{"id":23525,"date":"2015-11-18T16:38:48","date_gmt":"2015-11-18T15:38:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/11\/giro-parigi-sotto-attacco-e-il\/"},"modified":"2015-11-18T16:38:48","modified_gmt":"2015-11-18T15:38:48","slug":"giro-parigi-sotto-attacco-e-il","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/11\/giro-parigi-sotto-attacco-e-il\/","title":{"rendered":"Giro: \u201cParigi sotto attacco e il totalitarismo di Daesh\u201d (L\u2019Huffington Post)"},"content":{"rendered":"<p>Il dramma di Parigi: dopo il lutto, la solidariet\u00e0 e la condanna, stare calmi e riflettere. La posta in gioco \u00e8 enorme: ne va della stabilit\u00e0 del Mediterraneo e della tenuta dell&#8217;Europa. La tattica del terrorismo \u00e8 nota: terrorizzarci per provocare atti dissennati, in genere una guerra pericolosa. Da solo il terrorismo di qualunque tipo non ha mai vinto, a meno che non si sia impadronito delle leve del potere istituzionale. Cos\u00ec funziona anche Daesh: lancia i suoi branchi di lupi ma intanto costruisce uno &#8220;stato&#8221; tutto nuovo sulle ceneri di Stati precedenti, le cui frontiere sono state disegnati da stranieri. Vuole dar vita ad istituzioni proprie sulle terre dell&#8217;antico primo califfato: la Mesopotamia.<\/p>\n<p>Davanti ai tragici fatti del 13 novembre, sorge spontanea la domanda su chi ne sia il vero responsabile. \u00c8 colpa dell&#8217;islam, intrinsecamente violento? Sono i nostri errori europei nel fare integrazione? Oppure nell&#8217;accettare troppa immigrazione? \u00c8 la conseguenza delle ripetute guerre fatte in Medio Oriente? Della questione palestinese mai risolta? Del colonialismo? Sono le ingiustizie e le disparit\u00e0 tra le due sponde del Mediterraneo? I regimi autoritari e chi li sostiene? Le primavere arabe, divenute inverni? La guerra tra sciiti e sunniti? \u00c8 colpa degli americani perch\u00e9 troppo presenti o troppo&#8230; assenti? Dei Fratelli musulmani o dei salafiti? Dello scontro di civilt\u00e0? Della fine della storia? Dei giovani e delle loro fragilit\u00e0&#8230;?<\/p>\n<p>Ormai le biblioteche sono piene di tale discussione senza fine, che si ripete con veemenza anche nei dibattiti politici. C&#8217;\u00e8 un universo musulmano d&#8217;Europa in cui le organizzazioni terroristiche pescano seguaci. C&#8217;\u00e8 un Medio Oriente in rovina, dove guerre e crisi a ripetizione creano il sostrato ideale per ogni tipo di avventura jihadista. Il fenomeno della radicalizzazione violenta dell&#8217;islam diviene cos\u00ec un fantasma inafferrabile. Ci impressionano i temi nichilisti di questi giovani terroristi, la mancanza assoluta del valore della vita &#8211; propria e degli altri. Cos\u00ec come ci scandalizza la crudelt\u00e0 e l&#8217;orrore nel dare la morte.<\/p>\n<p>Organizzazioni come Daesh sono collegate nominalmente ad una religione e cultura millenarie, ma in realt\u00e0 si tratta di nuovi prodotti religiosi creati di sana pianta nel grande supermercato delle identit\u00e0. Dobbiamo prestare maggiore attenzione alle &#8220;periferie urbane e umane&#8221;, per dirla come papa Francesco, laddove nascono tali mostruosit\u00e0. Periferia \u00e8 la banlieue francese ma anche la Siria ormai annichilita, dove 250.000 morti pesano come un macigno scavando un abisso di odio.<\/p>\n<p>Il terrorismo islamico contemporaneo rappresenta una sfida molto pericolosa, innanzi tutto per le societ\u00e0 musulmane. Intere generazioni si votano alla morte e alla cultura di morte. Consapevoli &#8220;anti eroi&#8221;, i foreign fighters fanno del bricolage religioso-identitario, individuano un nemico su cui sfogare la loro rabbia, vivono la loro discesa agli inferi come riscatto (anche mediatico), tenebrosa avventura, senso settario di appartenenza, antagonismo, delirio insurrezionale.