{"id":23552,"date":"2015-08-24T16:04:58","date_gmt":"2015-08-24T14:04:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/08\/della-vedova-piu-investimenti-e\/"},"modified":"2015-08-24T16:04:58","modified_gmt":"2015-08-24T14:04:58","slug":"della-vedova-piu-investimenti-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/08\/della-vedova-piu-investimenti-e\/","title":{"rendered":"Della Vedova: \u00abPi\u00f9 investimenti e canali legali per gli ingressi\u00bb (Il Mattino)"},"content":{"rendered":"<p>La tragica deriva dell\u2019immigrazione rischia di trasformare l\u2019Europa in una fortezza blindata. L\u2019allarme \u00e8 di Benedetto Della Vedova, sottosegretario al ministero degli Affari esteri.<\/p>\n<p><strong>Un Paese che sgancia granate sui profughi in fuga dalla disperazione&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAnche questa della Macedonia \u00e8 l\u2019ulteriore conferma del fatto che un\u2019emergenza epocale con flussi di profughi in cerca di salvezza non pu\u00f2 davvero essere gestita con slogan e soluzioni del tipo rimandiamoli tutti a casa subito perch\u00e9 qui non li vogliamo. O minacciando i governatori che accolgono immigrati nelle proprie regioni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Allude alle recenti sortite di Salvini e company? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abInfatti. Esternazioni come le sue e di qualche altro governatore del Nord, quando l\u2019Italia va a sedersi al tavolo comunitario per discutere di immigrazione non depongono certo bene. Sono scontri da campagna elettorale. Nient\u2019altro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A proposito, anche lei come molti ultimamente pensa che Bruxelles se ne stia un po\u2019 troppo alla finestra lasciando i singoli Paesi a fare come gli pare con risultati che vanno dalle granate al filo spinato? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abAffatto. Non si pu\u00f2 continuare a pensare che l\u2019Unione Europea sia una sorta di agenzia estera che fa o non fa. L\u2019Ue \u00e8 composta dai governi dei singoli Stati che hanno il dovere di confrontarsi e scegliere insieme una strategia unitaria. Persino la Gran Bretagna da sempre la pi\u00f9 isolazionista in tema di immigrati, ha capito che il fenomeno andava affrontato e si \u00e8 giunti all\u2019intesa di Calais\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dopo questa ulteriore deriva sul confine greco crede che il trend migratorio crescer\u00e0 ancora? <\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 chiaro che non si fermer\u00e0. Potr\u00e0 accadere che con l\u2019arrivo dell\u2019autunno gli sbarchi per le condizioni del mare subiscano una battuta d\u2019arresto, ma visto che i flussi dei profughi sono adesso molto intensi anche via terra, \u00e8 certo che continueranno a crescere. Insomma, il fenomeno aumenter\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 la spinta a muoversi e fuggire dalla guerra e dalla povert\u00e0 che \u00e8 molto forte. Abbiamo centinaia di milioni di persone che non pensano ad altro. E dunque non si pu\u00f2 davvero pensare di fronteggiare l\u2019emergenza solo mettendo in salvo questo o quel barcone nel canale di Sicilia, interventi che naturalmente vanno fatti, ma occorre attrezzarsi per fronteggiare un\u2019ondata sempre pi\u00f9 forte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In che modo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abMettendo a punto una strategia comune con pi\u00f9 risorse da investire e pi\u00f9 strumenti operativi da usare. \u00c8 innegabile che il primo passo senza il quale non si pu\u00f2 proseguire sia l\u2019individuazione di canali legali di ingresso. Le decisioni vanno prese tra i singoli Stati membri dell\u2019Ue che poi possono chiedere a Bruxelles di modificare questa o quella normativa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come ad esempio gli accordi di Dublino? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuesto \u00e8 sicuramente un punto importante perch\u00e9 se \u00e8 vera la logica globale europea allora non si pu\u00f2 far i conti con un teorema che dice \u201dciascun Paese \u00e8 sovrano a casa sua\u201d. Il governo italiano sta facendo a tutti i livelli passi avanti verso la modifica di questo accordo, ma prima vanno create le condizioni necessarie. Il che vuol dire strumenti di cooperazione economica, politica e di sicurezza per arrivare ad uno screening sui richiedenti asilo prima ancora che partano. L\u2019obiettivo finale deve essere quello di riuscire tutti insieme ad arginare i fattori di spinta degli immigrati: guerre, terrorismo, carestie, economia a picco creando un know how che gli dia autonomia nelle loro terre\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia, per\u00f2, \u00e8 la porta accanto di questi Paesi dilaniati dalle crisi&#8230; <\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec ma diversamente da un po\u2019 di anni fa quando il problema sembrava essere solo nostro e forse di Malta, adesso il fenomeno \u00e8 europeo. Il rischio \u00e8 che l\u2019Europa si chiuda a riccio. Diventi una fortezza. E il rischio delle fortezze \u00e8 di essere assediate. Ora il governo italiano sta affrontando il primo tassello dell\u2019emergenza che \u00e8 la questione libica. Ma \u00e8 evidente che la strada da fare per quel che ci riguarda \u00e8 ancora molto lunga e in salita. Bisogna lavorare ancora, impiegare risorse nuove e mezzi. In Italia abbiamo un problema di consenso e le cose vanno fatte bene con una adeguato livello di sicurezza. Quel che \u00e8 certo per\u00f2 \u00e8 che abbiamo davanti a noi una emergenza epocale che non pu\u00f2 essere gestita a colpi dei assurdi slogan o di piattaforme dell\u2019Eni\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La tragica deriva dell\u2019immigrazione rischia di trasformare l\u2019Europa in una fortezza blindata. L\u2019allarme \u00e8 di Benedetto Della Vedova, sottosegretario al ministero degli Affari esteri. 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