{"id":23397,"date":"2016-10-04T08:21:56","date_gmt":"2016-10-04T06:21:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/10\/gentiloni-sui-migranti-l-europa\/"},"modified":"2016-10-04T08:21:56","modified_gmt":"2016-10-04T06:21:56","slug":"gentiloni-sui-migranti-l-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/10\/gentiloni-sui-migranti-l-europa\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abSui migranti l\u2019Europa va a sbattere se non fa rispettare gli accordi presi\u00bb (La Stampa)"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSe l\u2019Unione europea resta ferma al dogma dei decimali in economia e all\u2019idea che ciascun Paese fa quel che vuole sul tema migratorio, va a sbattere\u00bb. Lo ripete pi\u00f9 volte il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ragionando del futuro dell\u2019Europa all\u2019indomani del referendum ungherese.\u00a0<\/p>\n<p><strong>In Ungheria non c\u2019\u00e8 il quorum, ma in 3 milioni hanno votato no ai migranti. Come vanno interpretati questi due dati?<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>\u00abIl voto in s\u00e9 non \u00e8 stato il plebiscito cercato, per cui \u00e8 una sconfitta per chi l\u2019aveva promosso. Purtroppo, per\u00f2, dire che questo significhi una svolta nella politica migratoria europea sarebbe un\u2019illusione\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Se l\u2019Ungheria insistesse a rifiutare di accogliere 1300 migranti sarebbe giusto infliggerle una sanzione? <\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>\u00abIo non posso credere che la Ue, cos\u00ec arcigna sui decimali di bilancio nonostante sia evidente la necessit\u00e0 di dare impulso alla crescita economica, sia invece comprensiva verso Paesi riluttanti ad applicare le decisioni sui migranti o addirittura tollerante verso chi alza muri\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Si usano due pesi e due misure a seconda che si parli di economia o migranti?<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 come se ci fosse una specie di licenza di infrangere le regole per quanto riguarda la questione migratoria\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Infatti il ricollocamento dei migranti non \u00e8 stato fatto se non in minima parte\u2026<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>\u00abLa politica europea sembra succube di veti vari e rischia di essere immobile, in attesa della prossima tragedia. A inizio anno l\u2019Italia ha proposto il Migration compact, a giugno la Commissione l\u2019ha fatto proprio: dopo 4 mesi non solo la parte operativa \u00e8 ferma &#8211; le intese con 5 Paesi africani &#8211; ma addirittura lo stanziamento, seppur modesto, di 500 milioni di euro chiesto dalla Commissione, \u00e8 stato bloccato\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Si fanno addirittura passi indietro?<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>\u00abSperiamo che quei soldi siano sbloccati al pi\u00f9 presto, ma ho l\u2019impressione che in Europa si consideri la questione migratoria come nata nel luglio 2015 e risolta a marzo con l\u2019accordo con la Turchia. Mentre \u00e8 iniziata da anni e durer\u00e0 ancora anni, e lo stesso accordo con la Turchia va continuamente mantenuto: per ora regge, ma con qualche incrinatura\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Noi sappiamo quanto la crisi migratoria sia antica: ieri era l\u2019anniversario del naufragio del 3 ottobre 2013. Cosa \u00e8 cambiato da allora nell\u2019approccio europeo?<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>\u00abQualcosa dal punto di vista della condivisione dell\u2019attivit\u00e0 di soccorso in mare, ma pochissimo da quello dell\u2019accoglienza comune\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Sperate nella rifondazione di una nuova Unione entro l\u2019anniversario del Trattato di Roma di marzo?<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>\u00abA Roma ricorderemo che, senza Unione, l\u2019Europa rischia l\u2019irrilevanza nel mondo globale. Ma l\u2019Ue non pu\u00f2 vivere in attesa di un anniversario: servono subito rimedi concreti\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quel che arriver\u00e0 di certo sono i negoziati sulla Brexit: saranno avviati a marzo, fa sapere la premier Theresa May\u2026<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 positivo che finalmente Londra abbia indicato i tempi. La signora May ha lasciato intendere che si tratter\u00e0 di una sostanziale uscita dal mercato unico, per cui bisogner\u00e0 definire nuove relazioni tariffarie e commerciali, non semplicemente dare un\u2019aggiustatina. Ci vorr\u00e0 un atteggiamento equilibrato, non pregiudizialmente ostile, sapendo che ci vorranno anni di negoziato\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Uscita dal mercato unico significa anche no alla libera circolazione delle persone? Per gli italiani vivere e lavorare a Londra diventer\u00e0 difficile?<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>\u00abCertamente non avranno problemi gli italiani che sono gi\u00e0 nel Regno Unito. Per il futuro, i britannici invocano sempre il principio di reciprocit\u00e0. Giusto. Ma siccome hanno bisogno di un\u2019unione doganale, non credo possano limitare pi\u00f9 di tanto la circolazione dei cittadini Ue\u00bb. \u00a0<\/p>\n<p><strong>Ministro, allargando il fuoco al Mediterraneo: cosa significa per l\u2019Italia prendersi un ruolo da pivot in quell\u2019area, per usare un termine usato da lei?<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>\u00abEra un modo per richiamare la centralit\u00e0 di un\u2019area decisiva per i nostri interessi nazionali, come ha scritto domenica nel suo editoriale Molinari su \u201cLa Stampa\u201d. Siamo riusciti a riportare il Mediterraneo in cima all\u2019agenda di Ue e Nato: fino a due anni fa si parlava quasi solo di Ucraina. Guidiamo con gli Usa il tavolo libico e svolgiamo un ruolo chiave in quello siriano; promuoviamo un\u2019agenda positiva sulle opportunit\u00e0 economiche, in una regione in cui siamo al quarto posto negli scambi dopo Usa, Cina e Germania. In prospettiva, si tratta di ricostruire le basi di coesistenza e reciproco riconoscimento tra attori della regione: ne parleremo tra due mesi a Roma nella seconda edizione di Med Dialogues\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>La regione significa anche Siria: siamo a un passo dalla rottura tra Usa e Russia?<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>\u00abNoi siamo stati tra i primi a considerare la presenza russa in Siria come un\u2019opportunit\u00e0, una leva per indurre il regime siriano a passare dalle bombe al negoziato. Ora c\u2019\u00e8 il rischio che il tavolo russo-americano salti: per evitarlo, serve da Mosca l\u2019impegno chiaro, non teorico, di fermare l\u2019offensiva di Assad ad Aleppo\u00bb. \u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>In Libia invece sembra che non si riesca mai a sradicare Isis\u2026<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 vero che restano sacche di resistenza, ma, in poco pi\u00f9 di due mesi, l\u2019offensiva delle forze che appoggiano il governo Sarraj, anche a costo di numerose perdite ha molto ridotto la presenza di Daesh (Isis in arabo, ndr.): a Sirte si parla di un paio di caseggiati\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>A proposito di Libia: ci sono novit\u00e0 dei connazionali rapiti a Ghat?<\/strong> \u00a0<\/p>\n<p>\u00abLasciamo lavorare i nostri apparati e le forze di sicurezza\u00bb.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abSe l\u2019Unione europea resta ferma al dogma dei decimali in economia e all\u2019idea che ciascun Paese fa quel che vuole sul tema migratorio, va a sbattere\u00bb. 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