{"id":23330,"date":"2017-03-26T09:47:44","date_gmt":"2017-03-26T07:47:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/03\/mario-giro-siamo-figli-dell-ansia\/"},"modified":"2017-03-26T09:47:44","modified_gmt":"2017-03-26T07:47:44","slug":"mario-giro-siamo-figli-dell-ansia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/03\/mario-giro-siamo-figli-dell-ansia\/","title":{"rendered":"Mario Giro: \u201cSiamo figli dell\u2019ansia. Cos\u00ec possiamo affrontare la sfida della paura\u201d (Avvenire)"},"content":{"rendered":"<p>Il viaggio dell&#8217;Europa, come l&#8217;ha chiamato il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, \u00e8 giunto a un tornante difficile. Ancora una volta, sono sempre le parole di Gentiloni, gli europei devono fare \u201cla scelta pi\u00f9 antica: quella tra il bene e il male\u201d. Sono parole pesanti che ci obbligano a guardarci dentro in quanto europei per rispondere all&#8217;appello della storia, a cui il papa Francesco ha dato voce: \u201cCosa ti \u00e8 successo Europa umanistica, \u00a0paladino dei diritti dell&#8217;uomo, della democrazia e della libert\u00e0?\u201d.<\/p>\n<p>In fondo ha ragione Tusk: dopo la fornace del conflitto, l&#8217;Europa rappresenta dei &#8220;sogni semplici&#8221;, come libert\u00e0, prosperit\u00e0, never again. Ma nulla \u00e8 semplice in Europa. Diciamolo: nella storia del mondo gli europei sono sempre stati gente difficile, ambiziosa, litigiosa, violenta. Le uniche due guerre mondiali, che hanno coinvolto terre lontanissime, sono state la conseguenza di errori europei. Sessant&#8217;anni di superpotenza tranquilla non cancellano migliaio di anni di lotte, battaglie, odi, pregiudizi, occupazioni, competizione. Siamo gente difficile, sempre pronta a scontrarsi. Gli Stati europei si sono sempre confrontati con due grandi ostacoli: lingue e geografia, che spesso li hanno messi uno contro l&#8217;altro. L&#8217;unione \u00e8 stata la vittoria difficile contro tali ostacoli.<\/p>\n<p>Tornando all&#8217;inizio della storia dell&#8217;integrazione europea, notiamo che i padri fondatori non erano dei visionari ma dei politici responsabili e ragionevoli, come ha detto il Presidente Mattarella alla Camera. Conoscevano il loro mondo: guerra fredda con la sua paura (quella s\u00ec reale) dell&#8217;olocausto nucleare, inizio della guerra d&#8217;Algeria, guerre coloniali, Dien Bien Phu, avventura di Suez, invasione dell&#8217;Ungheria&#8230;. Nel 1957 il mondo era molto pericoloso. Realisticamente consci di tali pericoli, i fondatori vollero l&#8217;inizio di un processo integrativo che fosse una risposta alla debolezza degli Stati europei. Un&#8217;Unione per far fronte alle sfide assieme. A ci\u00f2 si aggiungeva una consapevolezza acuta che ebbero dei demoni europei. Come scrive lo storico Tony Judt: \u201cFu per scongiurare il ritorno agli antichi demoni (disoccupazione, fascismo, militarismo tedesco, guerra, rivoluzione) che l&#8217;Ovest si avvi\u00f2 per la nuova strada sulla quale oggi siamo abituati a procedere. La pacifica e collaboratrice Europa postnazionale, fondata sul sistema assistenziale, non \u00e8 nata da un progetto ottimistico, ambizioso e lungimirante, come si immaginano con devoto sguardo retrospettivo gli odierni euro-idealisti. ma \u00e8 stata la figlia insicura dell&#8217;ansia. Sotto l&#8217;ombra della storia, i leader hanno realizzato riforme sociali e costituito nuove istituzioni per tenere a bada il passato\u201d. Da questa medesima coscienza occorre ripartire oggi. Lunga vita all&#8217;Europa.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il viaggio dell&#8217;Europa, come l&#8217;ha chiamato il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, \u00e8 giunto a un tornante difficile. Ancora una volta, sono sempre le parole di Gentiloni, gli europei devono fare \u201cla scelta pi\u00f9 antica: quella tra il bene e il male\u201d. 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