{"id":23339,"date":"2017-02-28T08:41:34","date_gmt":"2017-02-28T07:41:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/02\/giro-i-corridoi-umanitari-per-i\/"},"modified":"2017-02-28T08:41:34","modified_gmt":"2017-02-28T07:41:34","slug":"giro-i-corridoi-umanitari-per-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/02\/giro-i-corridoi-umanitari-per-i\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abI corridoi umanitari per i migranti; un modello per l&#8217;Europa\u00bb (Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>Legano legalit\u00e0 e sicurezza. Sono la risposta pi\u00f9 efficace e solidale all&#8217;Europa dei muri e delle frontiere blindate: i corridoi umanitari. L&#8217;Italia li ha inaugurati un anno fa, finora sono state 750 le persone accolte, distribuite in 17 regioni (70 comuni). L&#8217;Unit\u00e0 ne ha fatto il perno di una campagna di informazione e di sensibilizzazione. Campagna che riceve il sostegno del Vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale, Mario Giro.<\/p>\n<p><strong>Quali sono, visti dal Governo italiano, il reale valore e la portata dei corridoi umanitari? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa vera portata \u00e8 che sta diventando un modello europeo, e a breve anche la Francia li metter\u00e0 in applicazione. Si tratta di un modo legale e sicuro che, a mio avviso, andrebbe moltiplicato, cos\u00ec usciamo dalle polemiche\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il bilancio di questa esperienza che l&#8217;Italia trae? <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un bilancio molto positivo, come ha dichiarato in Parlamento il ministro Minniti. Se lo applicassimo ovunque non avremmo sbarchi. Non si era detto che bisognava portare lo screening in Africa e Medio Oriente?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I corridoi umanitari come strumento di una solidariet\u00e0 fattiva e come modello virtuoso di una politica che tiene assieme legalit\u00e0 e sicurezza. In questa ottica, \u00e8 corretto affermare che per l&#8217;Italia i corridoi umanitari sono parte di quella visione non emergenziale del problema migranti, che \u00e8 al fondo del \u00abMigration Compact\u00bb? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAssolutamente s\u00ec, nel senso che noi operiamo in attesa che il Parlamento europeo approvi lo strumento di investimento esterno che potr\u00e0 raggiungere i 40 miliardi di euro: questo sar\u00e0 il vero modo di &#8220;aiutarli a casa loro&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I corridoi umanitari possono rappresentare la risposta all&#8217;Europa dei muri e dell&#8217;esclusione forzata? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abDirei proprio di s\u00ec. Matteo Renzi aveva detto #restiamoumani. Non era solo un hashtag, uno slogan, ma \u00e8 diventato l&#8217;orizzonte politico e ideale che ha guidato l&#8217;azione del governo di cui Renzi \u00e8 stato premier e oggi quello Gentiloni. I muri, non solo quelli materiali ma anche quelli mentali, creano un clima di odio che ci mette tutti in pericolo. Se questo clima non si ferma, si crea una cultura che fa spazio ai populismi e alle destre\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Protagonisti della realizzazione dei corridoi umanitari sono le organizzazioni della societ\u00e0 civile. Cosa significa questo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSignifica che le istituzioni devono fidarsi della societ\u00e0 civile, investire su quel mondo del volontariato, della cooperazione, del dialogo che \u00e8 un patrimonio straordinario del &#8220;sistema-Italia&#8221;, e al tempo stesso significa che la societ\u00e0 civile pu\u00f2 negoziare positivamente con le istituzioni. D&#8217;altro canto, non sono le istituzioni che integrano, ma la societ\u00e0. Ci serve un clima sereno, non spaventato: se lo avessimo, ci renderemmo conto che si pu\u00f2 fare, si pu\u00f2 integrare, senza perdere nessuna identit\u00e0. Anzi, l&#8217;identit\u00e0 verrebbe arricchita, perch\u00e9, \u00e8 bene sottolinearlo con forza e in ogni sede, l&#8217;identit\u00e0 italiana \u00e8 umanesimo accogliente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il \u00abMigrationCompact\u00bb ci porta ad un Continente su cui l&#8217;Italia punta molto: l&#8217;Africa. Sulla base della sua esperienza, si pu\u00f2 sostenere che la diplomazia dei diritti e quella degli affari possono convivere? