine in s\u00e9. Ci\u00f2 significa che la loro adozione \u00e8 subordinata a uno scopo, quello di ristabilire una interlocuzione positiva con Mosca di cui non abbiamo condiviso alcune scelte politiche. La loro durata \u00e8 legata all\u2019attuazione degli Accordi di Minsk. Solamente il costruttivo impegno verso tale obiettivo consentir\u00e0 di aprire la strada a una revisione del regime sanzionatorio. Indubbiamente, auspichiamo che questo momento possa giungere presto, portando con s\u00e9 nuove opportunit\u00e0 per le economie e le imprese dei nostri due Paesi.<\/p>\n<p><strong>La crisi ucraina \u00e8 tuttora lontana dalla sua risoluzione. Purtroppo, il recente sviluppo degli eventi, in particolare l&#8217;introduzione da parte di Kiev del blocco dei trasporti al Donbass, complica ulteriormente la situazione. A Roma pi\u00f9 di una volta \u00e8 stato dichiarato che non ci sono alternative agli accordi di Minsk, ma le parti in conflitto si accusano reciprocamente di non rispettare i patti. Che cosa a suo parere potrebbe e dovrebbe fare l&#8217;Europa per contribuire alla risoluzione di questa crisi?<\/strong><\/p>\n<p>La ripresa degli scontri in Donbass dalla fine di gennaio \u00e8 per noi motivo di grande preoccupazione, poich\u00e9 lascia intendere che il percorso di stabilizzazione della regione \u00e8 ancora complesso. Lungi dal costituire un freno, questa situazione deve piuttosto spingerci a sostenere con maggior vigore gli sforzi di mediazione dei formati negoziali esistenti, dal gruppo di Normandia al Gruppo Trilaterale di contatto mediato dall\u2019OSCE. E\u2019 fondamentale tuttavia poter contare sulla volont\u00e0 politica delle parti di giungere a un compromesso, evitando posizioni massimaliste e provocazioni reciproche che non aiutano il negoziato. In questa fase, il compromesso \u00e8 non solo possibile, ma necessario. E\u2019 quindi importante che l\u2019UE e la comunit\u00e0 internazionale tutta continuino a sostenere i lavori del Formato Normandia in vista dell\u2019elaborazione di una \u201croad map\u201d definitiva per l\u2019attuazione degli Accordi di Minsk.<\/p>\n<p><strong>Quasi subito dopo la sua nomina al Ministero degli Esteri, lei ha fatto capire che vorrebbe il ritorno al G8. \u00a0Secondo lei, quando sar\u00e0 possibile il ritorno della Russia in questo club? Potrebbe il vertice del G7 a maggio a Taormina servire per valutare questo problema?<\/strong><\/p>\n<p>La rilevanza del dialogo con Mosca su temi di comune interesse \u00e8 un convincimento condiviso sia in ambito UE che NATO. Crediamo esistano spazi perch\u00e9 tale orientamento maturi anche all\u2019interno del foro dei G7. Come ho gi\u00e0 detto, spero che quello di Taormina sia l&#8217;ultimo G7 e che il prossimo, dopo Taormina, sia un G8 con la presenza della Russia. Questo scenario rimane per\u00f2 subordinato a un atteggiamento costruttivo e cooperativo di Mosca. Siamo fiduciosi che la Russia torni presto a essere il partner affidabile di cui abbiamo potuto in passato apprezzare il contributo propositivo sulla scena internazionale.<\/p>\n<p><strong>&#8211; L\u2019Italia ha salutato con favore l\u2019impegno congiunto di Russia e Turchia sul dossier siriano. In questo contesto, lei ha ricordato anche l\u2019importanza della Conferenza di Astana. Come vede oggi le possibilit\u00e0 di una soluzione politica in Siria e il ruolo della Russia in questo processo?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia ha manifestato, in tutti i fori multilaterali e nella fitta serie di contatti con i Paesi maggiormente coinvolti nel conflitto siriano, il proprio sostegno alle iniziative tese a promuovere un cessate-il-fuoco e a far ripartire il processo di Ginevra, da cui soltanto pu\u00f2 scaturire una soluzione politica inclusiva e credibile.