{"id":23392,"date":"2016-10-19T09:09:27","date_gmt":"2016-10-19T07:09:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/10\/giro-washington-investe-su-roma\/"},"modified":"2016-10-19T09:09:27","modified_gmt":"2016-10-19T07:09:27","slug":"giro-washington-investe-su-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/10\/giro-washington-investe-su-roma\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abWashington investe su Roma per cambiare l&#8217;Europa\u00bb (Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>Iraq, Siria, Libia. Un Medio Oriente in fiamme non pu\u00f2 attendere i tempi dell&#8217;Europa. Il mondo non si ferma per aspettare il voto francese e quello tedesco della primavera-autunno 2017. Guerre e fughe s&#8217;intrecciano sempre pi\u00f9. Ed \u00e8 per questo che il Consiglio Europeo di domani non deve trasformarsi in un ennesimo nulla di fatto. L&#8217;Italia non permetter\u00e0 una &#8220;Bratislava 2&#8221;. \u00c8 la sfida che Mario Giro, Vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale, anticipa e argomenta nell&#8217;intervista a l&#8217;Unit\u00e0. Quanto poi alla forte apertura di credito del presidente Obama all&#8217;Italia di Renzi, il numero due della Farnesina rimarca: \u00abObama riconosce la leadership italiana in Europa, il ruolo personale di Matteo Renzi e in un certo senso stigmatizza la sordit\u00e0 europea\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Domani si riunisce il Consiglio Europeo. Uno dei punti centrali, anche alla luce degli eventi che stanno sconvolgendo il Vicino Oriente e il Nord Africa, sar\u00e0 quello dei migranti. C&#8217;\u00e8 il rischio che si ripeta il fallimento registrato nel Summit di Bratislava? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSperiamo di no. Dovremmo riuscire a sbloccare i 500 milioni di euro per i cosiddetti &#8220;mini Compact&#8221;, cio\u00e8 per quei Paesi da cui provengono i flussi migratori. Il mese scorso alcuni Paesi membri della UE li avevano bloccati contraddicendo tutta la politica della Commissione europea fino ad oggi. Se si sbloccano si va avanti&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Altrimenti? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAltrimenti \u00e8 un problema grave: sarebbe a dire che l&#8217;Europa si divide definitivamente sull&#8217;immigrazione. Questo non pu\u00f2 accadere. L&#8217;Italia fa la sua parte: nella Legge di Bilancio, come si sa, abbiamo previsto 200 milioni per lo stesso motivo solo noi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Solo noi&#8221;. L&#8217;Italia \u00e8 stata lasciata sola dall&#8217;Europa nell&#8217;affrontare il soccorso e l&#8217;accoglienza di una umanit\u00e0 disperata che fugge da guerre, pulizie etniche, povert\u00e0 assoluta e disastri ambientali. Quel &#8220;siamo soli&#8221; \u00e8 stato affermato pochi giorni fa con forza dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl Presidente ha ragione: questo blocco dei 500 milioni non si capisce, soprattutto dopo il viaggio della Cancelliera Merkel in Africa, che \u00e8 stato presentato come una svolta. Ma Renzi in Africa c&#8217;\u00e8 stato tre volte e Mattarella gi\u00e0 una volta&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Anche Lei \u00e8 reduce da una intensa missione in Africa. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, sono stato nella Repubblica Centroafricana che con il Sud Sudan \u00e8 il Paese pi\u00f9 povero al mondo. L&#8217;Italia vuole contribuire fattivamente alla sua stabilizzazione perch\u00e9 in quell&#8217;area ci sono troppi signori della guerra, troppe milizie, troppi rischi di scontri etnico-religiosi manipolati dall&#8217;esterno. Vogliamo prevenire una prossima crisi che potrebbe agitare l&#8217;intera area dell&#8217;Africa centrale; un&#8217;area vastissima che, \u00e8 bene ricordarlo, confina con la Libia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La Libia, per l&#8217;appunto. Le notizie che giungono da Tripoli sono allarmanti. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abTutto in Libia ci preoccupa. Gli ultimi accadimenti sono gravi ma sembra che il premier Sarraj stia riprendendo il controllo della situazione. Paradossalmente, molti gruppi vogliono essere presi in considerazione dal processo di stabilizzazione che ha portato alla costituzione del Governo di accordo nazionale, un processo che l&#8217;Italia sostiene dal suo sorgere ma il cui avanzamento \u00e8 ancora troppo lento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da pi\u00f9 parti si sostiene che prima delle elezioni presidenziali in Francia (marzo 2017) e quelle legislative di autunno in Germania, l&#8217;Europa si bloccher\u00e0 e non dar\u00e0 segni di s\u00e9 sui dossier pi\u00f9 caldi.<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un rischio che gi\u00e0 vediamo in atto: prima delle elezioni francesi e tedesche non si deve far nulla. Ci\u00f2 \u00e8 inaccettabile, perch\u00e9 abbiamo sfide urgenti: Brexit, crescita, sicurezza e difesa, migrazioni&#8230; Oggi, \u00e8 un dato di fatto, si discute solo delle proposte italiane. I nostri partner possono star certi che non li lasceremo in pace su nessuno di questi dossier. O si va avanti o l&#8217;Europa muore di inedia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito di una Italia attiva nel mondo. Un importante riconoscimento del nostro impegno nel salvataggio e l&#8217;accoglienza di migranti, cos\u00ec come sulla necessit\u00e0 di una svolta nel segno della crescita delle politiche economiche e finanziarie dell&#8217;Europa, \u00e8 venuto dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel suo incontro alla Casa Bianca con Renzi. E 1&#8217;8 novembre l&#8217;America sceglie il successore di Obama. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abObama riconosce la leadership italiana in Europa, il ruolo personale di Matteo Renzi e in un certo senso stigmatizza la sordit\u00e0 europea. Le nostre relazioni con gli Stati Uniti rimangono fortissime come da tradizione ma si completano con un loro sostegno alle nostre politiche. Quanto poi all\u20198 novembre \u00e8 sicuramente una data importante per noi: l&#8217;Occidente ha un leader, che sono gli Stati Uniti e oggi anche l&#8217;Italia fa la sua parte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una leadership, quella di Matteo Renzi, che ha preso sul serio il multilateralismo indicato da Obama. Ma l&#8217;Europa ne \u00e8 stata all&#8217;altezza? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Europa deve attrezzarsi meglio e avere meno paura. In questo periodo tutto si \u00e8 rimesso in moto geopoliticamente. Non dobbiamo temere le sfide del mondo; sia quelle politiche che quelle ecologiche o umanitarie. Medio Oriente, Siria, Ucraina, relazioni con la Russia, con la Turchia: tutto ci\u00f2 domanda risposte, richiede pi\u00f9 politica, pi\u00f9 profondit\u00e0 e allo stesso tempo pi\u00f9 coraggio\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Iraq, Siria, Libia. Un Medio Oriente in fiamme non pu\u00f2 attendere i tempi dell&#8217;Europa. 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