{"id":23460,"date":"2016-04-06T09:29:41","date_gmt":"2016-04-06T07:29:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/04\/gentiloni-caso-regeni-e-in-gioco\/"},"modified":"2016-04-06T09:29:41","modified_gmt":"2016-04-06T07:29:41","slug":"gentiloni-caso-regeni-e-in-gioco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/04\/gentiloni-caso-regeni-e-in-gioco\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u201cCaso Regeni, \u00e8 in gioco la nostra dignit\u00e0\u201d (l\u2019Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019omicidio di Giulio \u00a0Regeni ha scosso la nostre coscienze e il Paese intero, perch\u00e9 \u00e8 stata troncata la vita di un giovane italiano esemplare, dottorando a Cambridge e ricercatore alla American University del Cairo, per il modo in cui \u00e8 stato atrocemente torturato e ucciso e per la lezione di compostezza e di dignit\u00e0 che hanno dato i suoi genitori.<\/p>\n<p>Siamo alla vigilia di importanti incontri che potrebbero essere decisivi per gli sviluppi delle indagini.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, Giulio scomparve la sera del 25 gennaio al Cairo e il nostro ambasciatore nei giorni seguenti si attiv\u00f2 immediatamente, avendo colloqui con il vice Ministro degli affari esteri, con la consigliera per la sicurezza nazionale del Presidente e con il Ministro dell&#8217;interno. Io stesso, in quei giorni, chiesi al mio omologo, il Ministro degli esteri egiziano, di attivarsi in tutti i modi possibili per scoprire le ragioni di quella scomparsa.<\/p>\n<p>Purtroppo il corpo di Giulio Regeni fu poi ritrovato il 3 febbraio. Io, dopo avere parlato con la madre, la signora Paola, nel frattempo arrivata al Cairo, diedi immediate istruzioni per chiedere formalmente con una nota verbale, da un lato, il rientro della salma in Italia, dall&#8217;altro, la partecipazione italiana alle indagini che sarebbero iniziate, e contemporaneamente per convocare immediatamente l&#8217;ambasciatore egiziano al fine di esprimere non solo lo sconcerto del Governo ma la nostra determinazione nella ricerca della verit\u00e0. Lo stesso giorno &#8211; il 4 febbraio &#8211; il presidente egiziano al-Sisi comunicava al Presidente del Consiglio l&#8217;assenso dell&#8217;Egitto all&#8217;arrivo del team italiano, che in effetti arriv\u00f2 al Cairo due o tre giorni dopo il ritrovamento del corpo di Giulio Regeni.<\/p>\n<p>La posizione del Governo nei colloqui con le nostre controparti in Parlamento e in ogni sede \u00e8 stata subito molto chiara. La riassumo utilizzando le parole del Presidente del Consiglio: ci fermeremo solo quando troveremo la verit\u00e0, quella vera e non quella di comodo. Il fatto che l&#8217;Egitto sia un Paese chiave nella regione e il fatto che sia senz&#8217;altro un nostro alleato importante nel contrasto al terrorismo non \u00e8 mai stato considerato un ostacolo, ma semmai deve essere considerato un incentivo a questa determinazione nel ricercare la verit\u00e0. Allo stesso modo, quando poniamo il tema del rispetto dei diritti umani in Egitto, non lo facciamo certo per minare la stabilit\u00e0 di quel Paese; lo facciamo piuttosto, al contrario, per consolidare quella stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Dopo una prima fase informativa, la collaborazione tra il nostro team investigativo e le autorit\u00e0 egiziane con il passare delle settimane si \u00e8 rivelata generica ed insufficiente. Per questo, a fine febbraio, ho anticipato al Ministro degli affari esteri del Cairo una nota verbale in cui il nostro ambasciatore ha poi formulato delle richieste molto precise e circostanziate, circa materiali che fanno parte dell&#8217;attivit\u00e0 inquirente delle autorit\u00e0 egiziane (cinque tipologie diverse di materiale). Il 2 marzo, in seguito a questa nota verbale, un dossier di 91 pagine \u00e8 stato consegnato alla nostra ambasciata e da noi immediatamente trasmesso alla Procura della Repubblica di Roma, che nel frattempo aveva aperto un fascicolo di indagine. Non spetta a me entrare nel merito di questi documenti, e comunque non certo nei dettagli, ma la Procura ha chiarito che questo dossier era certamente carente in generale e, in particolare, mancava di almeno due dei cinque capitoli di materiale richiesti dalla nostra nota verbale, quelli relativi al traffico di cella del telefono di Giulio Regeni e quelli relativi agli eventuali video della metropolitana del Cairo, nei pressi della quale potrebbe essere accaduto il sequestro del nostro concittadino.<\/p>\n<p>Ulteriori difficolt\u00e0 a questa collaborazione sono giunte poi dall&#8217;accavallarsi di notizie e versioni pi\u00f9 o meno ufficiali o semiufficiali, smentite e verit\u00e0 di comodo, che in questi ultimi due mesi sono circolate con troppa frequenza e quasi sempre al di fuori dei canali investigativi, peraltro istituiti tra Italia ed Egitto e tra le nostre autorit\u00e0 inquirenti: dalla teoria dell&#8217;azione criminale volta a minare i rapporti tra i due Paesi (che certamente pu\u00f2 essere un contesto, ma non \u00e8 una risultanza investigativa), alle voci su Giulio Regeni informatore di questa o quella intelligence.<\/p>\n<p>Certamente questo non ha contribuito all&#8217;efficienza della nostra collaborazione.