{"id":23496,"date":"2016-01-29T11:20:32","date_gmt":"2016-01-29T10:20:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/01\/gentiloni-europa-a-due-velocita\/"},"modified":"2016-01-29T11:20:32","modified_gmt":"2016-01-29T10:20:32","slug":"gentiloni-europa-a-due-velocita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/01\/gentiloni-europa-a-due-velocita\/","title":{"rendered":"Gentiloni: &#8220;Europa a due velocit\u00e0? Possibile, ripartiamo dai sei Paesi fondatori\u201d (La Stampa)"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 giusto discutere di un&#8217;Europa a due velocit\u00e0, anche se non si tratta della definizione migliore, perch\u00e9 opposte visioni devono e possono convivere\u00bb: cos\u00ec il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, preannuncia che nel prossimo incontro a Roma fra i colleghi dei sei Paesi fondatori dell&#8217;Ue si inizier\u00e0 a delineare una \u00abvisione comune sul futuro dell&#8217;Unione\u00bb. Sono parole che disegnano un possibile sentiero per armonizzare le differenti posizioni di pi\u00f9 Paesi membri su temi scottanti come l&#8217;immigrazione.<\/p>\n<p><strong>Ministro, l&#8217;ultima notizia dall&#8217;Europa sono i voli speciali svedesi per rimpatriare 80.000 migranti. Che ne pensa? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abI rimpatri devono far parte di un&#8217;azione comune europea e non di annunci a effetto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E che impressione le fa la norma danese sul prelievo ai migranti? <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 qualcosa che, sul piano culturale, l&#8217;Europa non dovrebbe mai vedere. Come far pagare l&#8217;Ici ai senza tetto. E chiunque conosca la drammaticit\u00e0 di queste rotte fa fatica a capire come possa essere applicata: mi sembra una norma manifesto utile pi\u00f9 che altro ai fini del consenso interno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Rischiamo la fine di Schengen? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSpero di no, ma non basta la speranza, qualcosa deve cambiare. Non possiamo proseguire con le regole di Dublino che scaricano sui Paesi di primo arrivo asilo o respingimento dei migranti. Servono un diritto di asilo europeo, un&#8217;azione di rimpatrio europea, una polizia di frontiera europea. Senza questo scatto, la conclusione rischia di essere il sacrificio della libera circolazione delle persone\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La soluzione alla crisi europea potrebbe essere l&#8217;ipotesi di una Europa a due velocit\u00e0? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abQualche settimana fa ho scritto un articolo con il <a href=\"\/sala_stampa\/interviste\/2015\/12\/gentiloni-e-hammond-roma-e-londra\">ministro degli Esteri inglese<\/a>: la definizione di Europa a due velocit\u00e0 non \u00e8 la migliore, ma \u00e8 giusto discutere di livelli di integrazione diversa. C&#8217;\u00e8 chi, come l&#8217;Italia, vuole un&#8217;unione bancaria, fiscale e politica crescente. E chi, come il Regno Unito, vuole solo un mercato comune pi\u00f9 efficiente. Due visioni che devono e possono convivere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>In che modo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abCominceremo a parlarne a Roma , in un incontro tra ministri degli Esteri dei sei Paesi fondatori a sessant\u2019anni dai trattati istitutivi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Oggi si incontreranno Renzi e Merkel: cosa dobbiamo aspettarci? Ieri il premier alla \u00abFaz\u00bb ha detto chiaramente che la Germania sbaglia a privilegiare il rapporto con la Francia&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abUna cosa \u00e8 certa: Italia e Germania sono protagonisti della scena europea, hanno differenze sulle regole economiche ma possono lavorare a una visione comune sul futuro dell&#8217;Unione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Intanto, in Italia la settimana \u00e8 stata segnata dalla visita del presidente Rohani. Quali aspettative avete dal rapporto con l&#8217;Iran<\/strong>?<\/p>\n<p>\u00abIl significato politico \u00e8 molto chiaro: la prima visita in Occidente l&#8217;ha fatta in Italia non per caso, ma come conseguenza di un rapporto iniziato 60 anni fa e proseguito anche in tempi recenti. Questa primazia non basta in un contesto in cui tutti saranno in competizione per questo mercato, ma l&#8217;Italia parte con un piccolo vantaggio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che paghiamo per\u00f2 arrivando a coprire statue millenarie? