{"id":23483,"date":"2016-02-10T10:16:17","date_gmt":"2016-02-10T09:16:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/02\/gentiloni-l-orrore-delle-foibe\/"},"modified":"2016-02-10T10:16:17","modified_gmt":"2016-02-10T09:16:17","slug":"gentiloni-l-orrore-delle-foibe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/02\/gentiloni-l-orrore-delle-foibe\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abL\u2019orrore delle Foibe insegni all\u2019Europa integrazione e fiducia\u00bb (Il Messaggero)"},"content":{"rendered":"<p>Sono trascorsi oltre dieci anni dall&#8217;istituzione del &#8220;Giorno del Ricordo&#8221; per le vittime delle foibe e dell&#8217;esodo fiumano-giuliano-dalmata, la tragedia della minoranza italiana dell&#8217;Adriatico orientale. Un intervallo di tempo sufficiente ad abbozzare un bilancio e a muovere alcune considerazioni rivolte al futuro. Innanzitutto, si pu\u00f2 affermare che la narrazione di questa tragedia si sia svincolata dalle letture ideologiche.<\/p>\n<p>Letture ideologiche che l&#8217;hanno condizionata per decenni. Paiono lontane le strumentalizzazioni, lacerazioni, rimozioni e aggressioni del Dopoguerra &#8211; in alcuni casi di una crudelt\u00e0 oggi difficilmente immaginabile &#8211; e assai accresciuta la disponibilit\u00e0 della comunit\u00e0 nazionale a considerare questa vicenda un patrimonio costitutivo della nostra identit\u00e0. Non mancano episodi di intolleranza residuali, da contrastare con l&#8217;evidenza storica dei fatti, ma assai pi\u00f9 significativo risulta il successo dello spettacolo &#8220;Magazzino 18&#8221; di Simone Cristicchi che mette in scena la memoria di questa tragedia avvenuta nell&#8217;Europa del secondo Dopoguerra.<\/p>\n<p>A tutto ci\u00f2 ha certamente contribuito l&#8217;impegno delle istituzioni, a partire dalla celebrazione prestigiosa svolta ogni anno dal Presidente della Repubblica. Il che mostra quanto le ricorrenze possano servire a forgiare a quel &#8220;calendario civile&#8221; necessario a formare una memoria e dunque una identit\u00e0 condivisa.<\/p>\n<p>Certo, bisogna proseguire nello sforzo che il Governo sta compiendo per definire tutte le questioni ancora aperte. Da questo punto di vista anche grazie al contributo delle personalit\u00e0 che si sono impegnate in tal senso &#8211; occorre trovare un compromesso alto e soddisfacente in grado di rappresentare nel modo pi\u00f9 giusto le istanze di coloro che furono costretti a migrare e i cui diritti furono violati. Un&#8217;eventuale fondazione preposta a ricevere i risarcimenti sloveni e croati dovrebbe dotarsi di strumenti e obiettivi di livello indiscutibile: su questo si \u00e8 ormai coagulato un consenso crescente, che vede nelle attivit\u00e0 culturali, di ricerca e formazione delle nuove generazioni la destinazione principale e pi\u00f9 significativa dei fondi a disposizione.<\/p>\n<p>Infine, occorre riprendere e approfondire il dialogo con i nostri alleati adriatici perch\u00e9 si giunga ad alcuni gesti &#8220;politici&#8221; dal grande valore simbolico. Colpisce una circostanza: le stesse contrade che furono teatro di massacri, guerre e deportazioni ospitano oggi una migrazione epocale, esito di un mondo irto di conflitti. Per evitare gli errori del passato, \u00e8 qui che dobbiamo impegnarci a costruire un&#8217;Europa diversa e migliore. Un&#8217;Europa capace di offrire un orizzonte di sviluppo e integrazione anche grazie al progetto della macro-regione adriatico-ionica. Un continente che esporti solidariet\u00e0 e giustizia e non muri o fili spinati. Per questo c&#8217;\u00e8 bisogno di un dialogo proficuo tra i partner dell&#8217;area adriatica e mediterranea. Un dialogo che faccia i conti con un passato doloroso e che possa guardare al futuro all&#8217;insegna della collaborazione e della fiducia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sono trascorsi oltre dieci anni dall&#8217;istituzione del &#8220;Giorno del Ricordo&#8221; per le vittime delle foibe e dell&#8217;esodo fiumano-giuliano-dalmata, la tragedia della minoranza italiana dell&#8217;Adriatico orientale. Un intervallo di tempo sufficiente ad abbozzare un bilancio e a muovere alcune considerazioni rivolte al futuro. 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