{"id":23408,"date":"2016-09-05T10:33:12","date_gmt":"2016-09-05T08:33:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/09\/giro-dal-vertice-di-bratislava\/"},"modified":"2016-09-05T10:33:12","modified_gmt":"2016-09-05T08:33:12","slug":"giro-dal-vertice-di-bratislava","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/09\/giro-dal-vertice-di-bratislava\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abDal vertice di Bratislava via al Migration compact\u00bb (l\u2019Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>Il vertice informale dei leader dell&#8217;Unione europea in programma il 16 settembre a Bratislava pu\u00f2 essere un passaggio cruciale per l&#8217;attivazione del &#8220;Migration Compact&#8221;. L&#8217;unit\u00e0 fa il punto con Mario Giro, Viceministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale.<\/p>\n<p><strong>Il 2 settembre 2015 la foto di Aylan Kurdi, il bambino annegato ritrovato su una spiaggia turca, faceva il giro del pianeta provocando commozione e sdegno. Un anno dopo, per\u00f2, sono centinaia e centinaia gli &#8220;Aylan&#8221; che hanno perso la vita sulle rotte dei migranti. Un anno dopo, cosa ha fatto l&#8217;Europa per dare loro una speranza di vita? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Europa quanto meno \u00e8 molto lenta. A volte vista da Lampedusa sembra immobile. Il problema delle migrazioni \u00e8 molto complesso e le risposte non possono essere semplificate\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una risposta non semplificata \u00e8 certamente il &#8220;Migration Compact&#8221; presentato dall&#8217;Italia all&#8217;Europa. Il summit di Bratislava \u00e8 destinato a concludersi con dichiarazioni di principio non seguite da ci\u00f2 che pi\u00f9 conta, vale a dire i fatti? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNoi vogliamo assolutamente che dal vertice di Bratislava esca qualcosa di pi\u00f9. Bisogna usare mezzi appropriati: dal momento che le migrazioni sono un fenomeno economico di grande rilevanza per i Paesi di partenza e di transito, occorre attivare tutti i mezzi necessari per attivare quelle politiche di crescita, di giustizia sociale e di benessere senza le quali la situazione \u00e8 destinata a peggiorare. \u00c8 un problema di quantit\u00e0 delle risorse che l&#8217;Europa intende investire e di una loro attenta finalizzazione. L&#8217;Europa non pu\u00f2 avere il &#8220;braccino corto&#8221;. Si pensi solo che il valore delle rimesse degli immigrati \u00e8 pari all&#8217;Aiuto pubblico allo sviluppo europeo. Si pensi che intere aree dell&#8217;Africa, come quella di Agadef, in Niger, vivono sul transito dei migranti. Dobbiamo trovare un&#8217;alternativa economica per tutta questa gente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel recente summit bilaterale Italia-Germania di Maranello, la cancelliera Merkel ha speso parole importanti di sostegno alla proposta italiana sull&#8217;Africa. Le chiedo: chi \u00e8 che rema contro Europa e perch\u00e9? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn Europa c&#8217;\u00e8 un timore diffuso, cos\u00ec come anche in Italia, perch\u00e9 per anni non si \u00e8 affrontata la questione dell&#8217;integrazione ma si \u00e8 solo pensato a tamponare l&#8217;emergenza migranti. Alcuni Paesi hanno fatto meglio, altri peggio, ma questa \u00e8 la realt\u00e0. A livello interno ci vuole una vera integrazione. Nei Paesi da cui partono ci vogliono veri investimenti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il &#8220;Migration Compact&#8221; d\u00e0 sostanza all&#8217;affermazione ricorrente \u00abaiutiamoli a casa loro\u00bb. Lei ha sostenuto che per l&#8217;Italia il vertice di Bratislava \u00a0pu\u00f2 e deve essere un momento di svolta. Se sar\u00e0 cos\u00ec, occorrer\u00e0 i attivare il &#8220;Compact&#8221; in alcuni Paesi o aree &#8220;campione&#8221;. In questa ottica, quali dovrebbero essere per l&#8217;Italia le priorit\u00e0? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPenso che l&#8217;area del Sahel sia per noi prioritaria, cos\u00ec come tutta l&#8217;Africa occidentale, a cui aggiungere il Como d&#8217;Africa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Negli ultimi cinque giorni, la Guardia costiera italiana ha soccorso e tratto in salvo oltre sedicimila profughi , la maggior parte dei quali erano salpati, \u00a0ammassati in carrette del mare, dalla Libia. Le chiedo: il caos armato libico pu\u00f2 avere una soluzione che stabilizzi il Paese nordafricano?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl processo di riimificazione della Libia \u00e8 lento e progressivo. Dobbiamo avere\u00a0 pazienza, e convincere l&#8217;Egitto ad essere partner reale di questa ricostruzione dello Stato. Nella nuova Libia ci deve essere posto per tutti: per Tripoli, ovviamente, ma anche per Bengasi e Tobruk. L&#8217;Italia ha puntato decisamente su una soluzione politica inclusiva, con la convinzione che non esistano scorciatoie militari per dare stabilit\u00e0 alla Libia e preservare l&#8217;unit\u00e0 dello Stato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I conflitti che devastano il Vicino Oriente, a cominciare dalla Siria, stanno trasformando interi popoli in profughi. Di fronte a tragedie come quella di Aleppo si invocano corridoi umanitari per portare aiuti ai civili assediati e per e vitare che chi \u00e8 in fuga finisca nelle mani dei trafficanti di esseri umani. Quali impegni l&#8217;Italia pu\u00f2 assumersi in proposito?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuelli che ha gi\u00e0 assunto: siamo l&#8217;unico Paese europeo che ha aperto corridoi umanitari dal Libano. Vogliamo sviluppare ulteriormente questa iniziativa coinvolgendo sempre pi\u00f9 l&#8217;Europa. Resta ancora drammatica la situazione di Aleppo, su questo versante l&#8217;Italia sta facendo pressioni sui protagonisti perch\u00e9 si trovi un accordo per una tregua e per la realizzazione sotto egida Onu di corridoi umanitari\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il vertice informale dei leader dell&#8217;Unione europea in programma il 16 settembre a Bratislava pu\u00f2 essere un passaggio cruciale per l&#8217;attivazione del &#8220;Migration Compact&#8221;. L&#8217;unit\u00e0 fa il punto con Mario Giro, Viceministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale. 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