{"id":23485,"date":"2016-02-08T10:52:35","date_gmt":"2016-02-08T09:52:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/02\/gentiloni-l-italia-non-si-accontentera\/"},"modified":"2016-02-08T10:52:35","modified_gmt":"2016-02-08T09:52:35","slug":"gentiloni-l-italia-non-si-accontentera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/02\/gentiloni-l-italia-non-si-accontentera\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abL\u2019Italia non si accontenter\u00e0 di una verit\u00e0 di comodo l\u2019Egitto aiuti i nostri agenti\u00bb (La Repubblica)"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Italia pretende la verit\u00e0 e non accetter\u00e0 versioni di comodo sulla morte di Giulio Regeni. Per Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, non ci sono ragioni di realpolitik che tengano; i responsabili del delitto devono essere puniti.<\/p>\n<p><strong>Ministro, si arriver\u00e0 alla verit\u00e0 sull&#8217;omicidio? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNoi abbiamo chiesto e ottenuto che al Cairo funzionari investigativi del Ros e della polizia possano partecipare alle indagini egiziane. Non ci accontenteremo di verit\u00e0 presunte, come gi\u00e0 abbiamo detto in occasione dei due arresti inizialmente collegati alla morte di Giulio Regeni. Vogliamo che si individuino i reali responsabili, e che siano puniti m base alla legge\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Affiancare gli investigatori significa mettere sotto tutela quelli egiziani? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon credo che la questione vada messa in questi termini. Conosco la professionalit\u00e0 dei nostri investigatori, e se verr\u00e0 loro consentito di lavorare, come in queste ore sembra possibile, potremo ottenere dei risultati. Ed \u00e8 questo che il governo italiano pretende\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il caso del giovane italiano non \u00e8 l&#8217;unico, in Egitto le denunce di sparizioni e abusi sono frequentissime. Il presidente Al Sisi adotta una repressione estrema su ogni voce di dissenso, ma i governi occidentali sembrano restii a farlo notare. Che ne pensa? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Egitto \u00e8 un nostro partner strategico e ha un ruolo fondamentale per la stabilizzazione della regione. Questo non ci ha mai impedito di promuovere la nostra visione del pluralismo e dei diritti umani. Qui per\u00f2 ci troviamo di fronte a un problema diverso, cio\u00e8 il dovere dell&#8217;Italia di difendere i suoi cittadini e pretendere che, quando essi sono vittima di crimini, i colpevoli vengano assicurati alla giustizia. Questo dovere vale tanto pi\u00f9 nei rapporti con un Paese alleato come l&#8217;Egitto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Egitto sar\u00e0 un alleato prezioso anche di fronte al problema Libia. Ma a che punto \u00e8 la preparazione dell&#8217;intervento? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn Libia si sta lavorando, e credo che il lavoro andr\u00e0 avanti tutta la settimana, per facilitare il tentativo del premier designato Al Serraj di presentare una lista di ministri e ottenere la fiducia di una maggioranza nella Camera dei rappresentanti. Questo tentativo incontra la difficolt\u00e0 di mettere assieme gli interessi locali e delle milizie, molto frammentati, e di trovare un accordo sul ministro della Difesa. L&#8217;Italia insiste sulla necessit\u00e0 di scommettere sulla nascita di un nuovo governo, e lo faremo anche negli incontri con le parti libiche che stiamo organizzando con il segretario di Stato Usa John Kerry e con altri ministri degli Esteri a Monaco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In questo modo per\u00f2 i tempi si allungano. Non c&#8217;\u00e8 il rischio che in Libia la presenza di Daesh, il sedicente Stato Islamico, diventi sempre pi\u00f9 pericolosa? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo consapevoli che Daesh si sta consolidando a Sirte e da quella roccaforte pu\u00f2 tentare incursioni contro le installazioni petrolifere dell&#8217;Est. Ma oggi dev&#8217;essere chiaro a tutti che si punta sulla nascita del nuovo governo. Se quest&#8217;impresa va in porto, anche il contrasto al terrorismo potr\u00e0 essere molto pi\u00f9 efficace e non affidato solo a sporadiche azioni di forza. Non sottovalutiamo la pericolosit\u00e0 di Daesh, ma rinunciare alla stabilizzazione della Libia per limitarsi ad azioni militari non richieste dal nuovo governo sarebbe un grave errore. Un governo unitario libico \u00e8 indispensabile anche per collaborare nella gestione dei flussi migratori e per promuovere lo sviluppo del Paese\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Se si arriver\u00e0 all&#8217;intervento, quale sar\u00e0 il ruolo del nostro Paese? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Italia ha sempre detto e conferma che \u00e8 pronta a coordinare l&#8217;azione degli altri Paesi, sulla base delle richieste che vi verranno rivolte dalla Libia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le Forze armate italiane stanno per inviare nuove truppe\u00a0in Iraq, nei prossimi giorni diventeremo il secondo contingente dopo quello americano. Come mai questo impegno, mentre il ricordo della strage di Nassiriya \u00e8 ancora cos\u00ec vivo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl nostro impegno va in quattro direzioni fondamentali. La prima: armare e addestrare i peshmerga, ne abbiamo gi\u00e0 addestrato 2.500. Poi c&#8217;\u00e8 la formazione della polizia irachena da parte dei nostri carabinieri. Siamo la nazione leader in questo, e stiamo attenti ad addestrare un numero importante di sunniti e uno significativo di donne. Nei prossimi mesi si aggiungeranno la difesa delle maestranze alla diga di Mosul e il nostro contributo alle operazione di salvataggio dei feriti nei combattimenti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma qual \u00e8 il significato di una presenza cosi massiccia? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNoi abbiamo investito molto nella sicurezza dell&#8217;Iraq, ma il nostro impegno non \u00e8 solo n\u00e9 principalmente legato al passato. Un grande Paese come l&#8217;Italia non pu\u00f2 che essere decisivo nella lotta contro Daesh. In questi mesi abbiamo sentito parlare di una ipotetica riluttanza dell&#8217;Italia. La verit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;Italia non \u00e8 riluttante, ma sceglie le modalit\u00e0 di una presenza che nelle scorse settimane il segretario di Stato John Kerry ha definito &#8220;tremendous&#8221;, grandiosa\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Italia pretende la verit\u00e0 e non accetter\u00e0 versioni di comodo sulla morte di Giulio Regeni. Per Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, non ci sono ragioni di realpolitik che tengano; i responsabili del delitto devono essere puniti. 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