{"id":23553,"date":"2015-08-23T14:13:17","date_gmt":"2015-08-23T12:13:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/08\/gentiloni-l-europa-adesso-cambi\/"},"modified":"2015-08-23T14:13:17","modified_gmt":"2015-08-23T12:13:17","slug":"gentiloni-l-europa-adesso-cambi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/08\/gentiloni-l-europa-adesso-cambi\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abL\u2019Europa adesso cambi o Schengen \u00e8 a rischio\u00bb (Messaggero)"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>ROMA \u00abSull\u2019immigrazione l\u2019Europa rischia di dare il peggio di s\u00e9 tra egoismi, decisioni in ordine sparso e polemiche fra Stati membri. Sono preoccupato. Oggi \u00e8 su questo che l\u2019Europa o ritrova la sua anima o la perde davvero\u00bb.\u00a0<\/p>\n<div>Per il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, occorre condivisione e vanno quindi rivisti i Trattati di Dublino che impongono ai rifugiati la destinazione finale del Paese di approdo. \u00abLe operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo si sono europeizzate e hanno ridotto il rischio di tragedie in mare, ma per quanto tempo si pu\u00f2 accettare l\u2019idea che le navi dei diversi Paesi europei salvino migranti per portarli nei porti italiani?\u00bb.\u00a0<\/div>\n<div><strong>Quali sono i punti critici?\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00abLa mancanza di condivisione \u00e8 il macigno che rischia di far scricchiolare l\u2019Europa stessa. Sembra quasi che non ci sia consapevolezza delle caratteristiche della nuova immigrazione: i numeri; le difficolt\u00e0 di distinguere motivazioni di guerra, politiche, economiche; la forza crescente delle organizzazioni di trafficanti. La Commissione ha provato a lanciare un\u2019agenda comune, sulla scia del vertice straordinario promosso dall\u2019Italia, ma ora quell\u2019agenda va rilanciata \u00bb .\u00a0<\/div>\n<div><strong>Che cosa rischiamo?\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00ab\u00c8 a rischio uno dei pilastri fondamentali dell\u2019Unione europea: la libert\u00e0 di circolazione delle persone. Dalle coste siciliane a Kos, dalla Macedonia all\u2019Ungheria e a Calais, vediamo accendersi tensioni che alla lunga potrebbero rimettere in discussione Schengen. Possiamo pensare a una Unione europea senza Schengen? Al ripristino delle vecchie frontiere? I migranti non arrivano in Grecia, Italia o Ungheria, ma in Europa. Anche le regole dell\u2019accoglienza devono essere europeizzate\u00bb.\u00a0<\/div>\n<div><strong>Condivide le critiche del cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, che parla di insufficienza e inefficacia dell\u2019azione dell\u2019ONU sul fenomeno migratorio?<\/strong>\u00a0<\/div>\n<div>\u00abLe Nazioni Unite in alcune aree fanno un lavoro molto importante. Ma \u00e8 sufficiente? La debolezza dell\u2019Onu \u00e8 implicita nel modo in cui \u00e8 organizzato il mondo oggi\u00bb.\u00a0<\/div>\n<div><strong>Sull\u2019immigrazione ci intendiamo con la Germania. E gli altri Paesi? C\u2019\u00e8 qualcuno che dovrebbe fare di pi\u00f9?\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00abL\u2019Italia non distribuisce pagelle. Certo la Germania \u00e8 tra i pi\u00f9 attivi nelle politiche di asilo e a sostegno di un impegno comune europeo. In molti altri prevale l\u2019idea che i Paesi esposti alle frontiere esterne dell\u2019Unione debbano sbrigarsela da soli. L\u2019Unione \u00e8 arrivata all\u2019umiliazione di ore e ore di dibattito sulla ricollocazione di poche centinaia di migranti da parte di singoli paesi\u00bb.\u00a0<\/div>\n<div><strong>La Lega invece sembra essere consapevole del problema. O no ?\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00abLa Lega fa propaganda. Chi promette soluzioni magiche per fini di consenso, seminando paure e diffondendo illusioni, talvolta ridicole, non aiuta l\u2019Italia ma la danneggia. E non sono neanche sicuro, lo vedremo alle prossime elezioni, che aiuti se stesso\u00bb.\u00a0<\/div>\n<div><strong>L\u2019assassinio e la decapitazione dell\u2019archeologo Asaad e la distruzione del monastero di Mar Elian in Siria ripropongono il tema della guerra dell\u2019Isis ad arte e cultura. \u00c8 verosimile l\u2019invio di caschi blu per difendere luoghi come Palmira?