{"id":23361,"date":"2017-01-03T10:06:44","date_gmt":"2017-01-03T09:06:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2017\/01\/giro-se-la-turchia-scivola-nel\/"},"modified":"2017-01-03T10:06:44","modified_gmt":"2017-01-03T09:06:44","slug":"giro-se-la-turchia-scivola-nel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2017\/01\/giro-se-la-turchia-scivola-nel\/","title":{"rendered":"Giro:  \u00abSe la Turchia scivola nel caos trascina dentro anche noi\u00bb (L\u2019Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>La strage di Istanbul e la sfida del terrorismo jihadista. La nuova presidenza Usa e gli impegni dell&#8217;Italia nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e nel G7 di Taormina. L&#8217;Unit\u00e0 ne discute con Mario Giro, vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale. Sulla strage alla discoteca di Istanbul Giro avverte: \u00abSe la Turchia scivola verso il caos trascina anche noi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il 2017 \u00e8 iniziato con il segno devastante del terrorismo jihadista. L&#8217;Isis ha rivendicato la strage di Istanbul. \u00c8 l&#8217;avvisaglia di un anno in trincea? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSar\u00e0 certamente un 2017 complicato. Non \u00e8 tempo di facili ottimismi: dobbiamo sapere che siamo circondati da rischi di guerre. Ci\u00f2 deve farci operare con pi\u00f9 forza in favore della pace e della stabilit\u00e0. In questo scenario inquietante, emergono, per\u00f2, due concreti segnali di speranza: la tregua in Siria e l&#8217;accordo nella Repubblica democratica del Congo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per restare sulla strage di Istanbul. C&#8217;\u00e8 chi sostiene che essa \u00e8 anche il frutto avvelenato delle ambiguit\u00e0 che hanno caratterizzato la politica di Erdogan nel confronti del contenimento jihadista e della guerra in Siria. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo onesti: anche molti Paesi occidentali hanno avuto tali ambiguit\u00e0. Qui va detto con chiarezza che i vari governi italiani, di qualunque colore, almeno sulla Siria hanno tenuto una posizione sin dall&#8217;inizio della guerra civile (marzo 2011, ndr) trasparente e non ambigua: coinvolgere tutti gli attori regionali (Iran, Russia, etc.) e spendersi per una soluzione politica. Per quanto riguarda la Turchia, ha ragione il ministro Alfano: questo \u00e8 il momento della solidariet\u00e0 e della ferma condanna del terrorismo che ci sfida tutti. Se la Turchia scivola verso il caos trascina anche noi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Italia, dal 1 gennaio \u00e8 membro del Consiglio di Sicurezza Onu e presidente di turno del G7. Come giocare al meglio queste due importanti carte di credito?<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00ab\u00c8 l&#8217;occasione per farci ascoltare di pi\u00f9: \u00e8 nostro interesse nazionale avere una Libia stabile e una Siria finalmente in pace. Ma \u00e8 anche interesse internazionale. Il Mediterraneo \u00e8 diventato il mare di tutti i pericoli: terrorismo, guerre, flussi incontrollati di migranti. Questa situazione non conviene a nessuno. La tradizionale linea di politica estera italiana, basata sul dialogo e sulle soluzioni negoziali, assume oggi tutta la sua rilevanza. Cos\u00ec come \u00e8 rilevante rafforzare l&#8217;impegno, non solo dell&#8217;Italia, per moltiplicare i corridoi umanitari\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A marzo si celebrer\u00e0 nella capitale in cui furono firmati, il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma. Con quali propositi l&#8217;Italia intende giungere a questo evento? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abGi\u00e0 all\u2019epoca del governo Renzi, l&#8217;Italia, con Paolo Gentiloni titolare della Farnesina, aveva organizzato la riunione dei sei Paesi fondatori dell&#8217;Unione europea. Il \u00a0sessantesimo dei Trattati di Roma rappresenta l\u2019ultima chiamata per l&#8217;Europa: sia per le questioni interne (austerit\u00e0, banche, migrazioni) sia per questioni esterne (Siria, Libia, etc.), non \u00e8 pi\u00f9 accettabile che l&#8217;Europa vada in ordine sparso. O c&#8217;\u00e8 o non c&#8217;\u00e8. L&#8217;Italia far\u00e0 di tutto perch\u00e9 ci sia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il 20 gennaio s&#8217;insedia alla Casa Bianca Trump. Da pi\u00f9 parti si teme che la nuova presidenza Usa sia portatrice di instabilit\u00e0 nel gi\u00e0 instabile quadrante internazionale. Condivide questi timori? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe relazioni tra Italia e Stati Uniti, come ha detto il premier Gentiloni, non cambiano: sono sempre rimaste eccellenti, qualunque fosse il presidente Usa o il governo in Italia. \u00c8 uno dei punti fermi della nostra politica estera\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In precedenza, Lei ha fatto riferimento alla tregua in Siria. Tutti gli analisti concordano nell&#8217;affermare che si sia trattato di un successo del presidente Putin. Sar\u00e0 lui il dominus della politica estera nel 2017?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe c&#8217;\u00e8 una lezione che per l&#8217;ennesima volta sale dalle crisi mediorientali, \u00e8 che nessuno da solo pu\u00f2 imporre il suo ordine in quell&#8217;area cos\u00ec tormentata e nevralgica del mondo. \u00c8 chiaro che oggi la Russia, l&#8217;Iran e la Turchia hanno aperto una fase nuova, ma ci sar\u00e0 bisogno di tutti se vogliamo un Medio Oriente stabile, in pace, e pluralista\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Le sconfitte militari subite dall&#8217;Isis in Siria e Iraq rendono l&#8217;Europa pi\u00f9 vulnerabile? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abEsiste la minaccia dei foreign fighters di ritorno. Su questo aspetto dobbiamo fare molta attenzione. In Italia il controllo del territorio \u00e8 efficace e la preservazione della convivenza si mantiene a un buon livello. Per garantire la nostra sicurezza dobbiamo evitare di seminare odio\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La strage di Istanbul e la sfida del terrorismo jihadista. La nuova presidenza Usa e gli impegni dell&#8217;Italia nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e nel G7 di Taormina. L&#8217;Unit\u00e0 ne discute con Mario Giro, vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale. 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