{"id":23466,"date":"2016-03-17T14:08:24","date_gmt":"2016-03-17T13:08:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/03\/giro-cooperazione-e-condizione\/"},"modified":"2016-03-17T14:08:24","modified_gmt":"2016-03-17T13:08:24","slug":"giro-cooperazione-e-condizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/03\/giro-cooperazione-e-condizione\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abCooperazione \u00e8 condizione per la sicurezza\u00bb (Avvenire)"},"content":{"rendered":"<p>I confini geopolitici dell&#8217;Italia non possono essere rinchiusi nei suoi, per certi versi angusti, limiti fisici. Le frontiere si sono progressivamente dilatate. Fino a sfiorare l&#8217;America Centrale e il Medio Oriente. E, soprattutto, l&#8217;Africa. \u00abQuando affermo che quest&#8217;ultima \u00e8 una nostra frontiera non parlo in senso metaforico. \u00c8 un fatto reale\u00bb. Mario Giro, vice-ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale, \u00e8 abituato a guardare Paesi e fenomeni in un&#8217;ottica globale. Il che richiede maggior sforzo ma \u00e8 pure l&#8217;unico modo di non impantanarsi in soluzioni miopi. E inefficaci. Come gli inutili giri di vite sperimentati in ordine sparso da vari Stati europei per frenare il flusso di migranti. \u00c8 necessario, al contrario sottolinea spesso il viceministro &#8211; inquadrare le questioni in un&#8217;ottica ampia. Strategica. Per questo, dall&#8217;Etiopia &#8211; dove si trova insieme al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella -, non si stanca di ribadire: \u00abLa cooperazione non \u00e8 un lusso. \u00c8 una condizione per la nostra sicurezza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che cosa intende? <\/strong><\/p>\n<p>Quando cooperiamo costruiamo politiche nuove sui grandi temi: rifugiati, migranti, sviluppo, crisi. Il fatto che la nuova legge inserisca fra gli attori anche il settore privato crea una connessione virtuosa fra i due assi di internazionalizzazione dell&#8217;Italia: quello delle imprese e quello della cooperazione. Una collaborazione che far\u00e0 molto bene all&#8217;intero sistema.<\/p>\n<p><strong>Lei parla spesso di &#8220;dilatarsi&#8221; dei confini italiani. Che cosa implica questo per la cooperazione e, in generale, per la politica internazionale? <\/strong><\/p>\n<p>Non possiamo pi\u00f9 essere un Paese &#8220;introverso&#8221;. Dobbiamo seguire tale ampliamento, per essere presenti dove i problemi si creano e trovare insieme ai partner delle soluzioni adeguate.<\/p>\n<p><strong>Che ricadute ha tale prospettiva nei confronti della politica migratoria? <\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;immigrazione \u00e8 un tema che deve essere seguito in maniera comune dall&#8217;Europa e, vorrei sottolinearlo, in maniera comune dall&#8217;Europa e dall&#8217;Unione Africana. Per farlo, innanzitutto, \u00e8 necessario risolvere le crisi. Perch\u00e9 finch\u00e9 ci sar\u00e0 guerra, continuer\u00e0 l&#8217;esodo dei migranti. Questo vale per l&#8217;Africa come per il Medio Oriente, pensiamo alla Siria e all&#8217;Iraq. Che fare al proposito? Abbiamo visto, in passato, come gli interventi militari improvvisati finiscano solo per complicare ancor pi\u00f9 la situazione. La soluzione delle crisi deve essere pensata, dunque, in un&#8217;ottica di lungo periodo, in modo da rendere questi Paesi vivibili sia dal punto di vista della democrazia e dei diritti sia dal punto di vista economico-sociale.<\/p>\n<p><strong>Che ruolo ha la cooperazione nella ricerca di tali soluzioni? <\/strong><\/p>\n<p>Le faccio l&#8217;esempio dell&#8217;Africa, una delle priorit\u00e0 della nostra cooperazione, poich\u00e9 presenta la nostra profondit\u00e0 strategica. Il Continente vive una fase di crescita. L&#8217;aumento del Pii, per\u00f2, di per s\u00e9, non \u00e8 sufficiente ad accrescere il benessere degli abitanti. Affinch\u00e8 la crescita si trasformi in sviluppo \u00e8 necessario un passaggio ulteriore. Questo \u00e8 il ruolo della nostra cooperazione. Realizzata, per\u00f2, non a tavolino, bens\u00ec con profonda consapevolezza del terreno in cui operiamo. E, soprattutto, guardando in faccia le persone che vogliamo aiutare.<\/p>\n<p><strong>Oltre all&#8217;Africa -ormai il nostro confine Sud- quali sono le altre priorit\u00e0 della cooperazione italiana?<\/strong><\/p>\n<p>Sono molte e difficili da riassumere. Cito solo alcuni esempi emblematici. Una linea di cooperazione forte \u00e8 quella con il Medio Oriente e il Nord Africa, in primis la Tunisia, la cui tenuta democratica \u00e8 nostro interesse nazionale. Non abbiamo, per\u00f2 intenzione di trascurare l&#8217;America Centrale, molto pi\u00f9 vicina di quanto la distanza geografica indichi. La sfida del narcotraffico, l&#8217;allarme sicurezza, la strage dei giovani, ci riguardano direttamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I confini geopolitici dell&#8217;Italia non possono essere rinchiusi nei suoi, per certi versi angusti, limiti fisici. Le frontiere si sono progressivamente dilatate. Fino a sfiorare l&#8217;America Centrale e il Medio Oriente. E, soprattutto, l&#8217;Africa. \u00abQuando affermo che quest&#8217;ultima \u00e8 una nostra frontiera non parlo in senso metaforico. \u00c8 un fatto reale\u00bb. 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