\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00abL\u2019aggressione contro il patrimonio culturale si salda alla persecuzione dei cristiani in una escalation dell\u2019orrore. Bisogna difende- re la presenza cristiana senza la quale il Medio Oriente cambierebbe volto. E bisogna fare il possibile per proteggere il patrimonio culturale. \u00c8 ovvio che non si pu\u00f2 andare a Palmira oggi, ma la comunit\u00e0 internazionale pu\u00f2 provare forme di protezione in aree non di guerra ma a rischio, e promuovere interventi di ripristino nelle aree che via via vengono liberate\u00bb.\u00a0<\/div>\n<div><strong>L\u2019Isis \u00e8 davvero una minaccia epocale? Qualcuno ancora ne dubita.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00abLa pericolosit\u00e0 di Daesh \u00e8 enorme e deriva da due fatti: il controllo non effimero di un territorio grande fino a 300mila chilometri quadrati, pi\u00f9 o meno quanto l\u2019Italia, e abitato da alcuni milioni di persone, con una disponibilit\u00e0 finanziaria che la coalizione anti-Daesh stima di poco inferiore al miliardo di dollari l\u2019anno; secondo, in conseguenza di questo controllo e di una lugubre simulazione di entit\u00e0 statale, una capacit\u00e0 di comunicazione e di reclutamento di combattenti stranieri assolutamente senza precedenti. Daesh oggi \u00e8 naturalmente basato in Siria e Iraq, ma tracce della sua presenza ci sono in oltre 20 Paesi\u00bb .\u00a0<\/div>\n<div><strong>Lei preferisce riferirsi all\u2019Isis chiamandolo Daesh, l\u2019acronimo arabo usato in Francia.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00abPu\u00f2 apparire un dettaglio, ma \u00e8 utile togliere qualsiasi riferimento a espressioni statali o di califfato nel modo in cui definiamo questo fenomeno. Per questo \u00e8 utile chiamarlo Daesh\u00bb.\u00a0<\/div>\n<div>Daesh si vince solo mettendo gli scarponi sul terreno? L\u2019apparente disimpegno degli Stati Uniti \u00e8 un problema per noi?\u00a0<\/div>\n<div>\u00abNon possiamo oscillare tra la condanna degli effetti nefasti dell\u2019interventismo militare e poi invocarlo di nuovo. La leadership americana non \u00e8 sparita, si esprime in modo diverso. Ma invito alla prudenza coloro che dopo averne descritto gli effetti catastrofici in Iraq o in Libia, di nuovo invocano l\u2019interventismo militare in questa regione\u00bb.\u00a0<\/div>\n<div><strong>Eppure lei stesso ha evocato lo strumento militare in Libia.\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00abQuando ci sar\u00e0 l\u2019accordo tra le forze libiche, questo avr\u00e0 bisogno di essere accompagnato, monitorato e protetto da una coalizione in cui l\u2019Italia pu\u00f2 avere un ruolo fondamentale di riferimento\u00bb.\u00a0<\/div>\n<div><strong>L\u2019Italia guiderebbe la coalizione ?\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00abL\u2019Italia \u00e8 il Paese europeo pi\u00f9 interessato alla stabilit\u00e0 della Libia, per ragioni economiche, cio\u00e8 il petrolio, migratorie, e di sicurezza. Potrebbe essere la nazione di riferimento tra i Paesi occidentali in una coalizione anche con paesi arabi e africani per il consolidamento di un accordo inter-libico. Ma il tempo del negoziato non \u00e8 infinito, quella che si avvia questa settimana deve essere la fase conclusiva \u00bb.\u00a0<\/div>\n<div><strong>E se non si trover\u00e0 un\u2019intesa?\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\u00abSenza accordo di pace lavoreremo sulla possibilit\u00e0 di estendere alla Libia il tipo di azioni che oggi conduce in altri teatri la coalizione anti-Daesh. Noi lavoriamo per l\u2019accordo tra i libici. Il semplice contenimento anti-Daesh sarebbe un rimedio all\u2019insuccesso del negoziato. Comunque in nessun modo accetteremo l&#8217;idea di nuove avventure: pace e stabilit\u00e0 non si possono imporre alla Libia con le armi di un esercito occupante straniero. Questo scenario non esiste. Un nuovo intervento simile a quello di quattro anni fa produrrebbe ancora pi\u00f9 danni di quelli prodotti allora\u00bb.\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00a0 \u00a0 ROMA \u00abSull\u2019immigrazione l\u2019Europa rischia di dare il peggio di s\u00e9 tra egoismi, decisioni in ordine sparso e polemiche fra Stati membri. Sono preoccupato. 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