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuella \u00e8 stata una sciocchezza incomprensibile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il rabbino Di Segni ha trovato la visita intollerabile, tanto pi\u00f9 nel Giorno della Memoria&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Italia ha celebrato la Giornata della Memoria con tutto l&#8217;impegno che merita. La visita di Rohani non c&#8217;entra. Certo, capisco la preoccupazione di Israele, la cui sicurezza per noi \u00e8 cruciale. Ma non condivido il giudizio del governo israeliano sull&#8217;accordo<br \/>nucleare, che penso abbia evitato, e non creato, una minaccia. E i prossimi mesi ci diranno se, come auspico, la diplomazia avr\u00e0 prodotto i suoi frutti positivi nella regione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ad esempio nei negoziati sulla Siria? Non sembrano facili&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;avvio di oggi, che mi auguro ci sia, sar\u00e0 davvero molto preliminare. Al massimo, quel che i diplomatici chiamano &#8220;negoziati di prossimit\u00e0&#8221;: tradotto, il commissario Onu De Mistura che fa la spola tra due parti che non si incontrano&#8230; La strada del negoziato \u00e8 stretta, e resa pi\u00f9 impervia dall&#8217;impennata di tensione tra Paesi chiave come Iran e Arabia Saudita, ma non ce n&#8217;\u00e8 un&#8217;altra per fronteggiare la pi\u00f9 grave crisi umanitaria degli ultimi anni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Impervia \u00e8 anche la strada per arrivare al governo di unit\u00e0 nazionale in Libia: \u00e8 fiducioso? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAnche li deve essere chiaro, soprattutto alle parti libiche, che non abbiamo alternative. Una nuova proposta di governo sar\u00e0 presentata entro la settimana prossima. Fondamentale \u00e8 che le parti libiche credano nel negoziato: senza questa base \u00e8 difficile anche per la comunit\u00e0 internazionale contribuire a stabilizzare la Libia, perch\u00e9 occorre rispondere a una richiesta del governo libico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa succede se, nonostante gli sforzi, il tentativo fallisce? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSuccede che le parti libiche rinunciano &#8211; almeno per una fase che pu\u00f2 non essere breve &#8211; a ogni speranza di sicurezza e ripresa del controllo sul territorio. Anzich\u00e9 una Libia stabile, avremmo una gigantesca Somalia dall&#8217;altra parte del canale di Sicilia. Naturalmente poi se un Paese si sente minacciato ha diritto a difendersi e pu\u00f2 decidere di contrastare Daesh nelle forme che la comunit\u00e0 internazionale condivide\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da giorni si parla di un intervento militare. Ieri il ministro Pinotti ha detto che non si pu\u00f2 far passare la primavera in questo stallo, precisando per\u00f2 che non ci saranno accelerazioni n\u00e9 azioni unilaterali. Ci spiega meglio? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLavoriamo a far nascere un governo libico e a rispondere alle sue richieste, anche sul piano della sicurezza. Oggi non ci sono piani B basati su interventi stranieri, se non l&#8217;ovvio diritto-dovere di difendersi dal terrorismo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;ultima domanda: come sta andando il dossier Russia? C&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di abolire le sanzioni? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe a giugno valuteremo che le stato dell&#8217;attuazione degli accordi di Minsk \u00e8 sufficiente, saremo ben lieti di abolirle o almeno ridurle. Ma al momento la valutazione \u00e8 prematura\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"E\u2019 giusto discutere di un&#8217;Europa a due velocit\u00e0, anche se non si tratta della definizione migliore, perch\u00e9 opposte visioni devono e possono convivere\u00bb: cos\u00ec il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, preannuncia che nel prossimo incontro a Roma fra i colleghi dei sei Paesi fondatori dell&#8217;Ue si inizier\u00e0 a delineare una \u00abvisione comune sul futuro dell&#8217;Unione\u00bb. 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