{"id":23435,"date":"2016-06-25T08:38:03","date_gmt":"2016-06-25T06:38:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/06\/gentiloni-unione-da-rinnovare-contro\/"},"modified":"2016-06-25T08:38:03","modified_gmt":"2016-06-25T06:38:03","slug":"gentiloni-unione-da-rinnovare-contro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/06\/gentiloni-unione-da-rinnovare-contro\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abUnione da rinnovare contro l`effetto domino\u00bb (Il Messaggero)"},"content":{"rendered":"<p>La notte sembrava cominciare bene con la vittoria dei remain. Invece ci siamo svegliati con questa brutta sorpresa. David Cameron ha commesso un errore, proponendo di fare il referendum sull&#8217;uscita del Regno Unito dall&#8217;Unione Europea. Adesso per\u00f2 il voto va rispettato. La Gran Bretagna attivi al pi\u00f9 presto le procedure per la separazione come previsto dall&#8217;art. 50 del Trattato\u00bb. Decollato dopo il vertice di ieri mattina a Palazzo Chigi per il Lussemburgo, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha concluso il pranzo coi suoi (ancora) 27 colleghi. Il ministro britannico Philip Hammond non c&#8217;era. \u00abAl suo posto un sottosegretario ha introdotto la discussione in modo accorato e dolente. Era, direi, provato&#8230;!\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei, ministro, si aspettava lo strappo della Gran Bretagna? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abConsiderando gli ultimi giorni, in particolare l&#8217;andamento delle borse e dei mercati finanziari il giorno prima, e anche tragicamente i possibili effetti dell&#8217;omicidio di Jo Cox, si era diffuso un certo maggior ottimismo a favore dei remain. Adesso non resta che prendere con rammarico atto dell&#8217;esito. Il problema \u00e8 come reagire. Non basta difendere l&#8217;esistente o dire: se n&#8217;\u00e8 andato il Regno Unito, andiamo avanti a 27. Non possiamo dire, qui: business as usual\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che cosa bisogna cambiare in Europa? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Unione Europea resta l&#8217;Unione Europea anche se a 27. Ha 440 milioni di abitanti, \u00e8 il grandissimo risultato del lavoro di generazioni. Ma quello che \u00e8 successo non va minimizzato. Il Regno Unito non era solo uno dei 28, aveva un grande peso. Penso ai mercati finanziari e alla sua proiezione internazionale. Il primo tema \u00e8 come gestire la separazione, il secondo \u00e8 il futuro, ossia immaginare una nuova architettura dell&#8217;Unione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 la Gran Bretagna dovrebbe sbrigarsi a uscire dalla Ue? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuesto \u00e8 il messaggio principale che io e i ministri francese e tedesco abbiamo voluto lanciare ai britannici: c&#8217;\u00e8 una procedura che regola l&#8217;uscita dall&#8217;Unione e noi ci aspettiamo che Londra la attivi rapidamente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma perch\u00e9? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 stato un referendum, bisogna rispettare gli elettori e non si pu\u00f2 affrontare un lungo cammino su una terra incognita riguardo al se, come e quando separarsi. Questa terra incognita prolungherebbe da un lato una certa instabilit\u00e0 nei mercati, dall&#8217;altro renderebbe ancor pi\u00f9 debole la Ue in un momento in cui l&#8217;Europa ha bisogno invece di forza e chiarezza: in altre parole, non sarebbe un buon affare se discettassimo per mesi su come e quando avviare le pratiche del divorzio. Mi auguro perci\u00f2 che alcune affermazioni del governo di Londra sui tempi siano frutto della comprensibile incertezza provocata dallo choc della sconfitta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali dovrebbero essere questi tempi? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon essendo questo un procedimento di espulsione, tocca a chi ha deciso di uscire notificare a Bruxelles la propria decisione. Questo processo di separazione \u00e8 regolato dal Trattato e presenta molte poste in gioco, rilevanti dal punto di vista degli scambi commerciali, dei rapporti tra i cittadini e altro. Ma il suo avvio dipende dal governo britannico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Matteo Salvini vorrebbe fare un referendum per poter cambiare i Trattati e quindi proporre di uscire dall&#8217;Europa&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa regola che non consente di esprimersi attraverso un referendum sui Trattati \u00e8 una regola costituzionale, quindi non si va molto al di l\u00e0 della propaganda con queste affermazioni. Ma al di l\u00e0 delle minacce, spuntate, di usare l&#8217;arma referendaria, \u00e8 ben lungi da me sottovalutare il rischio di contagio del modello britannico in altri paesi e nella stessa Italia. Questo rischio, anzi, \u00e8 tale per cui dev&#8217;essere mandato un messaggio forte e chiaro di rilancio del progetto dell&#8217;Unione da parte dei paesi della Ue\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Su diversi dossier europei ultimamente Italia e Gran Bretagna viaggiavano all&#8217;unisono. E ora?