{"id":23481,"date":"2016-02-23T11:04:44","date_gmt":"2016-02-23T10:04:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/02\/della-vedova-la-brexit-in-noi-il\/"},"modified":"2016-02-23T11:04:44","modified_gmt":"2016-02-23T10:04:44","slug":"della-vedova-la-brexit-in-noi-il","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/02\/della-vedova-la-brexit-in-noi-il\/","title":{"rendered":"Della Vedova: &#8220;La Brexit in noi&#8221; (Il Foglio)"},"content":{"rendered":"<p>Da liberale nutro una sincera devozione politica per il Regno Unito. Nondimeno, sono preoccupato dalle dinamiche che il referendum sulla Brexit sta innescando. L&#8217;accordo raggiunto con generose concessioni da parte di Bruxelles consente a Cameron di fare campagna &#8220;pro Stay&#8221; nel referendum da lui indetto; ma non ha impedito, un po&#8217; paradossalmente, che sei ministri del suo governo, compreso Gove, e met\u00e0 dei parlamentari si schierassero contro Cameron per la campagna &#8220;pro Leave&#8221;. Per non parlare di Johnson, che, un tempo il meno euroscettico, oggi parla dell&#8217;Europa come di un incubo politico, che ha senso frequentare solo per godersi buon cibo e belle vacanze. A questo punto, ovviamente, bisogna sperare che laburisti, Libdem e nazionalisti scozzesi aiutino Cameron a spuntarla nelle urne e faccio sinceramente il tifo per questo esito, che sarebbe di gran lunga il pi\u00f9 auspicabile per tutti. Per\u00f2, senza entrare nel dettaglio del negoziato, ci sono alcuni punti da non trascurare. Se passa il principio che le libert\u00e0 fondamentali si possono sospendere, oggi sar\u00e0 per le persone, ma domani per le merci e i capitali. Il disincentivo al libero movimento dei lavoratori rende meno competitiva l&#8217;economia europea ed \u00e8 in contrasto con la richiesta britannica di accelerare sul mercato unico. Mercato unico, peraltro, difeso dai &#8220;burocrati di Bruxelles&#8221; nel mirino della propaganda pro Brexit, spesso contro la volont\u00e0 protezionista di molti governi. Un&#8217;Europa largamente riformata \u00e8 un&#8217;esigenza di tutti, ma a partire dal fatto che in Europa ci si voglia restare, cos\u00ec come nei rispettivi paesi, anche quando li si vuole radicalmente cambiare. Chi crede che a Bruxelles ci sia una dittatura, non sar\u00e0 interessato a riformarla o migliorarla, ma ad abbatterla. L&#8217;auspicabile vittoria dello Stay britannico in un&#8217;Europa pi\u00f9 &#8220;tollerabile&#8221;, perch\u00e9 pi\u00f9 piccola, irrilevante e lontana, non allontanerebbe la minaccia nazionalista. Pensiamo che le ragioni dei populisti possano solo essere schivate, ma non contrastate, aspettando che passi la nottata? Ci vergogniamo di dire che senza l&#8217;Unione \u00e8 probabile che l&#8217;Europa torni a essere quella dei nostri nonni e padri, cio\u00e8 un luogo di massacri fratricidi compiuti &#8211; tutti &#8211; in nome di qualche sacra identit\u00e0 religiosa o nazionale? Che quanto accaduto nei Balcani vent&#8217;anni fa potrebbe ripetersi, l\u00ec o altrove, senza l&#8217;Unione con le sue istituzioni comuni, le sue opportunit\u00e0 e le sue regole a tenere a bada le tentazioni nazionaliste? Sbaglieremmo &#8220;tatticamente&#8221; se dicessimo che il mercato unico che beneficia la City londinese, come i paesi oltre la ex cortina di ferro (percettori netti del bilancio europeo), non potrebbe sopravvivere al degrado dell&#8217;Unione europea dovuto al rinascente nazionalismo, pi\u00f9 o meno xenofobo? A denunciare che i migranti sono usati in modo politicamente spregiudicato per aizzare l&#8217;ostilit\u00e0 contro altri paesi europei e contro l&#8217;incolpevole Bruxelles, cui finora proprio gli stati che pi\u00f9 protestano hanno negato competenza sul tema? A ricordare che per gli Stati Uniti forse \u00e8 pi\u00f9 appealing un partner complicato, ma di scala continentale, che una sommatoria di nani e nanetti economici, politici e diplomatico-militari? Che anche nel rapporto con la Russia e con la Cina, l&#8217;Unione fa la forza? Il referendum si occuper\u00e0 dell&#8217;Europa e non sarebbe un&#8217;ingerenza se gli europei si occupassero di esso. Non sarebbe meglio cercare con gli elettori britannici un confronto pi\u00f9 onesto, ribadendo che nemmeno per gli stati esistono &#8220;free lunch&#8221;? Che il mercato unico, a partire da quello dei servizi finanziari, con i suoi benefici, \u00e8 possibile oggi solo grazie all&#8217;Unione europea e che i vantaggi della membership comportano un carico di responsabilit\u00e0 rispetto ai costi politici della sua governance? Che, al punto in cui siamo, non sar\u00e0 pi\u00f9 possibile avere la botte piena del libero accesso ai mercati europei e la moglie ubriaca dell&#8217;isolamento politico? Non ho mai difeso lo status quo europeo e non comincer\u00f2 ora, ma una cosa \u00e8 certa: potremo migliorare l&#8217;Europa e farla pi\u00f9 libera, sicura e ricca, come ribadito a Ventotene dal Presidente Renzi, solo se crediamo nell&#8217;Europa e se torner\u00e0 a crederci la maggioranza degli europei Chi considera l&#8217;Unione un errore o una parentesi che \u00e8 possibile chiudere senza alcun costo e con grandi vantaggi, come il fronte del Leave, potr\u00e0 cambiare idea solo se vedr\u00e0 l&#8217;Unione raccontata da una prospettiva diversa da quella a cui l&#8217;avevano abituato le caricature dei nazionalisti. Stay!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da liberale nutro una sincera devozione politica per il Regno Unito. Nondimeno, sono preoccupato dalle dinamiche che il referendum sulla Brexit sta innescando. 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