{"id":23402,"date":"2016-09-23T09:56:26","date_gmt":"2016-09-23T07:56:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/09\/della-vedova-per-fermare-i-nazionalismi\/"},"modified":"2016-09-23T09:56:26","modified_gmt":"2016-09-23T07:56:26","slug":"della-vedova-per-fermare-i-nazionalismi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/09\/della-vedova-per-fermare-i-nazionalismi\/","title":{"rendered":"Della Vedova: \u201cPer fermare i nazionalismi l\u2019Europa deve voltare pagina\u201d (Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. Se gli europeisti misurano le parole e cercano di non scontentare gli anti europeisti al governo per non aizzare quelli ancora all&#8217;opposizione, gli antieuropeisti alzano il tono della retorica e delle richieste. Cos\u00ec l&#8217;Unione Europea corre il rischio di divenire un guscio vuoto e implodere.<\/p>\n<p>Come dimostra la vicenda della Brexit, la strategia del &#8220;troncare e sopire&#8221; pu\u00f2 essere letale . C&#8217;\u00e8 uno scontro durissimo, dentro e tra i Paesi membri, tra i fautori del nazionalismo sovranista e quelli di un europeismo internazionalista. \u00c8 uno scontro politico ed elettorale radicale, non conciliabile e soprattutto non eludibile. Ogni mese che passa alla ricerca di decisioni per consensus \u00e8 un mese guadagnato per i nazionalisti in crescita e perso per gli altri: ad ogni passo avanti dei nazionalisti gli europeisti fanno un passo indietro. Decidere di non decidere sull&#8217;immigrazione e rinviare qualunque iniziativa comune, accettando gli stop polacchi o ungheresi, non fermer\u00e0 Le Pen o Salvini o Petry, anzi, dar\u00e0 loro maggior forza.<\/p>\n<p><strong>Paradosso ungherese <\/strong><\/p>\n<p>Dal Parlamento ungherese sono praticamente sparite le bandiere dell&#8217;Unione Europea, con il paradosso che quel Paese, per ragioni ineccepibili nel quadro della solidariet\u00e0 comunitaria, \u00e8 tra i principali beneficiari dei contributi europei pagati dai contribuenti di Paesi come l&#8217;Italia. Anche la Polonia \u00e8 un importante percettore netto di risorse comunitarie cos\u00ec come, anche se in misura minore, lo sono gli altri due Paesi del Gruppo di Visegrad, C\u00e8chia e Slovacchia. Tutti Stati che hanno beneficiato enormemente dell&#8217;apertura del mercato unico, anche in ragione degli investimenti diretti di molte imprese, a partire da quelle tedesche o italiane. Ora in alcuni di questi Paesi si assiste ad una torsione protezionista (nazionalismo e protezionismo sono gemelli siamesi) e alla dichiarata volont\u00e0 di depotenziare il livello comunitario, negoziando le eccezioni sulla base di accordi intergovernativi, sottratti al giudizio delle istituzioni competenti, a partire dalla Commissione Ue.<\/p>\n<p>Bisogna essere fraternamente chiari: la botte piena dei fondi di coesione e dei benefici del mercato unico \u00e8 incompatibile con la moglie ubriaca della totale indisponibilit\u00e0 a condividere decisioni e responsabilit\u00e0 su rifugiati e migranti che bussano alle porte dell&#8217;Europa. Le importanti proposte della Commissione sulla necessit\u00e0 di nuove regole europee per l&#8217;asilo e per la ricollocazione dei rifugiati, invece, restano lettera morta per l&#8217;ostruzionismo dei governi nazionali. Per questo il presidente del Consiglio Renzi ha fatto bene a denunciare l&#8217;ennesimo nulla di fatto europeo su questo punto, in particolare sul fronte nordafricano: per ragioni di merito, ovviamente, ma anche per ragioni politiche. Il disegno dei nazionalisti \u00e8 lucido: svuotare le istituzioni europee del loro significato e ruolo sovranazionale.<\/p>\n<p><strong>Accordi al ribasso <\/strong><\/p>\n<p>Lo scontro tra l&#8217;apertura e la chiusura, che si gioca nella politica e nelle elezioni nazionali, si sta riproponendo tale e quale nelle sedi comunitarie. Accettare nel Consiglio Europeo gli accordi al ribasso imposti dai Paesi nazionalisti e anti europei, non servir\u00e0 a rabbonire i nazionalisti che non hanno ancora la maggioranza, li rafforzer\u00e0. Da questo punto di vista, le istituzioni dell&#8217;Unione Europea non sono pi\u00f9 da tempo un territorio neutrale, dove le decisioni maturavano seguendo orientamenti strategici grossomodo condivisi nei Paesi sia dalle maggioranze che dalle opposizioni del momento. Oggi l&#8217;Unione Europea, i suoi poteri e le sue regole di funzionamento, sono oggetto dello scontro politico domestico e i vertici europei hanno definitivamente &#8220;perso l&#8217;innocenza&#8221;, che nessuno pi\u00f9 restituir\u00e0 loro. Quando Matteo Renzi, con il plauso di Guy Verhofstadt, chiede delle decisioni e non dei rinvii sull&#8217;immigrazione apre una stagione obbligata, in cui la vita dell&#8217;Unione europea si giocher\u00e0 sul confronto e non pi\u00f9 sul consenso.<\/p>\n<p>Il consenso oggi \u00e8 possibile solo al ribasso e gioca a favore delle tante Brexit che covano nel continente. Il mercato unico sopravviver\u00e0 solo se perderanno i fautori della chiusura nazionalista e protezionista, non se si prover\u00e0 a rabbonirli con concessioni, che ne richiameranno delle altre e poi delle altre ancora, fino alla dissoluzione dell&#8217;Unione e al ritorno dell&#8217;Europa delle patrie in conflitto tra loro. Proprio la strategia del Gruppo di Visegrad, del resto, si mostra inconsistente laddove quei Paesi minacciano il veto a qualunque accordo sulla Brexit che consentisse a Londra una qualche partecipazione al mercato comune, ma limitasse la libera circolazione dei cittadini est europei nel Regno Unito; giusto, l&#8217;Unione a l\u00e0 carte \u00e8 una contraddizione in termini, non pu\u00f2 sopravvivere.<\/p>\n<p>Gli europei saranno rilevanti in questo secolo, in cui le gerarchie demografiche ed economiche sono stravolte rispetto al passato, non se gli Stati riconquisteranno un simulacro di sovranit\u00e0, ma solo se la condivideranno in una sovranit\u00e0 di scala continentale. Molti elettori, politici e uomini di governo, pensano l&#8217;opposto: a questo confronto politico elettorale non ci si pu\u00f2 pi\u00f9 sottrarre, ma si pu\u00f2 vincerlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. 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