{"id":23544,"date":"2015-09-14T10:50:26","date_gmt":"2015-09-14T08:50:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/09\/gentiloni-troppa-pressione-su-italia\/"},"modified":"2015-09-14T10:50:26","modified_gmt":"2015-09-14T08:50:26","slug":"gentiloni-troppa-pressione-su-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/09\/gentiloni-troppa-pressione-su-italia\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abTroppa pressione su Italia e Germania l&#8217;Europa ora si muova o si rischia il baratro\u00bb (la Repubblica)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ministro Paolo Gentiloni, \u00edl suo Paese conosce da tempo il dramma dei profughi nel Mediterraneo, ma la voce dell&#8217;Italia non \u00e8 stata ascoltata Non era abbastanza forte? <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 triste dover constatare che l&#8217;Europa abbia bisogno di una tragedia per mettersi in moto. Di fatto per\u00f2 nell&#8217;aprile scorso, quando un barcone affond\u00f2 nel Mediterraneo causando centinaia di morti, il premier Matteo Renzi riusc\u00ec a convocare un vertice immediato dell&#8217;Ue: fu il passo iniziale per una prima agenda europea sul problema dell&#8217;immigrazione. Un altro passo \u00e8 costituito dalle proposte preannunciate la scorsa settimana dal presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. Ma non basta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In un momento come questo, di divisioni e contrasti su una questione centrale come quella dei profughi, lei ha parlato addirittura di Stati Uniti d&#8217;Europa.. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn nuovo impulso potrebbe arrivare all&#8217;Europa \u2014 e non sarebbe la prima volta \u2014 nel momento stesso in cui si trova sull&#8217;orlo di un baratro. Dopo quanto \u00e8 avvenuto in queste settimane in Germania, in Austria e in Francia, le viene offerta una nuova opportunit\u00e0: le decisioni che verranno prese oggi a Bruxelles dai ministri degli interni sono della massima importanza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono gli aspetti che la preoccupano in particolare in vista di questo Vertice ? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa posizione dell&#8217;Ungheria, che oggi gioca un ruolo centrale: gli atteggiamenti ostili vanno assolutamente evitati. Vedo con favore quelli della Spagna e della Polonia, che si avvicinano alla logica della Commissione<\/p>\n<p><strong>La Germania e l&#8217;Italia sono sulla stessa linea. Pensa che anche voi siete in grado di dare un impulso per una politica europea sulla questione dei profughi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa forza di un&#8217;alleanza italo-tedesca deve servire a trovare per l&#8217;Europa una via d&#8217;uscita da questa crisi. Le questioni centrali sono due: l&#8217;integrazione nei Paesi privilegiati dai profughi, come la Germania, e i problemi del salvataggio e della prima accoglienza nei Paesi di confine dell&#8217;Ue. La Germania non pu\u00f2 essere lasciata sola, e neppure l&#8217;Italia\u00bb<\/p>\n<p><strong>In Germania c&#8217;\u00e8 ora la stessa euforia che abbiamo visto in Italia dopo le operazioni di salvataggio. Cosa consiglierebbe ai tedeschi, una volta raffreddato l&#8217;entusiasmo iniziale? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abA mio parere l&#8217;orgoglio dei tedeschi \u00e8 legittimo: \u00e8 come un vento fresco per l&#8217;Europa. Anche noi italiani siamo orgogliosi di aver salvato ben 130.000 profughi nel Mediterraneo in questi ultimi diciotto mesi. Ora per\u00f2 i nostri governi devono far comprendere che questo fenomeno \u00e8 destinato a protrarsi nel tempo \u2014 oltre tutto per motivi demografici: da qui al 2050 la popolazione africana sar\u00e0 raddoppiata, mentre per quella europea si prevede un calo del 5%. Non basta far posto a 160.000 persone. Dobbiamo arrivare per passi successivi a un diritto<br \/>d&#8217;asilo europeo, mantenendo ovviamente un equilibrio e un&#8217;equa distribuzione. E\u2019 evidente che la meta di chi approda a Kos o \u00a0a Lampedusa \u00e8 l&#8217;Europa. Solo un diritto d&#8217;asilo europeo potr\u00e0 consentirci di mantenere la libera circolazione nello spazio Schengen. Anche la politica dei rimpatri dev&#8217;essere comune: \u00e8 un altro problema che non pu\u00f2 gravare solo sulle spalle dei Paesi di confine dell&#8217;Ue&#8217;.. \u00bb<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la situazione per quanto riguarda la registrazione dei nuovi arrivati in Italia? Si sente dire spesso che sono in molti a eludere ogni controllo&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;Italia rispetta le regole europee, sia nel campo finanziario che in materia di profughi. Ripeto: la Germania e la Svezia non possono essere lasciate sole a farsi carico dell&#8217;accoglienza e dell&#8217;integrazione; e lo stesso vale per gli Stati di confine dell&#8217;Ue che si trovano ad affrontare la prima accoglienza e i rimpatri. In questi ultimi due o tre mesi, altri Stati dell&#8217;Ue hanno contribuito per un terzo alle operazioni di salvataggio, ed \u00e8 indubbiamente un fatto positivo; anche se una nave norvegese non porta i profughi a Oslo, ma li fa sbarcare in Sicilia. E questo vale per tutti. Per non parlare della Grecia, che quest&#8217;anno ha dovuto far fronte all&#8217;arrivo di ben 400mila fuggiaschi. Se quelli da rimpatriare saranno 100mila, come pensare che la Grecia se la cavi da sola?\u00bb. <strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Per arginare l&#8217;afflusso di profughi ai confini europei \u00e8 essenziale arrivare a una soluzione per la Libia. A che punto sono le trattative attualmente in corso in Marocco? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer l&#8217;Italia si tratta di una questione cruciale: quest&#8217;anno il numero dei profughi che raggiungeranno l&#8217;Italia passando per la Libia \u00e8 ancora aumentato rispetto al 2014: saranno circa 200mila. Quanto alle trattative, non vorrei suscitare illusioni. In Marocco \u00e8 attualmente in corso una trattativa non stop, promossa dall&#8217;inviato dell&#8217;Onu Bernardino Leon. Speriamo di poter vedere un risultato in settimana. In caso di esito positivo l&#8217;Italia, al pari di altri Paesi europei e arabi, sarebbe disposta a dare al nuovo governo di unit\u00e0 nazionale gli aiuti richiesti nel campo della sicurezza, della ricostruzione economica e del ripristino della stabilit\u00e0. Non dobbiamo permettere che la Libia diventi una nuova Somalia, a poche centinaia di chilometri dalle coste europee\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ministro Paolo Gentiloni, \u00edl suo Paese conosce da tempo il dramma dei profughi nel Mediterraneo, ma la voce dell&#8217;Italia non \u00e8 stata ascoltata Non era abbastanza forte? \u00ab\u00c8 triste dover constatare che l&#8217;Europa abbia bisogno di una tragedia per mettersi in moto. 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