{"id":23457,"date":"2016-04-15T09:43:26","date_gmt":"2016-04-15T07:43:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/04\/amendola-la-mia-vienna-l-unita\/"},"modified":"2016-04-15T09:43:26","modified_gmt":"2016-04-15T07:43:26","slug":"amendola-la-mia-vienna-l-unita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/04\/amendola-la-mia-vienna-l-unita\/","title":{"rendered":"Amendola: \u201cLa mia Vienna\u201d (l\u2019Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>Potremmo chiudere il Brennero e chiedere di fare controlli in territorio italiano. Le parole di Doskozil, ministro della Difesa austriaco, suonano bizzarre non solo per il nostro Paese, ma per la tradizione europeista di casa a Vienna. Perch\u00e9 l&#8217;innalzamento di una barriera lunga 250 metri al confine tra Italia e Austria \u00e8 una scelta pericolosa.<\/p>\n<p>Il governo austriaco, a guida socialdemocratica, si sta muovendo in modo unilaterale, rischiando di aprire una crepa nella cooperazione europea in materia d&#8217;immigrazione.<\/p>\n<p>A questo punto domandarselo \u00e8 lecito: qual \u00e8 la spinta che induce i partiti austriaci a scelte del genere? Perch\u00e9 Vienna volta le spalle a una necessaria collaborazione e solidariet\u00e0 europea? Domande che affliggono maggiormente chi, come me, ha vissuto a lungo in Austria con in tasca la tessera dei socialdemocratici della Spoe, coprotagonisti con i popolari del Ovp al governo.<\/p>\n<p>Se guardiamo l&#8217;analisi dei flussi del nostro Ministero degli Interni, la dimensione del fenomeno tra i due Paesi \u00e8 gestibile con sicurezza e senza allarmismi.<\/p>\n<p>Se, invece, allargando lo sguardo, si studiano le previsioni sulle rotte dall&#8217;Africa verso il nostro continente, siamo dinanzi ad un tema epocale, che non si potr\u00e0 gestire con il filo spinato alle frontiere o con scelte isolazioniste.<\/p>\n<p>Sia chiaro, nessuno vuole nascondere i rischi ma, come per la crisi dei profughi sulla rotta balcanica, \u00e8 evidente che l&#8217;Europa nel suo insieme, senza isterismi o chiusure, ha sicuramente i mezzi per evitare rotture al suo interno.<\/p>\n<p>Ed allora, con il rispetto dovuto, \u00e8 opportuno seguire gli umori che influenzano le scelte politiche a Vienna. Poich\u00e9 basta attraversare le vie di una citt\u00e0 aperta al dialogo tra mondi e culture distanti per accorgersi delle radici convintamente europeiste. Vienna sede dell&#8217;Onu, dell&#8217;Osce e dei pi\u00f9 delicati vertici internazionali; simbolo della socialdemocrazia del &#8216;900, luogo d&#8217;incontro sul confine della cortina di ferro che divideva l&#8217;Europa, come volle il grande leader Kreisky. Una citt\u00e0 governata dalla sinistra dal &#8217;45, esempio d&#8217;inclusione e buongoverno. In molti marciammo lungo il suo Ring nel &#8217;99 quando Haider fu portato al governo dai Popolari austriaci, con le proteste energiche della leadership europea dell&#8217;epoca. Proprio Haider fu il precursore dell&#8217;Europa delle &#8220;piccole patrie&#8221;, del rigurgito populista contro Bruxelles, e organizz\u00f2 la rivolta anti immigrati propagata anche a casa nostra.<\/p>\n<p>Una retorica ereditata da Strache (Fpo) &#8211; politico dal sorriso accattivante e dagli slogan duri (&#8220;Vienna non sar\u00e0 Istanbul&#8221;) &#8211; che cresce nei sondaggi in vista delle elezioni del 2018 e spopola nel &#8220;Kanzlefrage&#8221; come prima scelta per il cancellierato. La destra austriaca ha gi\u00e0 sfondato nelle ultime amministrative (ha resistito ancora una volta Vienna) l\u00ec dove, come hanno propagandato,&#8221;I cittadini si sentono stranieri nei loro Land&#8221;.<\/p>\n<p>Tra due settimane ci sar\u00e0 un test elettorale, l&#8217;elezione del Presidente della Repubblica che, mai come questa volta, si presenta problematica per i partiti tradizionali. Un buon indizio per i nostri quesiti poich\u00e9, secondo molti osservatori, la politica dura sui flussi migratori \u00e8 un tentativo per recuperare terreno da parte delle due forze al governo.<\/p>\n<p>Ad onor del vero, l&#8217;esecutivo austriaco non si \u00e8 mai opposto alle misure del piano Juncker, ma l&#8217;operazione Brennero \u00e8 in contraddizione con la realt\u00e0: dei 90 mila profughi arrivati lo scorso anno in Austria, solo una quota molto minima \u00e8 passata dal valico italo-austriaco.<\/p>\n<p>Ma i populisti austriaci non retrocedono, usano l&#8217;immigrazione come miscela esplosiva sfruttando le ansie economiche e occupazionali che segnano le societ\u00e0 europee. Eppure anche da questa angolatura \u00e8 evidente l&#8217;autolesionismo della scelta del Brennero. Secondo Confcommercio il blocco alla frontiera mette a rischio l&#8217;interscambio commerciale che avviene attraverso i valichi stradali, con un danno solo per le imprese dell&#8217;autotrasporto da 170 milioni l&#8217;anno. Un colpo per la dorsale che unisce l&#8217;Italia, Austria e Germania considerata strategica nel &#8220;Corridoio 5&#8221; dall&#8217;Ue, come testimonia la costruzione della nuova Galleria del Brennero, dal costo di 8,8 miliardi di euro. Ed allora, se la paura detta scelte irrazionali mettendo a rischio un benessere comune, le forze al governo, in primis la sinistra austriaca, potrebbero avere difficolt\u00e0 ad arginare, con barriere simboliche, l&#8217;avanzata dei populisti che sulle paure forgiano il messaggio politico.<\/p>\n<p>Un rischio paradossale che colpirebbe anche la storica amicizia italo-austriaca. Un&#8217;amicizia viva nelle strade di Vienna, spesso marcata con ironia dalla storia, come nella Heldenplatz dove troneggia la statua del Prinz Eugen, eroe nazionale che ferm\u00f2 l&#8217;assedio ottomano alla capitale, all&#8217;anagrafe Principe Eugenio Savoia Carignano, un genio militare straniero salvatore della corona asburgica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Potremmo chiudere il Brennero e chiedere di fare controlli in territorio italiano. Le parole di Doskozil, ministro della Difesa austriaco, suonano bizzarre non solo per il nostro Paese, ma per la tradizione europeista di casa a Vienna. Perch\u00e9 l&#8217;innalzamento di una barriera lunga 250 metri al confine tra Italia e Austria \u00e8 una scelta pericolosa. 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