<\/p>\n<p>L\u2019ingresso dell\u2019Italia in Consiglio di Sicurezza ha coinciso con un rinnovato impulso degli sforzi per promuovere una soluzione politica al conflitto siriano che, ormai, ha compiuto sei anni. In questo senso, l\u2019iniziativa russo-turca per un cessate-il-fuoco ha rappresentato un fattore positivo, poich\u00e9 ha facilitato una sensibile riduzione del livello delle violenze, contribuendo alla ripresa dei colloqui a Ginevra, sotto egida ONU. Oggi il processo di Astana, un esercizio che riteniamo utile, sta attraversando una fase di difficolt\u00e0, come testimoniato dall\u2019intensificazione delle violazioni della tregua. Auspichiamo che questa fase possa essere presto superata, e che Astana possa condurre all\u2019azzeramento delle violazioni pi\u00f9 gravi, insieme all\u2019adozione di misure di (rilascio dei prigionieri, accesso umanitario) che consentano di far avanzare il processo politico di Ginevra in un clima pi\u00f9 propizio al raggiungimento di una soluzione. Da questo angolo visuale, riteniamo che la Russia possa e debba giocare un ruolo di primo piano nel ripristinare la tregua e sbloccare l&#8217;accesso umanitario nelle aree assediate dal regime, ponendo fine a un comportamento molto grave dal punto di vista del diritto umanitario internazionale, oltre che etico.<\/p>\n<p>Quanto alle prospettive di una soluzione politica, ribadiamo il nostro sostegno e la nostra fiducia nella mediazione di De Mistura e nei suoi sforzi per tenere le parti siriane impegnate nelle consultazioni a Ginevra, per discutere, attraverso l\u2019intermediazione dell\u2019ONU, tutte le problematiche pi\u00f9 importanti riguardanti il futuro della Siria, cercando di evitare chiusure e rigide posizioni di principio. A questo riguardo, ribadiamo che tutti i Paesi dell\u2019International Syria Support Group (ISSG), senza eccezioni, devono essere coerenti con gli impegni assunti nel dicembre 2015. Da quegli impegni \u00e8 scaturita, come sappiamo, la Risoluzione 2254, una risoluzione assolutamente cruciale, che rappresenta il fondamento e la roadmap per una soluzione politica credibile e sostenibile e tutti i membri dell\u2019ISSG hanno la precisa responsabilit\u00e0 di sostenerne l\u2019attuazione; a questo riguardo, la Russia pu\u00f2 essere determinante, vista l\u2019influenza positiva che Mosca \u00e8 in grado di esercitare nei confronti delle parti siriane e, in particolare, sul regime di Damasco, inducendolo a negoziare in buona fede. Non vi sar\u00e0 pacificazione della Siria, n\u00e9 vittoria possibile sul terrorismo, senza una credibile transizione politica.<\/p>\n<p><strong>Esiste un altro importantissimo problema nel Medio Oriente per gli interessi italiani, cio\u00e8 la riconciliazione della Libia. Come valuta le possibilit\u00e0 che potrebbero aprire la collaborazione con la Russia su questo problema, tenendo conto che Mosca ha incoraggiato i contatti tra Tripoli e Tobruk?<\/strong><\/p>\n<p>Siamo convinti che un\u2019azione coordinata della comunit\u00e0 internazionale possa fare la differenza e, in questo ambito, contiamo sull\u2019atteggiamento costruttivo che Mosca ha costantemente dimostrato a sostegno dell\u2019Accordo Politico libico, in coerenza con la sua posizione di Membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La collaborazione con la Russia sul dossier \u00e8 gi\u00e0 molto intensa, come dimostrato non solo dai frequenti contatti bilaterali, ma anche dalla partecipazione di Mosca a tutti gli incontri di alto livello sul dossier, e mi riferisco alle riunioni di Roma, che hanno preceduto di pochi giorni la firma dell\u2019Accordo Politico e, in seguito, di Vienna e di New York.<\/p>\n<p>In questo contesto, qualsiasi iniziativa che possa incoraggiare i contatti fra le parti e favorire la riconciliazione nazionale nel quadro dell\u2019Accordo Politico non pu\u00f2 che essere benvenuta. Non solo la Russia, ma la Comunit\u00e0 Internazionale tutta \u00e8 impegnata in questa direzione, per favorire maggiore inclusivit\u00e0 e un miglior funzionamento delle istituzioni, perch\u00e9 non possiamo permettere che la Libia piombi nuovamente nel caos, tantomeno in considerazione delle ricadute negative in termini di terrorismo e traffico di esseri umani.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia e la Russia per lunghi anni sono state legate da relazioni definite da entrambe le parti come una partnership strategica. Come vede il futuro prossimo delle nostre relazioni bilaterali? E come valuta la collaborazione tra l\u2019Italia e la Russia nell\u2019arena internazionale?