{"id":23487,"date":"2016-02-06T14:59:38","date_gmt":"2016-02-06T13:59:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/02\/l-europa-si-e-svegliata-molto-tardi\/"},"modified":"2016-02-06T14:59:38","modified_gmt":"2016-02-06T13:59:38","slug":"l-europa-si-e-svegliata-molto-tardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/02\/l-europa-si-e-svegliata-molto-tardi\/","title":{"rendered":"\u201cL\u2019Europa si \u00e8 svegliata molto tardi\u201d (Der Spiegel)"},"content":{"rendered":"<p>ITALIA. Il Ministro degli Esteri Gentiloni si esprime sul pi\u00f9 difficile conflitto della storia dell\u2019UE e spiega perch\u00e9 su molte cose \u00e8 d\u2019accordo con Angela Merkel.<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Paolo Gentiloni, 61 anni, romano di famiglia nobile, \u00e8 da 15 anni membro del Parlamento nelle file dei Socialdemocratici. Nell\u2019ottobre 2014 \u00e8 stato nominato Ministro degli Esteri. Per l\u2019intervista ci riceve nel suo studio nel Palazzo della Farnesina. Poco prima ha avuto una colazione con il Segretario di Stato statunitense John Kerry, per discutere sulla lotta contro lo \u201cStato Islamico\u201d.<\/i><\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Signor Ministro, secondo Lei Matteo Renzi e Angela Merkel nel loro Vertice a Berlino hanno messo fine ad un grave conflitto tra i due Paesi?<\/strong><\/p>\n<p>Gentiloni: Ci sono differenze di opinione, specialmente per quanto riguarda la politica economica e finanziaria. Ma nelle questioni di politica estera e soprattutto in materia migratoria siamo d\u2019accordo. Da questo punto di vista non ci sono in Europa Paesi pi\u00f9 vicini di Italia e Germania.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Ma il Cancelliere ha ormai cambiato tono e dice che i profughi devono rientrare nei loro rispettivi Paesi di origine dopo un paio di anni. Questo la stupisce? <\/strong><\/p>\n<p>La posizione presa dal Cancelliere nell\u2019agosto 2015 \u00e8 stata molto apprezzata dal nostro Governo. Soprattutto perch\u00e9 ella difenda il Trattato di Schengen.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Si, ma la domanda riguarda il recente cambiamento di rotta della Signora Merkel nella questione dei rifugiati. <\/strong><\/p>\n<p>Diciamo cos\u00ec: confido che la difesa di Schengen non venga meno. Sui rimpatri condividiamo la stessa posizione.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Anche Lei condivide quindi l\u2019opinione che i profughi debbano far rientro nei Paesi di origine, appena si risolve il conflitto nei Paesi di provenienza?<\/strong><\/p>\n<p>Si, perch\u00e9 non possiamo trattare le persone che hanno diritto d\u2019asilo alla stessa stregua di coloro che provengono da Paesi sicuri. Queste ultime devono essere rimpatriate. Questo \u00e8 a nostro avviso assolutamente chiaro. Ci\u00f2 che invece \u00e8 in discussione \u00e8 il principio completamente superato che la registrazione dei profughi e la suddivisione tra chi ha diritto d\u2019asilo e chi deve essere rimpatriato sia a carico dei Paesi di primo ingresso.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: <\/strong><strong>Lei promuove l\u2019abrogazione della procedura di Dublino?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 ridicolo credere che la Grecia accolga quasi un milione di migranti, li registri e poi ospiti chi abbia diritto di asilo e rimpatri chi non lo ha. La Grecia non lo fa. E potremmo rimproverare ai Greci di non farlo ma nello stesso tempo dobbiamo cambiare le regole di Dublino. Se continuiamo ad attenerci alle disposizioni di questa procedura irrealista significa solo che difendiamo Dublino e rinunciamo a Schengen.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: L\u2019UE modificher\u00e0 a marzo la procedura di Dublino?<\/strong><\/p>\n<p>Non sono veramente ottimista, ma spero che la mancanza di alternative porti a questo. Mi sia consentito ricordare che fino al maggio 2015 non esisteva una agenda comune europea sulla questione migratoria. Nulla, zero. Soltanto dopo un\u2019ennesima tragedia nel Mediterraneo e su iniziativa italiana si \u00e8 iniziato ad immaginare e definire delle linee guide per la registrazione dei profughi, la loro distribuzione o il loro rimpatrio.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Finora ci\u00f2 funziona quasi solo in teoria. <\/strong><\/p>\n<p>In effetti siamo in forte ritardo nell\u2019attuazione di questi principi. Ma per salvare uno dei pilastri dell\u2019UE, ossia la libert\u00e0 di movimento delle persone, potrebbe essere necessario in primavera avviare una nuova politica.