{"id":23437,"date":"2016-06-20T09:46:59","date_gmt":"2016-06-20T07:46:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/06\/giro-il-migration-compact-non-puo\/"},"modified":"2016-06-20T09:46:59","modified_gmt":"2016-06-20T07:46:59","slug":"giro-il-migration-compact-non-puo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/06\/giro-il-migration-compact-non-puo\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abIl Migration compact non pu\u00f2 seguire il modello turco\u00bb (L\u2019Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>Il Migration Compact messo a punto dall&#8217;Italia non \u00e8 la riproposizione per l&#8217;Africa del \u00abmodello turco\u00bb. E l&#8217;Europa farebbe bene a prestare ascolto al grido d&#8217;allarme lanciato da Medici senza Frontiere che hanno deciso, in polemica con i risultati di quell&#8217;intesa, di rifiutare ogni finanziamento dell\u2019Ue. Ha il dono della chiarezza l&#8217;intervista con Mario Giro, vice ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale.<\/p>\n<p><strong>Il 20 giugno si celebrala Giornata internazionale del rifugiato. Per aggredire le cause che sono alla base di un fenomeno crescente, l&#8217;Italia ha presentato a Bruxelles il Migration Compact. Siete soddisfatti delle risposte fin qui ricevute? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon siamo ancora soddisfatti. Matteo Renzi il 18 maggio scorso ai leader africani a Roma aveva spiegato il Migration Compact come un grande patto euro-africano, in cui contestualmente negoziare grandi investimenti strategici, gestione comune dei flussi migratori e cooperazione nel settore della sicurezza e dell&#8217;antiterrorismo. La mia impressione, dopo aver letto la comunicazione al Consiglio europeo redatta dalla Commissione, \u00e8 che si voglia depotenziare il piano seguendo le solite linee che finora si sono dimostrate inefficaci\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa c&#8217;\u00e8 alla base di questo atteggiamento riduttivo, frenante?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abProbabilmente una mediazione a livello della Commissione. Mi sembra che la Commissione debba avere pi\u00f9 coraggio, tanto la mediazione si fa gi\u00e0 a livello del Consiglio europeo. Infatti, il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, dopo la Commissione, ha parlato soltanto di un &#8220;primo, piccolo passo&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da diverse parti, in particolare dalle ong impegnate sul campo nell&#8217;assistenza a migranti e rifugiati, si \u00e8 paventato il rischio che il Migration Compact finisca per estendere al livello del Continente africano il modello turco. Come risponde a questo timore?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSgombrando il campo da questa ipotesi. No, il Migration Compact non \u00e8 il modello turco, almeno non dovrebbe esserlo. Quel piano strategico \u00e8 stato pensato perch\u00e9 fino ad ora l&#8217;Europa ha tenuto un rapporto micragnoso con i Paesi africani. Con il Migration vorremmo stabilire una partnership euro-africana alla pari, a parti uguali: le migrazioni, lo sviluppo e la sicurezza ci riguardano tutti, noi e loro, sono problemi globali e vanno affrontati in tal modo. Nella Commissione, invece, si parla prima di freno all&#8217;immigrazione, con pochi fondi e si rimandano gli investimenti ad ottobre. Cos\u00ec non pu\u00f2 andare, in questo modo si depotenzia il patto del Migration. Infatti, sempre nel documento della Commissione europea, si parla di &#8220;ufficiali di collegamento&#8221; per le migrazioni e non di veri e propri inviati per il &#8220;Compact&#8221; che non viene mai citato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In altri termini, si resta prigionieri dell&#8217;emergenzialismo&#8221;? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abProprio cos\u00ec. Se vogliamo imprimere una svolta, dobbiamo applicare il &#8220;Compact&#8221; cos\u00ec come lo aveva pensato Carlo Calenda e gli uffici della nostra Rappresentanza a Bruxelles. Cosa pu\u00f2 indurre gli africani a cooperare con l&#8217;Europa sulle migrazioni? L&#8217;essere presi sul serio come partner, l&#8217;ottenere in cambio un vero piano di investimenti, cooperare con noi sulla sicurezza la quale, tra l&#8217;altro, \u00e8 una sfida pi\u00f9 per loro che per noi. Lo Stato dell&#8217;Africa occidentale, qualunque esso sia, ha bisogno di sentirsi essere preso come un vero interlocutore, non di sentire la solita lezioncina europea, che tra l&#8217;altro non tiene conto della &#8220;accountability&#8221; e lascia irrisolte questioni cruciali legate ai diritti dei migranti\u00bb<\/p>\n<p><strong>Le ong pi\u00f9 impegnate con i rifugiati chiedono all&#8217;Europa legalit\u00e0 e sicurezza. E un primo passo in questa direzione sono i corridoi umanitari. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abI corridoi umanitari sono un&#8217;altra politica concreta messa in campo dal governo italiano. Abbiamo segnali che certi Stati membri dell&#8217;Unione europea stiano copiando questo modello che coinvolge la societ\u00e0 civile e che, peraltro, \u00e8 a costo zero per l&#8217;erario. Con i corridoi umanitari si sposano insieme bisogno di sicurezza e accoglienza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha fatto scalpore la decisione di Medici senza Frontiere di rinunciare, in polemica con gli eff\u00e9tti prodotti dall&#8217;accordo Ue-Turchia, ad ogni finanziamento Ue. Qual \u00e8 la sua opinione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00abCertamente Msf merita il nostro rispetto per quello che ha fatto e sta facendo. Non \u00e8 un caso che sia, meritoriamente, Premio Nobel per la Pace. Il suo grido d&#8217;allarme va preso sul serio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sessanta milioni. Un Paese grande come l&#8217;Italia. \u00c9 Io \u00abStato\u00bb dei rifugiati oggi. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abDavanti a questo fenomeno gigantesco, l&#8217;Italia fa la sua parte, come le viene riconosciuto a livello internazionale. Oggi 300 milioni di persone si spostano sul pianeta, di queste 30 milioni diventano schiavi, decine di migliaia muoiono in mari e deserti, solo nel Sinai sono 18mila i rifugiati sequestrati. \u00c8 un popolo di bambini, di giovani e di donne. Un popolo dolente che cerca un futuro migliore. Ogni risposta burocratica e dilatoria non tiene conto di questo dramma. Le proposte italiane (corridoi e Migration) non sono solo una risposta ragionevole ma anche un grido di rivolta, morale e politica, davanti a un fenomeno di tali dimensioni e che durer\u00e0\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Migration Compact messo a punto dall&#8217;Italia non \u00e8 la riproposizione per l&#8217;Africa del \u00abmodello turco\u00bb. E l&#8217;Europa farebbe bene a prestare ascolto al grido d&#8217;allarme lanciato da Medici senza Frontiere che hanno deciso, in polemica con i risultati di quell&#8217;intesa, di rifiutare ogni finanziamento dell\u2019Ue. 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