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec \u00e8 possibile, se usiamo il nostro modello italiano, basato su un modello di impresa, piccola e media che cerca partner e non impone una sua egemonia economica. L&#8217;Italia prende sul serio l&#8217;Africa, non vuole essere neo-coloniale. Prendere sul serio gli africani significa portarli a produrre: l&#8217;Italia auspica che nasca una manifattura in Africa e per questo usa la sua influenza (che non \u00e8 ingerenza) e il suo know-how. In Africa serve l&#8217;aiuto delle ong ma anche l&#8217;investimento delle piccole e medie imprese italiane. Sar\u00f2 sempre grato a Matteo Renzi per aver impostato in questo modo i suoi viaggi in Africa cos\u00ec come lo ha fatto anche Paolo Gentiloni. \u00c8 lo stile-italiano, un modus operandi che tiene assieme corridoi umanitari. Migration Compact, gli accordi bilaterali con Paesi di origine e di transito di migranti, il sostegno al processo di stabilizzazione politica in Libia&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tema di strettissima attualit\u00e0, specie dopo la firma del Memorandum Gentiloni-Sarraj. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon quel Memorandum, l&#8217;Italia ha inteso rafforzare il primo ministro libico e intervenire attraverso l&#8217;Organizzazione internazionale per le migrazioni nell&#8217;inferno dei centri di detenzione gestiti dalle milizie. So che su questo punto sono emerse preoccupazioni e critiche, che vanno assunte e risolte, partendo, per\u00f2, dal riconoscimento che il Memorandum \u00e8 molto diverso dal Trattato di amicizia tra Italia e Libia firmato nel 2008. Vogliamo salvare vite umane e responsabilizzare i libici perch\u00e9 il controllo dei migranti sia strappato alle milizie e ai racket, per essere messo sotto protezione internazionale con l&#8217;aiuto dell\u2019Unhcr e dell&#8217;Oim. Puntare sulla politica senza mai farsi trascinare m avventure militari: ecco un altro tratto distintivo della politica portata avanti prima da Renzi e ora da Gentiloni, a cominciare dalla Libia. Un tratto che vorremmo che divenisse patrimonio condiviso dell&#8217;Europa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Europa, per l&#8217;appunto. Tra poche settimane, l&#8217;Italia ospiter\u00e0 un importante evento politico-diplomatico: la celebrazione del 60\u00b0 anniversario dei Trattati di Roma. Con quali aspettative il Governo italiano si approccia a questa scadenza? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon preoccupazione e con speranza. L&#8217;Europa sta perdendo la sua anima in un gorgo di paure e nazionalismi. I &#8220;sovranisti&#8221; dicono che l&#8217;Unione ha fallito e che \u00e8 il tempo degli Stati nazionali. Sicuramente l&#8217;Unione Europea \u00e8 ancora debole, ma il fallimento vero \u00e8 quello del nazionalismo: 80 milioni di morti tra Prima e Seconda guerra mondiale. \u00c8 di questi &#8220;successi&#8221; che parlano i &#8220;sovranisti&#8221;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Legano legalit\u00e0 e sicurezza. Sono la risposta pi\u00f9 efficace e solidale all&#8217;Europa dei muri e delle frontiere blindate: i corridoi umanitari. L&#8217;Italia li ha inaugurati un anno fa, finora sono state 750 le persone accolte, distribuite in 17 regioni (70 comuni). L&#8217;Unit\u00e0 ne ha fatto il perno di una campagna di informazione e di sensibilizzazione. 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