{"id":23488,"date":"2016-02-04T11:01:14","date_gmt":"2016-02-04T10:01:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/02\/gentiloni-migranti-e-isis-serve\/"},"modified":"2016-02-04T11:01:14","modified_gmt":"2016-02-04T10:01:14","slug":"gentiloni-migranti-e-isis-serve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/02\/gentiloni-migranti-e-isis-serve\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abMigranti e Isis, serve pi\u00f9 cooperazione\u00bb (Vita)"},"content":{"rendered":"<p>Gestione dell\u2019immigrazione a livello interno, ma soprattutto europeo; transizione libica; conflitto siriano; Isis. Questi sono mesi in cui la politica estera \u00e8 davvero centrale nel dibattito internazionale.<\/p>\n<p><strong>Con la nomina di Mario Giro a viceministro che completa l\u2019assetto istituzionale quale ruolo pu\u00f2 giocare la politica di cooperazione su ognuno di questi fronti? <\/strong><\/p>\n<p>Le sfide legate alla gestione dei rifugiati e dei migranti rendono improcrastinabile un nuovo approccio integrato, tale da garantire le condizioni per una migrazione sicura, ordinata e regolare, nel rispetto dei diritti umani. In anni recenti, la Cooperazione italiana ha agito con determinazione per combattere proprio quelle cause profonde all\u2019origine dei flussi migratori. Ad esempio in Senegal, Niger e nel Como d\u2019Africa ha avviato azioni di resilienza, sicurezza alimentare e nutrizionale, contrasto al degrado e al cambiamento climatico, sostegno all\u2019occupazione e ai settori produttivi, sostegno alla scolarizzazione e all\u2019imprenditoria femminile. L\u2019Italia ha promosso nel 2014 il cosiddetto Processo di Khartoum ed \u00e8 tra i fondatori del Trust Fund Ue di emergenza per le migrazioni in Africa, lanciato a La Valletta lo scorso novembre. Il Fondo \u00e8 destinato a 23 Paesi partner africani e a noi \u00e8 stato affidato il primo progetto, del valore di 20 milioni di euro, che mira a creare condizioni favorevoli per lo sviluppo economico e l\u2019occupazione in Etiopia. Quanto alla crisi siriana dal 2011 ad oggi la Cooperazione italiana ha contribuito con interventi del valore di 84 milioni di euro, includendo anche gli aiuti ai rifugiati siriani &#8211; oltre 4 milioni &#8211; in Libano, Turchia, Giordania, Iraq ed Egitto. Nei prossimi anni faremo molto di pi\u00f9. Anche la crisi libica ha avuto gravi conseguenze nell\u2019ambito dei flussi migratori: la Cooperazione italiana \u00e8 intervenuta di recente, stanziando 1,4 milioni di euro in interventi di prima emergenza realizzati dagli organismi internazionali.<\/p>\n<p><strong>Laura Frigenti si \u00e8 insediata al timone della nuova Agenzia per lo sviluppo a inizio gennaio. Quali sono i punti di forza del suo profilo? Quale mandato e che tipo di budget le \u00e8 stato affidato? Come si distinguono il ruolo e le competenze dell\u2019Agenzia da quello della Dgcs?<\/strong><\/p>\n<p>La nuova direttrice ha un profilo professionale di assoluta eccellenza e di grande rilievo in ambito internazionale, avendo lavorato per quasi 20 anni alla Banca Mondiale, fino a diventare presidente del Global Development Practice. Gi\u00e0 nella delicata fase di avvio ha confermato le sue grandi capacit\u00e0. Frigenti potr\u00e0 gestire all\u2019incirca 358 milioni di euro stanziati dalla Legge di Stabilit\u00e0. Quanto alle competenze, l\u2019Agenzia sar\u00e0 il soggetto operativo, alla Farnesina spettano le scelte di indirizzo.<\/p>\n<p><strong>In termini di aree di intervento quali le priorit\u00e0 nel prossimo triennio? <\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi anni, la Cooperazione italiana ha concentrato le risorse in tre aree: Nord Africa e Medio Oriente; Como d\u2019Africa allargato, inclusi il Sudan, l\u2019Uganda e la Tanzania; e la regione saheliana. L\u2019obiettivo \u00e8 creare le condizioni di sviluppo economico e di tutela dei diritti fondamentali che rappresentano lo strumento migliore per creare stabilit\u00e0 e crescita contro le minacce del terrorismo, del radicalismo violento e la migrazione irregolare e incontrollata. L\u2019Italia continua il suo impegno, oltre che nell\u2019ambito del rafforzamento dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani &#8211; inclusa la promozione dell\u2019uguaglianza di genere &#8211; nell\u2019agricoltura e nella sicurezza alimentare, valorizzando la legacy di Expo 2015 e della Carta di Milano. Vogliamo, poi, investire nel futuro dei giovani, e quindi salute, istruzione, formazione e cultura sono al centro dell\u2019agenda.