<\/p>\n<p>Qualcosa \u00e8 avvenuto nell&#8217;islam contemporaneo, qualcosa si \u00e8 rotto. Per comprendere tale degenerazione non dobbiamo cercare lontano: basta riferirsi al totalitarismo. Come tutte le ideologie totalitarie, anche il jihadismo contemporaneo produce il suo modello di uomo e di donna nuovi, inflessibili, totalmente dediti alla causa, incorruttibili e spietati. Nulla di nuovo in questa proposta, una rappresentazione che pu\u00f2 colpire anime inquiete e spiriti confusi. Il metodo \u00e8 quello di ogni dottrina totalitaria: creare l&#8217;immagine del nemico e specularmente, quella di &#8220;uomo nuovo&#8221; che taglia i ponti con il passato e disprezzo la sua stessa vita. Abbiamo gi\u00e0 visto all&#8217;opera tale sistema in altri regimi e in altre epoche, pi\u00f9 o meno recenti, e ne conosciamo il micidiale effetto finale.<\/p>\n<p>Daesh costruisce un totalitarismo di stampo religioso, usa temi e linguaggio teologici, si serve di internet e mezzi ultramoderni ma ripercorre un terreno gi\u00e0 battuto, le cui vittime-carnefici sono sempre giovani immaturi a cui \u00e8 stata annientata ogni coscienza critica e finanche l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Manipolare il consenso, suscitando deliri avventuristici e sensi di colpa, mediante mezzi di propaganda accessibili a tutti, sono tattiche note e sempre in agguato. Una visione del mondo manichea dove la lotta \u00e8 senza risparmio, \u00e8 l&#8217;offerta tipica che ogni regime totalitario fa alle giovani generazioni. Come scrive Hannah Arendt in &#8220;Le origini del totalitarismo&#8221;: &#8220;l&#8217;ideologia totalitaria non mira alla trasformazione delle condizioni esterne dell&#8217;esistenza umana&#8230; bens\u00ec alla trasformazione della natura umana&#8221;. Seguendo il ragionamento della Arendt capiamo ci\u00f2 che spinge i giovani foreign fighters a diventare disumani: &#8220;il male radicale \u00e8 comparso nel contesto di un sistema in cui tutti gli uomini sono diventati egualmente superflui (&#8230;) tali carnefici sono cos\u00ec pericolosi perch\u00e9 gli \u00e8 indifferente vivere o morire. Il pericolo delle invenzioni totalitarie \u00e8 che oggi intere masse di uomini sono di continuo rese superflue&#8221;.<\/p>\n<p>\u00c8 forse questo l&#8217;islam tradizionale, incluso quello della conquista araba? Certamente no, perch\u00e9 tale islam volle convertire, anche forzare le conversioni, ma non distruggere l&#8217;umanit\u00e0. Volle vincere non annientare. Qui siamo di fronte a qualcosa di diverso: una dottrina nichilista che chiama &#8220;martirio&#8221; ci\u00f2 che invece \u00e8 molto pi\u00f9 simile al &#8220;male radicale&#8221;, alla disumanizzazione. Responsabilit\u00e0 dell&#8217;islam \u00e8 di aver fatto crescere dentro di s\u00e9 tale mostro alieno. Responsabilit\u00e0 nostra \u00e8 di non averlo capito, di essere stati distratti e non aver creduto che le guerre degli altri fossero anche le nostre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il dramma di Parigi: dopo il lutto, la solidariet\u00e0 e la condanna, stare calmi e riflettere. La posta in gioco \u00e8 enorme: ne va della stabilit\u00e0 del Mediterraneo e della tenuta dell&#8217;Europa. La tattica del terrorismo \u00e8 nota: terrorizzarci per provocare atti dissennati, in genere una guerra pericolosa. 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