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Lei promuove dunque la distribuzione dei rifugiati tra tutti i Paesi UE?<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2015 sono giunti in Grecia 900.000 migranti. Le regole di Dublino stabiliscono che quelli che hanno diritto d\u2019asilo restano in Grecia, gli altri devono essere rimpatriati. UNM\u00d6GLICH! (<i>in tedesco<\/i>). Questo carico deve essere sostenuto assieme. Cio\u00e8 a dire: una comune polizia di frontiera, una distribuzione dei profughi sul territorio dell\u2019UE, e il rimpatrio di coloro che non hanno diritto ad ottenere asilo. D\u2019altra parte, la logistica e il finanziamento devono essere a carico di tutti.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: <\/strong><strong>Pi\u00f9 Paesi dell\u2019UE rifiutano questo impianto.<\/strong><\/p>\n<p>Indubbiamente. Ma la spinta comune di Stati quali la Germania, l\u2019Italia o la Francia pu\u00f2 fare in modo che si vada in tale direzione. Perch\u00e9 in gioco c\u2019\u00e8 una cosa del tutto fondamentale: la libert\u00e0 di movimento. Non conosco nessun mercato comune che ne possa fare a meno.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Secondo Lei i Tedeschi si sono astenuti per troppo tempo, quando invece gli Italiani gi\u00e0 nel 2013, con l\u2019Operazione \u201cMare Nostrum\u201d, salvavano naufraghi dall\u2019acqua?<\/strong><\/p>\n<p>Non solo i Tedeschi. Loro sono sempre stati presenti sui temi dell\u2019asilo. Ma sicuramente, l\u2019Europa si \u00e8 svegliata molto tardi.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Lo ha fatto perch\u00e9 <i>naive<\/i> o per calcolo?<\/strong><\/p>\n<p>Finch\u00e9 uno specifico problema riguarda maggiormente un determinato Paese \u2013 in questo caso l\u2019Italia \u2013 si tende a non metterlo tra le proprie priorit\u00e0. Oggi la rotta dei migranti attraversa la Grecia e i Balcani o l\u2019Italia; ma nel caso di una futura crisi nell\u2019Europa nordorientale potrebbe essere toccata anche la Polonia. Abbiamo a che fare con meccanismi che non governiamo. Questo dobbiamo cambiarlo. Come disse la Signora Merkel \u201cNoi ce la facciamo\u201d. Solo che questo \u201cnoi\u201d dovrebbe essere un \u201cnoi\u201d europeo. Non \u00e8 ammesso che attualmente venga criticato solamente il Paese di guardia, cio\u00e8 la Grecia. \u00a0<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Quali effetti ha avuto la politica del Cancelliere per l\u2019Italia?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019effetto, che io l\u2019approvi. L\u2019Europa pu\u00f2 reggere annualmente varie centinaia di migliaia di persone aventi diritto d\u2019asilo.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: <\/strong><strong>Un tetto europeo di 500.000 richiedenti asilo all\u2019anno viene comunque da un po\u2019 di tempo discusso a Berlino. <\/strong><\/p>\n<p>L\u2018Europa unita ce la fa anche a far rientrare nei loro Paesi di origine centinaia di migliaia di migranti che non hanno diritto d\u2019asilo, nonostante il fatto che l\u2019impegno, se consideriamo il numero di voli necessario, ricordi per dimensione da vicino il ponte aereo di Berlino.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Si dovrebbe dire con maggiore chiarezza: &#8220;non possiamo accogliere tutti coloro che cercano una vita migliore&#8221;? <\/strong><\/p>\n<p>Il messaggio \u201cnon possiamo accogliere tutti\u201d \u00e8 indispensabile. Nello stesso tempo la decisione su chi pu\u00f2 beneficiare del diritto d\u2019asilo dovrebbe essere presa a Bruxelles. \u00c9 chiaro che alcuni Paesi, per esempio dei Balcani, debbono essere classificati come Paesi sicuri. Altri invece, come a mio avviso l\u2019Eritrea, debbono indubbiamente essere inseriti tra i Paesi i cui cittadini hanno diritto d\u2019asilo.\u00a0 E per un terzo gruppo di Stati, tra i quali per esempio la Nigeria, si devono analizzare le domande caso per caso. Infine esistono casi controversi come l\u2019Afghanistan. In ogni caso \u00e8 richiesta una procedura comune europea. La richiesta di comunitarizzare pu\u00f2 sembrare utopica, ma non ha alternative.