{"id":23379,"date":"2016-11-07T08:47:59","date_gmt":"2016-11-07T07:47:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/11\/gentiloni-avramopoulos-migranti\/"},"modified":"2016-11-07T08:47:59","modified_gmt":"2016-11-07T07:47:59","slug":"gentiloni-avramopoulos-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/11\/gentiloni-avramopoulos-migranti\/","title":{"rendered":"Gentiloni \u2013 Avramopoulos: \u201cMigranti, aiutare l\u2019Africa per aiutare l\u2019Europa\u201d (la Repubblica)"},"content":{"rendered":"<p>Caro direttore, le sfide legate ai flussi migratori che l&#8217;Europa ha conosciuto in questi ultimi anni hanno dimostrato che abbiamo bisogno di un approccio globale che vada ben al di l\u00e0 delle frontiere europee.<\/p>\n<p>Per questo motivo l&#8217;Unione Europea ha lanciato una nuova strategia con l&#8217;obiettivo di definire un Compact con i principali Paesi di origine e di transito dei migranti. L&#8217;elemento principale del nostro nuovo approccio &#8211; nato da un&#8217;iniziativa italiana &#8211; \u00e8 lo stabilimento di partenariati su misura, di &#8220;Patti&#8221; per migliorare la gestione dei flussi migratori in funzione della situazione specifica di ciascun Paese Partner.<\/p>\n<p>La ratio di questi partenariati \u00e8 di affrontare la questione migratoria in maniera solidale grazie ad azioni comuni fondate su interessi condivisi: lottando contro le cause profonde della migrazione irregolare, intervenendo contro i trafficanti, contribuendo ad un miglior controllo delle frontiere di questi Paesi e migliorando le modalit\u00e0 di rimpatrio dei migranti illegali.<\/p>\n<p>Nel quadro di questo nuovo approccio, il 10 e 11 novembre visiteremo insieme Niger, Mali e Senegal. La nostra missione ha come obiettivo il rafforzamento del partenariato con ciascuno di questi tre Paesi per una migliore gestione congiunta dei flussi migratori.<\/p>\n<p>Investire nella pace e nello sviluppo dell&#8217;Africa non implica un beneficio solo per quel Continente. Significa investire anche nella nostra sicurezza e nella nostra prosperit\u00e0. Il futuro dell&#8217;Africa \u00e8 in effetti una delle principali sfide globali del XXI secolo, dal momento che entro il 2050 la sua popolazione raggiunger\u00e0 i 2,4 miliardi di persone, con le relative implicazioni in termini, tra l&#8217;altro, di pressione demografica e flussi migratori.<\/p>\n<p>Per sfruttare il potenziale positivo di questo &#8220;dividendo demografico&#8221; senza precedenti servono buone politiche e non chiusure egoistiche. L&#8217;Unione europea, leader mondiale negli aiuti allo sviluppo, ha le risorse per favorire la realizzazione in Africa di infrastrutture economiche e sociali che riducano la spinta all&#8217;emigrazione. L&#8217;aiuto allo sviluppo locale, regionale e nazionale pu\u00f2 contribuire a risolvere le cause profonde della migrazione irregolare. Siamo inoltre in grado di offrire aiuti e programmi per il reinserimento e la formazione dei migranti che devono essere rimpatriati o che decidono di ritornare in Africa. A questo si aggiunge la collaborazione tra polizie europee e africane, il sostegno alle cooperazioni regionali africane per la gestione delle frontiere, la lotta contro i trafficanti di migranti.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, e seguendo l&#8217;impulso dato dall&#8217;Italia, l&#8217;Unione europea ha deciso di aumentare le risorse finanziarie dedicate al Trust Fund for Africa, stanziando 500 milioni di euro aggiuntivi e accelerando il loro impiego. Vari progetti sono stati o saranno presto lanciati in cinque Paesi africani considerati prioritari per i Compact. Oltre al Niger, al Mali e al Senegal, che visiteremo, vi sono l&#8217;Etiopia e la Nigeria.<\/p>\n<p>La Commissione europea ha inoltre proposto &#8211; con il sostegno dell&#8217;Italia &#8211; l&#8217;istituzione di un Piano Europeo esterno di investimenti, che qualora approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo, metter\u00e0 a disposizione &#8211; nel medio termine &#8211; risorse finanziarie aggiuntive per la gestione dei flussi migratori.<\/p>\n<p>Nel frattempo, \u00e8 importante ottenere risultati concreti il pi\u00f9 rapidamente possibile. L&#8217;approccio congiunto stabilito con Senegal, Mali e Niger procede positivamente, e sta gi\u00e0 dando risultati concreti. Si tratta di primi passi rispetto ad un impegno complesso e di lungo periodo. La sfida migratoria, soprattutto nel Mediterraneo, \u00e8 una questione globale con cui dovremo convivere. I Paesi in prima linea nel soccorso in mare e nell&#8217;accoglienza chiedono all&#8217;Unione europea e agli altri Stati membri di impegnarsi in Africa con urgenza e spirito di solidariet\u00e0. In gioco ci sono la coesione e i valori del progetto europeo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caro direttore, le sfide legate ai flussi migratori che l&#8217;Europa ha conosciuto in questi ultimi anni hanno dimostrato che abbiamo bisogno di un approccio globale che vada ben al di l\u00e0 delle frontiere europee. 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