{"id":23431,"date":"2016-07-05T08:36:32","date_gmt":"2016-07-05T06:36:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/07\/amendola-noi-al-centro-del-mediterraneo\/"},"modified":"2016-07-05T08:36:32","modified_gmt":"2016-07-05T06:36:32","slug":"amendola-noi-al-centro-del-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/07\/amendola-noi-al-centro-del-mediterraneo\/","title":{"rendered":"Amendola \u00abNoi al centro del Mediterraneo per stabilizzare i governi fragili\u00bb (l\u2019Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Italia e la sfida globale del terrorismo jihadista. La centralit\u00e0 del Mediterraneo. L&#8217;Unit\u00e0 ne parla con il sottosegretario agli Esteri, Enzo Amendola, di ritorno da una missione diplomatica in Libia. \u00abDobbiamo fare i conti &#8211; rimarca Amendola &#8211; con il dato di fatto che il jihadismo ha ampliato la sua caratura geografica, dall&#8217;Africa all&#8217;Asia\u00bb. E il massacro di Dacca ne \u00e8 la tragica conferma. Quanto alla minaccia jihadista che investe la Libia e altri Paesi del Nord Africa, il sottosegretario agli Esteri, annota: \u00abIl nostro compito \u00e8 favorire processi politici, partendo dalla Libia, che diano la forza agli attori locali di superare la crisi interna e combattere i nuclei terroristici. Questo \u00e8 un messaggio che, insieme ai partner regionali e internazionali, con forte solidariet\u00e0 e aiuti diretti per l&#8217;emergenza, passiamo alle autorit\u00e0 libiche, impegnati in questi giorni per liberare Sirte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Italia \u00e8 sotto shock per la strage al caff\u00e8-ristorante di Dacca, dove hanno perso la vita anche nove nostri connazionali. La sfida del terrorismo jihadista si fa sempre pi\u00f9 globale. come dimostra peraltro il massacro nel cuore di Baghdad. Quale dovrebbe essere la risposta della comunit\u00e0 internazionale? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon v&#8217;\u00e8 dubbio che il jihadismo internazionale abbia ampliato negli ultimi tempi la sua caratura geografica &#8211; dall&#8217;Africa all&#8217;Asia &#8211; incuneandosi in quelle societ\u00e0 dove problemi politici e sociali o veri e propri fallimenti degli Stati, hanno radicato una follia e una violenza legate alla chiamata alle armi arrivata nel 2014 dalla moschea di Mosul. \u00c8 evidente che la coalizione internazionale di cui l&#8217;Italia fa parte ha la forza e il dovere, tra Mosul e Raqqa, di vincere militarmente le bandiere nere del &#8220;Califfato&#8221;. Ma allo stesso tempo, questa coalizione e le forze che investono nel multilateralismo, devono ampliare lo sguardo verso quei Paesi che subiscono l&#8217;emergere di questa ideologia totalitaria\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il<\/strong> <strong>ministro<\/strong> <strong>degli<\/strong> <strong>Esteri<\/strong><strong>, Paolo GentiIoni, ha affermato di recente che \u00abil Mediterraneo \u00e8 l&#8217;epicentro del disordine globale\u00bb. E in questo contesto, cruciale \u00e8 la situazione in Libia. Lei \u00e8 reduce da incontri con le massime autorit\u00e0 del governo di Tripoli. Che impressione ne ha ricavato? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abDentro questa strategia geopolitica di contrasto al terrorismo, l&#8217;Italia \u00e8 esposta direttamente alle vicende del Medio Oriente, dove il jihadismo si \u00e8 radicato nella instabilit\u00e0 libica o facendo leva sulle fragilit\u00e0 di giovani democrazie come quella tunisina. Il nostro compito \u00e8 favorire processi politici, partendo dalla Libia, che diano la forza agli attori locali di superare la crisi interna e combattere i nuclei terroristici. Questo \u00e8 il messaggio che, insieme ai partner regionali e internazionali, con forte solidariet\u00e0 e aiuti diretti per l&#8217;emergenza, passiamo alle autorit\u00e0 libiche, impegnati in questi giorni per liberare Sirte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Assieme al terrorismo, l&#8217;altro tema cruciale riguarda i migranti. E il discorso investe anche in questo campo la Libia. Pi\u00f9 in generale, l&#8217;Italia ha presentato all&#8217;Europa il \u00abMigration Compact\u00bb, una sorta di &#8220;Piano Marshall&#8221; per l&#8217;Africa. Come stanno le cose? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;elemento che negli incontri che ho avuto a Tripoli, esponenti del governo libico mi hanno sottolineato nella tragedia dei trafficanti di esseri umani che si arricchiscono sulla pelle, e non \u00e8 una metafora, di milioni di persone, migranti e rifugiati, \u00e8 la difficolt\u00e0 a controllare 4mila chilometri di linee di confine a Sud. Proprio per questo a livello europeo, in una strategia coordinata anche con le disposizioni della missione militare EuNavFor Med, l&#8217;Europa deve abbassare lo sguardo e gli interventi verso i Paesi di origine e transito dei flussi migratori, che non sono nelle condizioni di gestire questo fenomeno epocale. Lo sforzo economico e di sicurezza, come proposto nel &#8220;Migration Compact&#8221;, va condiviso anche con i Paesi del Sahel e della zona subsahariana\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Con la sua azione diplomatica in Libia, con il &#8220;Migration Compact&#8221;, l&#8217;Italia cerca di spostare a Sud, a partire dal Mediterraneo, lo sguardo, e l&#8217;azione politica, dell&#8217;Europa. Ma l&#8217;Europa \u00e8 all&#8217;altezza di questo cambio di orizzonte? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Alto Rappresentate per la politica estera e di sicurezza dell&#8217;Unione europea, Federica Mogherini, ha presentato un nuovo impianto strategico di politica estera per l&#8217;Europa. Da anni sono falliti tutti i tentativi di costruire istituzioni mediterranee e di cooperazione. Una esperienza triste, visto lo sconvolgimento post 2011, su cui abbiamo il dovere di recuperare in termini di risoluzione dei conflitti, cooperazione allo sviluppo e aprire partnership tra le due sponde del Mediterraneo, per condividere la forza e le sofferenze del Continente africano, con la consapevolezza che tutto questo sar\u00e0 centrale nell&#8217;agenda di questo secolo per l&#8217;Europa\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Italia e la sfida globale del terrorismo jihadista. La centralit\u00e0 del Mediterraneo. L&#8217;Unit\u00e0 ne parla con il sottosegretario agli Esteri, Enzo Amendola, di ritorno da una missione diplomatica in Libia. \u00abDobbiamo fare i conti &#8211; rimarca Amendola &#8211; con il dato di fatto che il jihadismo ha ampliato la sua caratura geografica, dall&#8217;Africa all&#8217;Asia\u00bb. 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