{"id":23504,"date":"2016-01-11T10:35:39","date_gmt":"2016-01-11T09:35:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2016\/01\/gentiloni-chi-ha-nostalgia-delle\/"},"modified":"2016-01-11T10:35:39","modified_gmt":"2016-01-11T09:35:39","slug":"gentiloni-chi-ha-nostalgia-delle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2016\/01\/gentiloni-chi-ha-nostalgia-delle\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u201cChi ha nostalgia delle frontiere?\u201d (l\u2019Unit\u00e0)"},"content":{"rendered":"<p>La vergognosa notte di Colonia esige una risposta severa da parte delle autorit\u00e0 tedesche e ricorda anche a noi che nessuna confusione \u00e8 accettabile tra il dovere dell&#8217;accoglienza dei profughi e la tolleranza verso violenze e illegalit\u00e0. Tanto pi\u00f9 una risposta severa \u00e8 necessaria perch\u00e9 quei fatti fanno irruzione in un&#8217;Europa che sul tema dell&#8217;immigrazione \u00e8 da mesi sull&#8217;orlo di una crisi di nervi.<\/p>\n<p>A chi volesse tenere nervi saldi senza seguire la spinta emotiva della settimana ricordo alcuni punti fermi.<\/p>\n<p>L&#8217;Unione Europea ha avviato una politica comune sull&#8217;immigrazione, su spinta iniziale dell&#8217;Italia, ma per ora solo sulla carta. Non \u00e8 possibile governare flussi come quelli attuali senza un impegno comune UE. Le regole di Dublino, pensate nel periodo post guerra fredda non reggono con i flussi attuali. Dire che a dare asilo deve essere il paese di primo arrivo aveva senso con ingressi di poche decine di migliaia, quest&#8217;anno in Grecia sono entrati 851mila migranti. Ovviamente con questi numeri l&#8217;asilo deve essere europeo, non a carico del primo paese. Nei fatti \u00e8 gi\u00e0 cos\u00ec ma non se ne prende atto e si accusano i greci (e qualcuno addirittura noi italiani) di non fare il loro dovere.<\/p>\n<p>La distinzione tra chi ha diritto all&#8217;asilo, perch\u00e9 fugge da guerre e dittature, e altri migranti irregolari, che vengono da paesi &#8220;sicuri&#8221;, va mantenuta. I primi vanno accolti, i secondi rimpatriati. Ma con due avvertenze.<\/p>\n<p>Primo: definire sicuri paesi che non lo sono affatto \u00e8 inutile perch\u00e9 poi non siamo in grado di rimpatriare nessuno verso quei paesi (Eritrea, ma anche Afghanistan). Secondo: anche le operazioni di rimpatrio non possono che essere europee: hanno implicazioni giuridiche, organizzative ed economiche gigantesche e non certo risolvibili dai soli paesi di primo arrivo.<\/p>\n<p>Purtroppo l&#8217;Ue ancora fatica a riconoscere questa semplice realt\u00e0 e tende a ignorare la necessit\u00e0 di un vero, gigantesco impegno per asilo e rimpatri europei affidando piuttosto tutto alla \u00abdifesa delle frontiere esterne\u00bb. Slogan suggestivo quanto di dubbia utilit\u00e0. I migranti vanno registrati, accolti se ne hanno diritto e altrimenti rimpatriati. Invocare la difesa delle frontiere fa pensare ad altro. Respingiamo i gommoni? Li affondiamo? Nessuno lo pensa davvero in Europa, e quindi pi\u00f9 che appelli a difendere le frontiere servirebbero appelli a condividere il necessario sforzo comune seguendo l&#8217;esempio di paesi come l&#8217;Italia o la Germania che certo in questi mesi non si sono risparmiati. Se invece si continua solo a litigare e a dare la colpa ai greci, la prossima primavera rischia di veder rifiorire frontiere e dogane in mezza Europa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La vergognosa notte di Colonia esige una risposta severa da parte delle autorit\u00e0 tedesche e ricorda anche a noi che nessuna confusione \u00e8 accettabile tra il dovere dell&#8217;accoglienza dei profughi e la tolleranza verso violenze e illegalit\u00e0. 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