<\/p>\n<p><strong>La legge 125 riconosce i soggetti del privato for profit come possibili enti di cooperazione internazionale. Dal suo punto di vista quale deve essere il loro perimetro di azione e di conseguenza come cambier\u00e0 il modello italiano di cooperazione nei prossimi anni? <\/strong><\/p>\n<p>Da tempo il sistema italiano della cooperazione si basa sull\u2019interazione di molteplici soggetti, pubblici e privati, profit e non profit. Tale realt\u00e0 era riconosciuta anche dalla normativa precedente la legge attuale. Gi\u00e0 da tempo, inoltre, le grandi imprese italiane realizzano azioni di responsabilit\u00e0 sociale d\u2019impresa in partenariato con Ong italiane. La Legge 125\/2014 ha voluto disegnare un quadro pi\u00f9 organico e funzionale, in cui tutti i soggetti di cooperazione vedono riconosciuto il loro ruolo specifico. La nuova legge ha inoltre previsto nuovi e pi\u00f9 efficaci strumenti per realizzare le iniziative di cooperazione, sia dal punto di vista tecnico-operativo &#8211; penso, ad esempio, al ruolo di Cassa Depositi e Prestiti come istituzione finanziaria &#8211; che dal punto di vista politico-rappresentativo: \u00e8 quest\u2019ultimo il caso del Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo, organo in cui trovano voce tutte le diverse anime della cooperazione.<\/p>\n<p><strong>Ha in mente un intervento di &#8220;nuova cooperazione&#8221; gi\u00e0 in essere che possa fungere da best practice a cui ispirarsi? <\/strong><\/p>\n<p>La Cooperazione italiana ha gi\u00e0 realizzato significative azioni di partenariato pubblico-privato, in particolare nelle filiere produttive agricole. Penso ad esempio al programma &#8220;Caf\u00e9 y Caff\u00e8&#8221;, che \u00e8 stato premiato dal concorso &#8220;Feeding knowledge&#8221; di Expo, realizzato dall\u2019Istituto Agronomico per l\u2019Oltremare (adesso confluito nell\u2019Agenzia) in America Centrale. Il programma ha aiutato le piccole aziende familiari produttrici di caff\u00e8 di qualit\u00e0 centroamericane a migliorare la propria situazione economica e ridurre l\u2019impatto ambientale delle proprie attivit\u00e0, associandosi ed adottando rigorosi protocolli di produzione e trasformazione basati sulle tecniche colturali tradizionali che hanno reso il loro caff\u00e8 &#8220;unico&#8221; e rispondente all\u2019esigente e crescente nicchia di mercato &#8220;gourmet&#8221;, anche italiano. Parallelamente, si \u00e8 favorita la valorizzazione del ruolo e delle capacit\u00e0 delle donne. Programmi analoghi sono in corso in Etiopia, nelle filiere del grano duro e del caff\u00e8.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ultimo rapporto dell\u2019Ocse\/Dac sui dati del 2014 conferma l\u2019inversione di tendenza degli Aps italiani che tornano a crescere. Quante chance ci sono di vedere l\u2019Italia agguantare il famoso quarto posto ambito da Renzi nella classifica del G7 entro il 2017? \u00c8 possibile un bilanciamento degli aiuti oggi molto appiattiti sul multilaterale a favore del bilaterale? <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019incremento delle risorse del Maeci si inserisce nella strategia di questo Governo per conseguire l\u2019obiettivo finale del raggiungimento dello 0,7 del rapporto Aiuto Pubblico allo Sviluppo\/Reddito Nazionale Lordo in linea con gli impegni internazionali. La legge di Stabilit\u00e0 2016 ha aumentato le risorse a disposizione per la Cooperazione allo sviluppo di ben 120 milioni di euro per il 2016, che diventeranno 240 milioni nel 2017 e 360 nel 2018. Rilanciamo cos\u00ec finalmente \u00a0profilo internazionale del nostro Paese. Ci sar\u00e0 poi anche un progressivo riequilibrio del rapporto tra la quota dell\u2019Aps destinato al canale multilaterale e quella utilizzata attraverso il canale bilaterale. Al raggiungimento di questo risultato contribuir\u00e0 naturalmente anche l\u2019azione dell\u2019Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che nei prossimi mesi avvier\u00e0 le proprie attivit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gestione dell\u2019immigrazione a livello interno, ma soprattutto europeo; transizione libica; conflitto siriano; Isis. Questi sono mesi in cui la politica estera \u00e8 davvero centrale nel dibattito internazionale. Con la nomina di Mario Giro a viceministro che completa l\u2019assetto istituzionale quale ruolo pu\u00f2 giocare la politica di cooperazione su ognuno di questi fronti? 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