{"id":23336,"date":"2017-03-23T11:24:51","date_gmt":"2017-03-23T10:24:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/03\/giro-se-l-europa-e-in-crisi-la\/"},"modified":"2017-03-23T11:24:51","modified_gmt":"2017-03-23T10:24:51","slug":"giro-se-l-europa-e-in-crisi-la","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/03\/giro-se-l-europa-e-in-crisi-la\/","title":{"rendered":"Giro &#8211; \u00abSe l`Europa \u00e8 in crisi la colpa \u00e8 dei Paesi fondatori. \u00c8 ora di rivedere i Trattati\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>II Viceministro Mario Giro i motivi di incertezza presenti oggi in Europa sembrano essere pi\u00f9 numerosi di 60 anni fa. <\/strong><\/p>\n<p>Erano molti anche allora. C&#8217;era uno spirito certamente innovativo ma l&#8217;Europa si unifica e comincia il suo lungo processo di integrazione proprio perch\u00e9 conscia della propria fragilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Nel 1957 a dominare erano per\u00f2 lo spirito europeo e la voglia di lasciarsi alla spalle le guerre. Oggi le divisioni si ripropongono, non solo tra Est e Ovest, ma anche Nord e Sud Europa. Manca la spinta a unirsi del passato. <\/strong><\/p>\n<p>La spinta a unirsi dell&#8217;inizio era la spinta di una \u00e9lite. Solo successivamente \u00e8 diventato popolare. Ricordiamoci \u00a0l&#8217;Ungheria nel &#8217;56, la guerra fredda, l&#8217;avventura di Suez, come ha detto il presidente Mattarella. C&#8217;era pi\u00f9 paura, oggi c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 incertezza, non si sa come sar\u00e0 il futuro. La verit\u00e0 \u00e8 che quell&#8217;\u00e9lite politica che ebbe il coraggio di iniziare il processo di integrazione era molto realista. Da una parte sapeva che l&#8217;Europa ha dentro di s\u00e9 i demoni che avevano portato alla seconda guerra mondiale, demoni che andavano gestiti e tenuti sotto terra. Dall&#8217;altra che bisognava trovare un modo per resistere alla paura dello scontro bipolare. I fondatori non erano dei visionari ma degli uomini molto ragionevoli.<\/p>\n<p><strong>E il dualismo Est Ovest non si ripropone anche oggi? <\/strong><\/p>\n<p>Certamente, perch\u00e9 l&#8217;Europa dell&#8217;Est per tanto tempo \u00e8 rimasta dietro la cortina di ferro e quindi le percezioni di questi Paesi sono diverse, perch\u00e9 la storia non va avanti allo stesso modo dovunque. Se questi Paesi non fossero entrati, tuttavia, oggi avremmo un&#8217;Europa dell&#8217;Est sotto influenza non europea ma di altro tipo, e staremmo molto peggio. Per essere chiari: la crisi europea non viene da Est, ma dai Paesi fondatori.<\/p>\n<p><strong>A proposito dei Paesi fondatori, in passato lei \u00e8 stato molto critico nei confronti dell&#8217;Unione europea accusandola di non saper far rispettare a tutti le regole che si \u00e8 data. Ha cambiato idea? <\/strong><\/p>\n<p>No, assolutamente. Da quando i Paesi fondatori hanno accettato -fin dall&#8217;entrata della Gran Bretagna nel 1973 &#8211; la possibilit\u00e0 di optare fuori, gli opt out, la possibilit\u00e0 di accettare o non accettare temporaneamente alcune decisioni, sono nati i problemi. Bisognava avere il coraggio di rendere davvero comuni tutte le politiche ma questo non \u00e8 stato fatto.<\/p>\n<p><strong>La dichiarazione finale del vertice di sabato \u00e8 un lungo giro di parole per dire sostanzialmente che si \u00e8 fatto un passo indietro rispetto alla proposta di un&#8217;Europa a due velocit\u00e0 cos\u00ec come era uscita dal vertice a quattro di Versaille. Comunque un segnale di debolezza. <\/strong><\/p>\n<p>Di doppia velocit\u00e0 si parla da molto prima di Versaille, da prima ancora dell&#8217;ingresso dei paesi dell&#8217;Est. Non abbiamo per\u00f2 mai preso una decisione, lasciando alle cooperazioni rafforzate il compito di crearla di fatto. Direi che c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 una formula di doppia velocit\u00e0. Quello che adesso va fatto, probabilmente prendendo anche occasione dalla Brexit, \u00e8 riformare i Trattati e creare un&#8217;Europa a doppio cerchio: una politica, composta dai paesi che hanno intenzione di andare avanti mettendo in comune le politiche, e una economica. E la gestione delle due deve essere affidata alla Commissione europea.<\/p>\n<p><strong>Ma in questo modo non si rischia di avere un&#8217;Europa \u00e0 la carte, come la definisce il premier Gentiloni, in cui ognuno prende quello che pi\u00f9 gli fa comodo? <\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente no. L&#8217;Europa \u00e0 la carte \u00e8 quella che abbiamo avuto fino ad adesso. A seconda del governo che c&#8217;era gli inglesi accettavano o non accettavano alcune politiche. E lo stesso altri Stati. La politica degli opt out e degli opt in \u00e8 l&#8217;Europa \u00e0 la carte. L&#8217;errore dei Paesi fondatori non \u00e8 stato aver allargato l&#8217;Unione, ma di aver accettato un allargamento debole.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; passato un anno dalla firma dell&#8217;accordo con la Turchia sui migranti e i rapporti tra Ue e Ankara non potrebbero essere peggiori. Un anno fa gi\u00e0 si sapeva chi \u00e8 il presidente Erdogan. Non \u00e8 stato un errore mettere l&#8217;Europa nelle sue mani? <\/strong><\/p>\n<p>Diciamo che un anno e mezzo fa, quando fu pensato questo accordo, non c&#8217;era stato il tentativo di colpo di stato e l&#8217;involuzione progressiva del governo turco in una forma eccessiva rispetto a quello che avevamo previsto. Per quanto riguarda l&#8217;accordo si tratta di un&#8217;intesa temporanea e riguarda i rifugiati siriani. E&#8217; stato voluto dai tedeschi, noi lo abbiamo accettato ma a noi interessa uno sguardo strategico sul Sud, verso la Libia. Naturalmente le relazioni europee con la Turchia oggi soffrono di incomprensioni che andranno assolutamente chiarite e superate, perch\u00e9 la Turchia resta un partner molto importante per la stabilit\u00e0 del Medio Oriente.<\/p>\n<p><strong>Sabato si annuncer\u00e0 la nascita di un&#8217;Europa pi\u00f9 forte. Sar\u00e0 davvero cos\u00ec? <\/strong><\/p>\n<p>Lo spero, ma bisogna che ci chiariamo molto bene al nostro interno e avere il coraggio di rimettere mano ai Trattati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"II Viceministro Mario Giro i motivi di incertezza presenti oggi in Europa sembrano essere pi\u00f9 numerosi di 60 anni fa. Erano molti anche allora. 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