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abConserveremo un&#8217;ottima collaborazione su tanti dossier internazionali. Siamo paesi amici, alleati nella Nato, questo non cambier\u00e0 con l&#8217;uscita del Regno Unito dalla Ue. Con Hammond in particolare avevo sottoscritto un documento con alcuni possibili punti di convergenza nonostante avessimo posizioni diverse sull&#8217;idea strategica di un&#8217;Europa pi\u00f9 integrata. L&#8217;Italia nel dibattito europeo non era dalla stessa parte della barricata, tuttavia avevamo individuato alcuni interessi comuni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E adesso? Quale sar\u00e0 il nostro ruolo in Europa? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSar\u00e0 un ruolo destinato a crescere e questo significa che cresceranno le nostre responsabilit\u00e0. Prima eravamo 4 player principali, ora siamo tre\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma lo schiaffo dei cittadini britannici a questa Europa faciliter\u00e0 adesso le richieste di cambiamento dell&#8217;Italia, per esempio rispetto alla flessibilit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuesta \u00e8 un po&#8217; la sfida dei prossimi mesi. C&#8217;\u00e8 una casa con 28 inquilini, uno se ne va&#8230; La casa resta in piedi ma va rinnovata, altrimenti sar\u00e0 sempre meno ospitale. L&#8217;Europa soffre in modo evidente il deficit di politiche comuni per la crescita e sull&#8217;immigrazione. L&#8217;Italia ha fatto proposte concrete in entrambi i campi. Quanto all&#8217;architettura istituzionale, ci sono diversi livelli di unit\u00e0 e integrazione: paesi con la moneta unica, paesi Schengen, e altri. Su nostra iniziativa i 6 paesi fondatori hanno avviato incontri, il prossimo a Berlino domani (oggi per chi legge, ndr), non per lanciare grida nel deserto ma per proporre da un lato politiche comuni di crescita economica e migratorie, dall&#8217;altro immaginando un&#8217;Europa a cerchi concentrici, capace cio\u00e8 di dare un senso e una legittimit\u00e0 democratica a livelli diversi di integrazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che cosa vi siete detti con Hammond? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPhilip Hammond si \u00e8 battuto per il remain e gli ho dato atto di questo sforzo, purtroppo per\u00f2 il risultato \u00e8 quello che \u00e8. Ed \u00e8 amaro constatare che il referendum sia stato una iniziativa assunta dal primo ministro che poi lo ha perso. Abbiamo parlato dei tempi di attivazione della procedura del loro distacco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che cosa cambia per gli italiani che studiano e lavorano in Gran Bretagna? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNell&#8217;immediato, nulla. Nei prossimi due anni, che sono i tempi ragionevoli per definire i nuovi rapporti tra Unione Europea e questo particolare paese terzo che \u00e8 il Regno Unito, se ne discuter\u00e0. La regolazione della circolazione delle persone sar\u00e0 uno dei nodi della trattativa, assieme alle regole per il commercio. Noi difenderemo chi fa impresa e lavora in Gran Bretagna e troveremo soluzioni vantaggiose per entrambe le parti. I diritti acquisiti dei nostri concittadini comunque saranno preservati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Molti ora dicono che l&#8217;effetto domino non si eserciter\u00e0 solo nella disgregazione europea, ma concretamente in Italia sul referendum di ottobre, cio\u00e8 la Brexit favorir\u00e0 il no al referendum costituzionale&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon vedo il nesso. Semmai in certi aspetti della spinta contro l&#8217;Ue c&#8217;\u00e8 un&#8217;insofferenza verso gli appesantimenti burocratici e la scarsa capacit\u00e0 decisionale. Il referendum va nella direzione di una semplificazione della burocrazia, una riduzione del numero dei parlamentari, un chiarimento dei rapporti tra Stato e regioni\u00bb.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La notte sembrava cominciare bene con la vittoria dei remain. Invece ci siamo svegliati con questa brutta sorpresa. David Cameron ha commesso un errore, proponendo di fare il referendum sull&#8217;uscita del Regno Unito dall&#8217;Unione Europea. Adesso per\u00f2 il voto va rispettato. 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