<\/p>\n<p>A met\u00e0 marzo, la visita del procuratore della Repubblica Pignatone e del sostituto Colaiocco al Cairo ha rimesso questa collaborazione nei binari giusti. In quegli stessi giorni, il Presidente al-Sisi ha dichiarato, in interviste alla stampa italiana, di voler portare avanti fino in fondo l&#8217;attivit\u00e0 di ricerca della verit\u00e0. Tuttavia dieci giorni dopo, il 24 marzo, il nostro team investigativo \u00e8 stato convocato a tarda sera al Cairo per un briefing delle autorit\u00e0 investigative egiziane relativo all&#8217;uccisione di un gruppo di cinque criminali dediti a rapinare o a sequestrare cittadini stranieri spacciandosi per poliziotti. Nel briefing \u00e8 stato detto ai nostri investigatori che nell&#8217;abitazione del capo di questo gruppo di criminali era stata trovata una borsa contenente, tra altro, il passaporto e i tesserini universitari di Giulio Regeni.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 apparso come un ulteriore e ancor pi\u00f9 grave tentativo di accreditare una verit\u00e0 di comodo e la reazione italiana \u00e8 stata ferma e immediata. Sia il Governo che la Procura della Repubblica di Roma, con i rispettivi canali, hanno subito chiarito che non avremmo accettato questa come la conclusione dell&#8217;indagine. La famiglia ha reagito pubblicamente e con forza. Nei giorni successivi diversi esponenti del Governo egiziano, smentendo, di fatto, la teoria che faceva risalire a quel gruppo di criminali l&#8217;omicidio di Giulio Regeni, hanno chiarito che le indagini sono ancora in corso e di questo noi prendiamo atto, fino al punto &#8211; e lo voglio segnalare &#8211; che due giorni fa il principale quotidiano egiziano, Al Ahram, in un editoriale del suo direttore, si \u00e8 spinto a chiedere pubblicamente allo Stato di individuare e di punire i responsabili. Questa \u00e8 la situazione ad oggi.<\/p>\n<p>A questo punto credo sia legittimo e, anzi, doveroso chiedersi se la fermezza della reazione del Governo, della magistratura, della famiglia e dell&#8217;Italia intera potranno riaprire un canale di piena collaborazione; il canale, peraltro, assicurato dallo stesso presidente al-Sisi. Lo capiremo a partire dall&#8217;incontro tra gli inquirenti, che \u00e8 previsto per gioved\u00ec e venerd\u00ec di questa settimana e a cui parteciperanno cinque tra magistrati e investigatori egiziani.<\/p>\n<p>Cosa vuoi dire ristabilire un canale di piena collaborazione? Vuoi dire, innanzitutto, acquisire la documentazione mancante, quella che sappiamo esistere e che abbiamo formalmente richiesto; vuol dire non accreditare verit\u00e0 distorte o di comodo; vuoi dire accertare chi fossero i responsabili della probabile messa sotto osservazione di Giulio Regeni nel periodo precedente alla sua scomparsa; vuol dire accettare l&#8217;idea che l&#8217;attivit\u00e0 investigativa possa vedere un ruolo pi\u00f9 attivo degli investigatori italiani, ovviamente sotto la responsabilit\u00e0 degli inquirenti egiziani, come previsto dalla legge.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 anzitutto la procura della Repubblica a valutare se questo cambio di marcia si delinea. Lo capiremo e lo valuteremo insieme nei prossimi giorni, senza inseguire oggi questa o quella voce, questa o quella anticipazione giornalistica.<\/p>\n<p>Tuttavia, una cosa voglio dire gi\u00e0 oggi affinch\u00e9 non vi siano dubbi di sorta: se questo cambio di marcia non ci sar\u00e0, il Governo \u00e8 pronto a reagire adottando misure immediate e proporzionali e il Parlamento ne sar\u00e0 tempestivamente informato.<\/p>\n<p>Ho sentito richiamare &#8211; pi\u00f9 o meno correttamente, ma spesso &#8211; in questi giorni, intorno a questa vicenda terribile, la ragione di Stato. Fatemi, allora, dire, ancora una volta, che cosa ci impone in un caso come questo la ragione di Stato. Ci impone di difendere, fino in fondo e nei confronti di chiunque, la memoria di Giulio Regeni, nel cui barbaro assassinio la madre ha visto palesarsi, come ha detto, \u00abtutto il male del mondo\u00bb. \u00c8 dunque per ragione di Stato che pretendiamo la verit\u00e0; \u00e8 per ragione di Stato che non accetteremo verit\u00e0 fabbricate ad arte; \u00e8 per ragione di Stato che non ci rassegneremo all&#8217;oblio di questa vicenda; ed \u00e8 soprattutto per ragione di Stato che non consentiremo che venga calpestata la dignit\u00e0 del nostro Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019omicidio di Giulio \u00a0Regeni ha scosso la nostre coscienze e il Paese intero, perch\u00e9 \u00e8 stata troncata la vita di un giovane italiano esemplare, dottorando a Cambridge e ricercatore alla American University del Cairo, per il modo in cui \u00e8 stato atrocemente torturato e ucciso e per la lezione di compostezza e di dignit\u00e0 che [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23],"tags":[76],"class_list":["post-23460","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-ministri-precedenti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23460","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23460"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23460\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23460"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23460"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23460"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}