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: L\u2019Italia ha per ora attivato solo tre dei sei Hotpsots promessi per la registrazione dei migranti. Rappresentano punti di partenza per l\u2019immigrazione clandestina. Le Sue Autorit\u00e0 sono ormai completamente sopraffatte dal flusso di immigrati e dalla loro distribuzione. <\/strong><\/p>\n<p>Non siamo perfetti. Ma indubbiamente abbiamo mantenuto i nostri impegni verso l\u2019Europa pi\u00f9 che l\u2019Europa verso l\u2019Italia per quanto riguarda la distribuzione o il rimpatrio di profughi che si trovano sul nostro territorio. L\u2019Italia, a tal riguardo, adempie meglio ai propri compiti rispetto al resto dell\u2019Europa: anzich\u00e9 160.000 migranti che dovevano essere ridistribuiti tra i Paesi europei siamo appena a 300.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Con la crisi migratoria, \u00e8 a rischio il futuro dell\u2019Europa? <\/strong><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire cos\u00ec, perch\u00e9 questa crisi si riflette su altre questioni: il referendum britannico sull\u2019uscita dall\u2019Unione Europea o l\u2019avanzamento dei populisti in pi\u00f9 Paesi europei. Questo mix minaccia il futuro dell\u2019Europa. Stiamo attraversando molto probabilmente la pi\u00f9 grave crisi nella storia dell\u2019UE. Il tema dell\u2019immigrazione ci consentir\u00e0 di dire se la superiamo o meno.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Cosa deve succedere in occasione del Vertice Straordinario UE di met\u00e0 febbraio?<\/strong><\/p>\n<p>Dobbiamo andare avanti, dalla Moneta Unica all\u2019Unione bancaria, in materia di politica fiscale comune e, nel medio periodo, anche verso una politica estera e di sicurezza comune. Ci vorr\u00e0 un po\u2019, perch\u00e9 dobbiamo scoprire come convivere con Paesi che non vogliono una Unione Europea sempre pi\u00f9 strettamente interconnessa.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Lei propone dunque un\u2019\u201dEuropa a due velocit\u00e0\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019espressione in s\u00e9 non mi piace tanto perch\u00e9 implica che il lento raggiunge il pi\u00f9 veloce. Tale definizione non piacerebbe a Londra.\u00a0 Probabilmente si deve andare insieme avanti, ognuno al proprio passo. I pi\u00f9 veloci potrebbero essere i Paesi dell\u2019Eurozona. L\u2019altro gruppo potrebbe essere costituito dagli Stati che sono interessati allo sviluppo comune del mercato europeo, ma che rigettano per\u00f2 l\u2019idea di un intreccio politico sempre pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Il Presidente del Consiglio Renzi ha criticato il fatto che nell\u2019UE Merkel e Hollande hanno fino ad ora deciso la direzione delle cose. <\/strong><strong>Anche Lei ha evocato la speranza che Berlino continui a preferire una Germania europea ad una Europa tedesca. Dov\u2019\u00e8 il problema?<\/strong><\/p>\n<p>Il problema riguarda, se di problema si pu\u00f2 parlare, la diversit\u00e0 di vedute sui temi dell\u2019economia e della congiuntura. La crescita \u00e8 troppo debole anche da noi. Ci\u00f2 deve essere cambiato, con maggiori investimenti, un ruolo pi\u00f9 profilato della Banca Centrale Europea. Per il resto non esistono tensioni tra Italia e Germania, ma in questo caso si devono trovare compromessi, e li troveremo.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Matteo Renzi ha negli ultimi tempi fatto intendere forte e chiaro che egli non si fa impartire lezioni da Berlino e Bruxelles. Cosa ne pensa? <\/strong><\/p>\n<p>In tale ottica credo che Renzi abbia ragione.<\/p>\n<p><strong>Der Spiegel: Lei ha appena avuto un colloquio con il Segretario di Stato statunitense sulla lotta contro lo Stato Islamico (IS). Le truppe del Califfato si trovano a 600 kilometri a sud delle coste italiane. Qual \u00e8 la strategia del Suo Governo? <\/strong><\/p>\n<p>Siamo fortemente impegnati sul piano militare in Iraq e in Afghanistan. In Paesi come la Siria serve una svolta diplomatica per mettere fine al conflitto. In Libia \u00e8 necessario stabilizzare il Paese per fermare lo Stato Islamico. Ci\u00f2 implica: supporto al Governo libico anche in materia di sicurezza. Non vogliamo ripetere gli errori gi\u00e0 commessi in questo Paese in passato. La situazione \u00e8 estremamente pericolosa e i prossimi giorni possono essere decisivi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"ITALIA. Il Ministro degli Esteri Gentiloni si esprime sul pi\u00f9 difficile conflitto della storia dell\u2019UE e spiega perch\u00e9 su molte cose \u00e8 d\u2019accordo con Angela Merkel. \u00a0 Paolo Gentiloni, 61 anni, romano di famiglia nobile, \u00e8 da 15 anni membro del Parlamento nelle file dei Socialdemocratici. Nell\u2019ottobre 2014 \u00e8 stato nominato Ministro degli Esteri. 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