{"id":23469,"date":"2016-03-15T13:36:21","date_gmt":"2016-03-15T12:36:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/03\/giro-tra-daesh-e-al-qaeda-e-una\/"},"modified":"2016-03-15T13:36:21","modified_gmt":"2016-03-15T12:36:21","slug":"giro-tra-daesh-e-al-qaeda-e-una","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/03\/giro-tra-daesh-e-al-qaeda-e-una\/","title":{"rendered":"Giro &#8211; \u00abTra Daesh e al Qaeda \u00e8 una gara dell\u2019odio\u00bb (Il Mattino)"},"content":{"rendered":"<p>\u00abFaremmo un tragico errore a non dare il nostro contributo all&#8217;Africa, specie sul fronte del terrorismo, facendoci prendere dalla paura. L&#8217;Africa \u00e8 un nostro prezioso partner strategico, sotto diversi aspetti: per l&#8217;economia, per la cooperazione, per la cultura. Dobbiamo esserci, anche per la nostra sicurezza, visto che le nostre frontiere si sono spostate sempre pi\u00f9 verso sud\u00bb. Mario Giro, viceministro degli Esteri, \u00e8 con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Africa, ad Addis Abeba: \u00e8 iniziata ieri la visita di Stato in Africa che proseguir\u00e0 per tutta la settimana, facendo tappa anche m Camerun (\u00e8 la prima volta per un capo dello Stato italiano). Proprio dall&#8217;Africa giungono le tragiche notizie della Costa D&#8217;Avorio, con l&#8217;attacco terroristico alla spiaggia di Grand-Bassam, che ha ricordato per modalit\u00e0 (la venuta dal mare) e obiettivo (i turisti inermi) quello in Tunisia. Nello Zimbabwe due italiani sono invece stati uccisi in un incidente ancora tutto da chiarire. Notizie che naturalmente procurano grande allarme.<\/p>\n<p><strong>Viceministro Giro, lei conosce bene l&#8217;Africa, dove ha svolto diverse missioni per la Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio. Come dobbiamo reagire al terrorismo che insanguina il continente a noi cos\u00ec vicino? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIntanto mi lasci dire che la scelta di essere qui in Etiopia costituisce un segnale chiaro verso un Paese con cui abbiamo una lunga esperienza di cooperazione e che ha un ruolo fondamentale nel processo di pace in operazioni di peacekeeping in Somalia e Sudan. Sicuramente \u00e8 uno dei Paesi barriera contro il terrorismo. Peraltro vive un momento di grande espansione economica, collocandosi al dodicesimo posto fra le economie mondiali in crescita, con un tasso di sviluppo del 10 per cento. Insomma incarna l&#8217;Africa che corre e a cui dobbiamo stare al fianco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come dobbiamo valutare i fatti della Costa d&#8217;Avorio? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPurtroppo viviamo le conseguenze della guerra m Algeria, un dramma da 250mila morti, e di quella in Mali. I gruppi qaedisti stanno cercando di destabilizzare il Mali e colpire duramente la giovane democrazia del Burkina Faso. La Costa D&#8217;Avorio ha basi politicamente pi\u00f9 solide\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Purtroppo il terrore ha devastato anche la Turchia. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abEd \u00e8 un terrore di segno diverso, perch\u00e9 qui \u00e8 la mano dell&#8217;Isis a colpire. Proprio accostando gli attacchi ivoriani e quelli turchi, si pu\u00f2 leggere in controluce la drammatica competizione dell&#8217;odio che contrappone Daesh e Al Qaeda\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei proprio a questi due volti della jihad ha dedicato parte del suo libro &#8220;Noi terroristi&#8221;. Che cosa sta accadendo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abDaesh sta rubando la scena. A partire da una propaganda che fa sempre pi\u00f9 presa: un misto di spirito di avventura, pionierismo, romanticismo rivoluzionario e senso di giustizia che spesso anima i giovani. Andando oltre la totale segretezza utilizzata da Al-Qaeda, come una setta inaccessibile, l&#8217;Isis inonda il web, si fa pubblicit\u00e0 e ha creato un fenomeno di adesione del tutto nuovo, trappola per generazioni cresciute nella societ\u00e0 dell&#8217;immagine. Nell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;accesso, mentre Al-Qaeda resta irraggiungibile, Daesh si presenta come \u00abopen source\u00bb. Il \u00abcaliffato\u00bb utilizza il linguaggio del web e ritorce contro le nostre societ\u00e0 buona parte dell&#8217;armamentario post-ideologico e nichilista di origine occidentale. Inoltre controlla un territorio. Da tempo i jihadisti cercavano di ottenere un proprio Paese, uno \u00abStato\u00bb islamico, che potesse incarnare la \u00abvera terra della sharia\u00bb. Nel corso degli ultimi decenni ci hanno provato in Sudan, Afghanistan, Yemen, nel Sahel\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che rapporto mantenere con la Turchia? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa Turchia intanto sconta il fatto che si \u00e8 fatta andare troppo avanti la guerra siriana, lasciando quel territorio in consegna a una pluralit\u00e0 di attori nefasti. L&#8217;altro aspetto sono i rifugiati. Io credo che proprio nel rapporto l&#8217;Europa deve trovare una compattezza: il governo italiano ne \u00e8 profondamente convinto e lavora per questo. Il fenomeno pu\u00f2 essere affrontato solo avendo una forza comune\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2 il recente voto tedesco segnala che in rapporto alle tensioni dell&#8217;area mediterranea l&#8217;opinione pubblica manifesta una certa preoccupazione. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCerto, \u00e8 un segnale di paura il boom dei movimenti spinti dal populismo. Ma la politica della Cancelliera Merkel \u00e8 ancora maggioritaria. E soprattutto credo che in questo momento sia compito delle classi dirigenti europee dare un segnale di equilibrio all&#8217;elettorato\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abFaremmo un tragico errore a non dare il nostro contributo all&#8217;Africa, specie sul fronte del terrorismo, facendoci prendere dalla paura. L&#8217;Africa \u00e8 un nostro prezioso partner strategico, sotto diversi aspetti: per l&#8217;economia, per la cooperazione, per la cultura. 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