{"id":23349,"date":"2017-01-30T10:24:03","date_gmt":"2017-01-30T09:24:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/01\/giro-il-jurassik-park-nella-nuova\/"},"modified":"2017-01-30T10:24:03","modified_gmt":"2017-01-30T09:24:03","slug":"giro-il-jurassik-park-nella-nuova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/01\/giro-il-jurassik-park-nella-nuova\/","title":{"rendered":"Giro : &#8220;Il  Jurassik park nella nuova stagione del si salvi chi pu\u00f2&#8221; (Il manifesto)"},"content":{"rendered":"<p>L \u2018 attuale fase declinante della globalizzazione si \u00e8 trasformata per l&#8217;Occidente &#8211; e in particolare per la sua politica estera in una specie di Jurassik Park, dove contingenze estranee e caotiche sono gestite da forze brutali e imprevedibili di cui si era persa cognizione. Qualcosa di antico \u00e8 tornato alla superficie della storia, rendendola anarchica e nuovamente tragica.<\/p>\n<p>Il &#8220;nuovo ordine mondiale&#8221; promesso all&#8217;inizio degli anni Novanta non si \u00e8 mai realizzato, anzi: Usa ed Europa hanno perso peso progressivamente, fino a diventare apparentemente irrilevanti. In Medio Oriente comandano Russia, Iran e Turchia; in Asia la Cina \u00e8 l&#8217;unica potenza a godere degli effetti benefici della globalizzazione economica e mostra sempre pi\u00f9 aggressivit\u00e0; in Africa dominano flussi incontrollati e nuovi despoti; in America Latina il ciclo virtuoso degli ultimi 15 anni si \u00e8 fermato. Ma non dipende tutto solo dagli altri: l&#8217;Europa stessa \u00e8 in crisi interiore, preda di lotte intestine mentre gli Usa di Trump stanno prendendo una strada diversa, pi\u00f9 isolazionista. L&#8217;oscuro male jurassico corrode l&#8217;Occidente anche dal di dentro: vediamo riapparire dottrine sepolte da decenni, risorgere odi e pregiudizi, diffondersi paure dimenticate.<\/p>\n<p>Gli strumenti di gestione della politica internazionale utilizzati dal dopoguerra ad oggi &#8211; sempre pi\u00f9 raffinati e sofisticati &#8211; sembrano ormai inutilizzabili: nel mondo ridivenuto &#8220;selvaggio&#8221; il software dei diritti umani, del dialogo, del negoziato, delle conferenze Onu e del multilateralismo sembra fuori uso.<\/p>\n<p>Come in Jurassik Park, tutto si \u00e8 rotto e resta l\u00ec, fermo, in frantumi, senza energia, mentre spaventosi mostri (che pensavamo repressi) girano indisturbati e micidiali. In un mondo cos\u00ec che ne sar\u00e0 di noi? pensa la maggioranza degli occidentali, vagamente conscia di non poter sperare molto nella simpatia dei nuovi &#8220;padroni&#8221;. Ci saranno nuove guerre? Nuove crisi terroristiche? Nuovi movimenti eversivi? E soprattutto tutti si fanno la stessa domanda che si fecero gli americani dopo l\u201911 settembre: \u00abPerch\u00e9 ce l&#8217;hanno con noi?\u00bb.<\/p>\n<p>Resta allora la disperata fuga del &#8220;si salvi chi pu\u00f2&#8221;: Brexit, sovranismi ed altri conati di secessione o defezione, che paiono la reazione pi\u00f9 saggia. Profeti di sventura fanno a gara a dipingere quadri sempre pi\u00f9 foschi ma tutti dimenticano che una fase simile l&#8217;abbiamo gi\u00e0 vissuta e non ha dato buona prova di s\u00e9: tra la fine della Belle Epoque (la prima globalizzazione) e la guerra mondiale. Ricordiamoci soprattutto che fu il ritorno dei nazionalismi a provocare la catastrofe. Quindi: d\u2019accordo con le critiche alla globalizzazione fin qui vissuta ma niente vecchie ricette. Quelle s\u00ec che portano nel baratro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L \u2018 attuale fase declinante della globalizzazione si \u00e8 trasformata per l&#8217;Occidente &#8211; e in particolare per la sua politica estera in una specie di Jurassik Park, dove contingenze estranee e caotiche sono gestite da forze brutali e imprevedibili di cui si era persa cognizione. 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