{"id":23479,"date":"2016-02-24T12:30:13","date_gmt":"2016-02-24T11:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/02\/giro-la-nuova-cooperazione-l-unione\/"},"modified":"2016-02-24T12:30:13","modified_gmt":"2016-02-24T11:30:13","slug":"giro-la-nuova-cooperazione-l-unione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/02\/giro-la-nuova-cooperazione-l-unione\/","title":{"rendered":"Giro: \u00abLa nuova cooperazione? L\u2019unione fa la forza\u00bb (Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>Puntare a un nuovo modello di Italia, che poggi sulla consolidata forza dell&#8217;economia e della cultura, ma anche sulla cooperazione. Ne parliamo con Mario Giro, 57 anni, nuovo viceministro degli Esteri con delega alla Cooperazione Internazionale.<\/p>\n<p>\u00abGrazie all&#8217;entrata in vigore della legge 125, la nuova Agenzia per la cooperazione \u00e8 ora in grado di viaggiare pi\u00f9 snella, ma soprattutto si \u00e8 ampliato moltissimo il perimetro d&#8217;intervento della cooperazione internazionale dell&#8217;Italia. Abbiamo cos\u00ec la possibilit\u00e0 di essere pi\u00f9 efficaci e rapidi negli interventi, mentre ci sono nuovi soggetti nella costruzione della cooperazione: il settore privato, le diaspore straniere. Ci sar\u00e0 quindi una pi\u00f9 forte integrazione con la societ\u00e0 civile in tutte le sue sfaccettature. Il mio compito sar\u00e0 proprio questo, per raccontare ai cittadini cosa fa l&#8217;Italia nel mondo e cosa rappresenta. \u00c8 un nuovo modello di presenza, insieme a quella culturale e a quella economica. \u00c8 un&#8217;opportunit\u00e0 in pi\u00f9 per contare e decidere i processi nel mondo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il Governo ha voluto dare una inversione di tendenza, dopo anni in cui i fondi stanziati per la cooperazione internazionale erano il fanalino di coda&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa prima inversione c&#8217;era stata gi\u00e0 con il governo Monti, quando il ministro Riccardi alz\u00f2 il budget di 100 milioni. Renzi ne ha aggiunti 125 quest&#8217;anno, per un totale di 447 milioni. Nel 2017 se ne aggiungeranno 240, e nel 2018 altri 360. C&#8217;\u00e8 stata una grossa ripresa in termini quantitativi. Ci siamo impegnati a non essere pi\u00f9 ultimi per i fondi, puntiamo a divenire il quarto Paese all&#8217;interno del G7. Questo ci permetter\u00e0 interventi pi\u00f9 mirati e meno frammentati. Dietro c&#8217;\u00e8 l&#8217;idea della cooperazione internazionale come strumento cruciale della nostra politica estera\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parlava di interventi pi\u00f9 mirati. Gli ultimi viaggi del premier nel mondo hanno dato le linee di quelle che potrebbero essere le priorit\u00e0. Penso all&#8217;Africa o all&#8217;America Latina? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Africa \u00e8 in assoluto una priorit\u00e0. Matteo Renzi ha dichiarato di voler fare dell&#8217;Africa &#8220;una priorit\u00e0 della politica estera italiana&#8221;. Da qui i suoi viaggi, mai nella storia repubblicana un Presidente del Consiglio aveva viaggiato cos\u00ec tanto in Africa. \u00c8 la nostra nuova frontiera, \u00e8 la profondit\u00e0 strategica dell&#8217;Italia. Il che significa poter fare la differenza in alcuni Paesi. Nel Mediterraneo, Tunisia e Libano. Dobbiamo proteggere le fragili democrazia tunisina e la complessa convivenza libanese. Un&#8217;altra priorit\u00e0 \u00e8 l&#8217;Africa Occidentale, incluso il Sahel: Niger, Mali, Costa d&#8217;Avorio, Senegal e Ghana, dove siamo andati con Renzi. Poi il Corno d&#8217;Africa, con cui ci unisce la storia. Il Mozambico \u00e8 infine gi\u00e0 un esempio di forte e storica presenza italiana, sfaccettata nei diversi livelli, dalla pace all&#8217;Eni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tutto questo in termini geografici. Entrando nello specifico, quali saranno le attivit\u00e0 in questi Paesi? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abBisogna inaugurare un nuovo modello di cooperazione italiana, una nuova alleanza profit-noprofit. Questo \u00e8 anche il compito che mi \u00e8 stato dato. Ci tengo particolarmente perch\u00e9 penso che c\u2019\u00e8 un aspetto particolare della cultura italiana \u00e8 la collaborazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci faccia un esempio pratico? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa deradicalizzazione di alcune societ\u00e0 in via di sviluppo. \u00c8 possibile spegnere quelle frange di radicalismo islamico tramite l&#8217;educazione la cultura e la scuola, tramite lo sviluppo economico e con la cooperazione e la difesa della democrazia. \u00c8 un po&#8217; un tridente di sforzi. Noi dobbiamo porci anche questi obbiettivi. Se penso all&#8217;esempio della Tunisia, dobbiamo usare tutti questi strumenti insieme\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il\u00a0 radicalismo ora \u00e8 presente in Libia, Paese che ci interessa da vicino. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPoich\u00e9 in Libia non esiste ancora uno Stato vero e proprio, ma il governo \u00e8 molto impegnato affinch\u00e9 il recente accordo firmato in Marocco venga implementato. L&#8217;Italia \u00e8 riuscita a contenere il conflitto, convincere i Paesi terzi coinvolti a non far affluire armi pesanti. Non appena il governo si insidier\u00e0 a Tripoli, la cooperazione riprender\u00e0 tutte le attivit\u00e0 sospese, che sono poi tantissime e non si limitano agli aiuti pubblici allo sviluppo\u00bb. <strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Puntare a un nuovo modello di Italia, che poggi sulla consolidata forza dell&#8217;economia e della cultura, ma anche sulla cooperazione. 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