{"id":23428,"date":"2016-07-08T12:29:29","date_gmt":"2016-07-08T10:29:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/07\/giro-l-asia-nuovo-bersaglio-del\/"},"modified":"2016-07-08T12:29:29","modified_gmt":"2016-07-08T10:29:29","slug":"giro-l-asia-nuovo-bersaglio-del","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/07\/giro-l-asia-nuovo-bersaglio-del\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abL\u2019Asia nuovo bersaglio del terrore, il franchising Isis punta sui giovani\u00bb (l\u2019Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>Ha avuto il doloroso compito di riportare in patria le salme dei nostri nove connazionali trucidati nell&#8217;attentato al caff\u00e8-ristorante di Dacca. Nell&#8217;intervista concessa a l&#8217;Unit\u00e0, il Vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale, Mario Giro, parla di questa esperienza e lancia l&#8217;allarme: \u00abMi preoccupa &#8211; afferma &#8211; l&#8217;attacco all&#8217;Asia, finora rimasta sullo sfondo della Jihad globale\u00bb. Nel mirino dell&#8217;azione terroristica in Asia, rileva Giro, ci sono l&#8217;Indonesia, la Malesia, il Bangladesh, \u00abgrandi Paesi musulmani\u00bb, nei quali l&#8217;Isis e i gruppi locali \u00abaffiliati\u00bb fanno politica con lo strumento del terrorismo, \u00abuna forma di politica estremamente violenta che usa il franchising Isis, rivolgendosi a giovani in rottura con le loro societ\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Vice ministro Giro, Lei era sull&#8217;aereo che ha riportato in Italia i nostri nove connazionali trucidati a Dacca. Vorrei partire da una testimonianza personale. <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stata una missione tristissima, ovviamente. I nostri connazionali di cui ho incontrato alcun esponenti, cos\u00ec come alcuni missionari, erano sconvolti. Tutti mi hanno detto che non si aspettavano una cosa di questo tipo, avendo una esperienza del Bangladesh come un Paese tranquillo e tradizionalmente unito\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un Paese investito pesantemente dalla sfida globale lanciata dal terrorismo jihadista e, in particolare, dall&#8217;Isis. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSappiamo che la sfida del terrorismo \u00e8 globale da tempo. Ora attacca l&#8217;Asia. \u00c8 come un virus che si trasmette attraverso le giovani generazioni estremiste, come \u00e8 avvenuto nel caso di Dacca. C&#8217;\u00e8 una rottura generazionale, avvenuta prevalentemente in ambiente accademico. Questo fa riflettere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come contrastare questo fenomeno. Lei ha avuto modo anche di incontrare esponenti del governo bengalese. Che impressioni ne ha ricavato? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo trovato le autorit\u00e0 del Bangladesh volenterose e al tempo stesso disorientate: anche loro non se lo aspettavano, eppure c&#8217;erano stati vari segnali&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A cosa si riferisce in particolare? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNegli ultimi due anni, ci sono stati circa 50 assassinii mirati di blogger ed esponenti laici. Ma come si sa, colpire occidentali da molta pi\u00f9 pubblicit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei in precedenza ha fatto riferimento, nel caso di Dacca ma non solo, ad una rottura generazionale maturata in ambienti istruiti e non determinata dunque dalla rabbia sociale coltivata nelle degradate periferie arabe o musulmane. Di fronte a un fenomeno cos\u00ec complesso, basta una risposta di carattere militare? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo. Ovviamente si tratta di capire l&#8217;origine della radicalizzazione di questi ragazzi. Per restare all&#8217;Asia, alcuni parlano della Malesia come luogo di reclutamento. Certamente c&#8217;\u00e8 un ruolo catalizzatore dell&#8217;Isis, una capacit\u00e0 di attrazione che proviene anche dalla indubbia, e inquietante, capacit\u00e0 mediatica di questo gruppo terrorista, capace pi\u00f9 di qualunque altro di usare un linguaggio, anche filmato, che raggiunge i giovani e giovanissimi. Ci sono poi gruppi locali jihadisti che, per conquistare la ribalta mediatica pi\u00f9 ancora che per ottenere sostegno in armi e finanziamenti, decide di allearsi con lo Stato islamico. Tutto questo diviene oggi un cocktail micidiale, nei confronti del quale c&#8217;\u00e8 bisogno di molta pi\u00f9 intelligence\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dopo aver colpito a Dacca, il Daesh ha fatto scempio di vite umane nel cuore sciita di Baghdad (oltre 250 morti). Come leggere questa escalation? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;attentato di Istanbul precedente come quello successivo di Baghdad sono connessi a logiche che gi\u00e0 conosciamo. In Iraq, l&#8217;Isis ha perso Fallujia: il riavvicinamento turco a Russia e Israele prova queste reazioni. Mi preoccupa l&#8217;attacco all&#8217;Asia, fino ad ora rimasta sullo sfondo. Indonesia, Malesia, Bangladesh, sono grandi Paesi musulmani\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E in questi grandi Paesi musulmani, l&#8217;Isis come altri gruppi della nebulosa jihadista, con gli attentati fanno politica.<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 proprio cos\u00ec. \u00c8 una forma di politica estremamente violenta che usa il franchising &#8220;Isis&#8221;, ancor pi\u00f9 di quanto in passato era stato fatto con al- Qaeda, rivolgendosi a giovani in rottura con le loro societ\u00e0\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ha avuto il doloroso compito di riportare in patria le salme dei nostri nove connazionali trucidati nell&#8217;attentato al caff\u00e8-ristorante di Dacca. 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