<\/strong><\/p>\n<p>Le nostre relazioni bilaterali sono da sempre estremamente proficue, sotto il profilo politico ed economico. Nonostante le difficolt\u00e0 connesse alla situazione ucraina, crediamo fermamente nel dialogo con la Russia e abbiamo lavorato perch\u00e9 maturasse anche nei nostri partner la convinzione che non esiste crisi internazionale o sfida globale in cui sia possibile escludere il confronto con Mosca. L\u2019intensit\u00e0 dei nostri contatti, a tutti i livelli, dimostra che vi sono settori delicati e rilevanti per la nostra sicurezza per i quali entrambi, Italia e Russia, sentiamo la necessit\u00e0 di confrontarci e collaborare. Anche a livello economico, in una congiuntura difficile, sia per il rallentamento complessivo dell\u2019economia globale, sia per le sanzioni internazionali, abbiamo saputo aprire sentieri innovativi di partenariato, esplorando opzioni nuove e in linea con la disciplina internazionale.<\/p>\n<p>Incontrer\u00f2 a Mosca anche il vice primo ministro Dvorkovich, con cui co-presiedo il Consiglio di Cooperazione Economica, Industriale e Finanziaria. A novembre dello scorso anno, dopo quattro anni di pausa, si \u00e8 riunita la plenaria, con grande soddisfazione delle istituzioni e degli ambienti economici e imprenditoriali. La riunione \u00e8 stata un chiaro segnale del nostro impegno lungo un percorso di ripresa stabile e costante del partenariato bilaterale. Con questo spirito propositivo e costruttivo, affronteremo i prossimi mesi.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Alla vigilia del vertice del Unione Europea a Roma il presidente francese Fran\u00e7ois Hollande ha lanciato l\u2019idea di un\u2019UE con velocit\u00e0 differenti per riavviare il processo dell\u2019integrazione europea. L\u2019Italia condivide questa visione? E cosa si deve fare oggi contro il pericolo della disgregazione nato dopo il Brexit? <\/strong><\/p>\n<p>A Versailles, lo scorso 6 marzo, i leader di Italia, Francia, Germania e Spagna hanno voluto avviare e condividere un percorso di riflessione congiunta sulla visione di Unione Europea nei prossimi dieci anni in vista del Vertice di Roma del 25 marzo.<\/p>\n<p>Uno dei primi e pi\u00f9 importanti risultati di questa riflessione \u00e8 che occorre rimetterci in marcia ora, perch\u00e9 \u2013 come ricordato dal presidente del Consiglio Gentiloni, lo scorso 15 marzo, davanti al Parlamento europeo \u2013 \u00abun&#8217;Europa ferma \u00e8 un&#8217;Europa destinata a tornare indietro\u00bb.<\/p>\n<p>In questo cammino, se non possiamo andare avanti tutti insieme, la strada da percorrere \u00e8 quella di un&#8217;\u00abintegrazione differenziata\u00bb, fondata sul principio di flessibilit\u00e0.\u00a0 La visione italiana \u00e8 quella di lavorare insieme agli altri partner europei per un\u2019Europa a \u00abcerchi concentrici\u00bb, in grado di fare avanzare un progetto comune con gli Stati che vogliono andare verso un\u2019\u201dUnione sempre pi\u00f9 stretta\u201d a partire da settori come la Difesa e il pilastro sociale europeo.<\/p>\n<p>Di fronte al pericolo di disgregazione legato alla Brexit, l\u2019Italia \u00e8 stata sino a ora tra i principali protagonisti della risposta europea alla crisi istituzionale aperta dal Regno Unito, contribuendo a trasformare un evento di per s\u00e9 negativo in un\u2019opportunit\u00e0 per migliorare e ripensare l\u2019Unione: un\u2019Unione pi\u00f9 rapida nelle decisioni, pi\u00f9 attenta alle esigenze dei cittadini e capace di contare di pi\u00f9 sulla scena internazionale.<\/p>\n<p>\u00c8 ci\u00f2 che abbiamo iniziato a fare con il lancio dell\u2019Agenda di Roma ieri 25 marzo. L\u2019agenda aiuta a restituire capacit\u00e0 di visione al progetto europeo, indicando ai cittadini europei e al resto del mondo l\u2019idea di Europa del futuro: un\u2019Europa sicura, un\u2019Europa della prosperit\u00e0, un\u2019Europa sociale, un\u2019Europa pi\u00f9 forte sulla scena globale, muovendo dalla consapevolezza che \u201cRoma 2017\u201d rappresenta un punto di partenza e non gi\u00e0 di per s\u00e9 un traguardo. Questa volta abbiamo per\u00f2 un elemento in pi\u00f9 rispetto al passato: ripartendo da Roma abbiamo iniziato a delineare la direzione di marcia da intraprendere nei prossimi dieci anni per preparare e costruire l\u2019Europa di domani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Signor ministro, tra poco incontrer\u00e0 di nuovo Sergey Lavrov, sar\u00e0 il vostro secondo incontro dopo la ministeriale Esteri del G20 a Bonn. Quali saranno i temi del suo incontro\u00a0con il collega russo e quali dossier internazionali ha intenzione di discutere? 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