{"id":23568,"date":"2015-07-07T10:16:04","date_gmt":"2015-07-07T08:16:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.esteri.it\/sala_stampa\/archivionotizie\/comunicati\/2015\/07\/gentiloni-la-colpa-e-di-atene-non\/"},"modified":"2015-07-07T10:16:04","modified_gmt":"2015-07-07T08:16:04","slug":"gentiloni-la-colpa-e-di-atene-non","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esteri.it\/it\/sala_stampa\/archivionotizie\/interviste\/2015\/07\/gentiloni-la-colpa-e-di-atene-non\/","title":{"rendered":"Gentiloni: \u00abLa colpa \u00e8 di Atene, non dei tedeschi. Ora per\u00f2 va evitata l\u2019uscita dalla Ue\u00bb (Corriere della Sera)"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLa situazione non si \u00e8 risolta con la vittoria dei No al referendum greco: capisco gli elettori di Syriza quando festeggiano, un po\u2019 meno i tifosi italiani. Il voto ha stabilito che Tsipras gode del sostegno della maggioranza dei greci. Ma questa non \u00e8 la soluzione. Ora Grecia e Ue si pongano un obiettivo politico: evitare l\u2019uscita di Atene con un piano sostenibile di riforme e rientro dal debito. Ed \u00e8 questa la battaglia che far\u00e0 oggi l\u2019Italia. La vittoria politica di Tsipras lo render\u00e0 pi\u00f9 forte per muoversi in questa direzione? Me lo auguro. Tocca a lui fare il primo passo\u00bb. Lo dice in un intervista al nostro giornale il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Qual \u00e8 il rischio pi\u00f9 grosso che stiamo correndo? <\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00abQuello della totale inadeguatezza politica dell\u2019Europa, quello di rispondere ai problemi semplicemente con l\u2019applicazione di parametri numerici. Non dobbiamo sottovalutare la gravit\u00e0 specifica del problema greco, ma questo si risolve solo se l\u2019Ue ritrova un orizzonte politico: sappiamo bene che la Grecia \u00e8 fuori dai parametri e non per colpa dei tedeschi cattivi, ma per responsabilit\u00e0 delle leadership che si sono succedute ad Atene negli ultimi 15\/20 anni. La Bce ha preso le sue decisioni, che non sono di competenza della politica. Ma i governi non possono scaricare il peso delle scelte sulle spalle per quanto robuste del governatore. La politica non pu\u00f2 rinunciare al suo ruolo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 tenere la Grecia nell\u2019Unione \u00e8 importante? <\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00abNon ci sono solo ragioni culturali, sentimentali, storiche, ma anche forti argomenti geopolitici. La prospettiva della cosiddetta Grexit non pu\u00f2 essere valutata solo dal punto di vista contabile, ma anche da quello strategico: alleanze internazionali, collocazione nel Mediterraneo. La Grecia \u00e8 stata snodo decisivo delle scelte europee dopo la Seconda guerra mondiale. Che rimanga un Paese dell\u2019Ue e della Nato non pu\u00f2 essere elemento secondario della nostra valutazione. E dico questo senza alcuna giustificazione delle scelte fatte (o non fatte) da Atene in questi ultimi mesi. Ma un conto \u00e8 criticarle, un altro \u00e8 minimizzare in un\u2019ottica riduttiva e miope gli scenari di una fuoriuscita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E l\u2019argomento secondo cui un\u2019eurozona senza la Grecia sarebbe pi\u00f9 omogenea e forte, mentre Atene potrebbe continuare a far parte dell\u2019Unione? <\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00abPenso che oggi rimettere insieme i cocci dopo l\u2019azzardo del referendum sia difficile, ma penso anche che dobbiamo puntare a un accordo, piuttosto che a scenari inediti e densi di rischi. Temo che chi li persegue faccia un po\u2019 da apprendista stregone\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il referendum ha ridato voce ai populisti, europei e nostrani. Quelli che lei definisce i tifosi italiani del referendum tornano da Atene in cuor loro rafforzati. <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon accetto che la dimensione di politica interna sia determinante, perch\u00e9 se lo facessi dovrei rispondere come una parte dell\u2019establishment europeo e cio\u00e8: caro Tsipras, hai voluto il no, ora gestisciti le conseguenze, cos\u00ec evitiamo il contagio e l\u2019impressione che il populismo paghi. Non ho alcuna indulgenza verso Syriza. Ma qui parliamo del destino di milioni di persone e di un Paese strategico per la storia e la geografia europea. Non c\u2019\u00e8 alcuna lezione da impartire, del tipo Tsipras va punito perch\u00e9 cos\u00ec ne educhiamo molti anche in casa nostra. Sono occhiali domestici deformanti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Grillo dice che il referendum ha quantomeno permesso ai cittadini di esprimersi. <\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00abSi, ma su cosa? Qui non si trattava di accogliere o rifiutare un\u2019intesa. In questo caso, mi sembra che l\u2019unico obiettivo fosse di dimostrare che il governo greco aveva il sostegno della maggioranza del popolo. Non mi unisco al coro degli entusiasti. Era una scelta contro l\u2019Europa e l\u2019euro? I leader greci hanno detto di no e li prendo in parola. Per questo mi aspetto da loro proposte nuove\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 mancata la leadership tedesca? Der Spiegel ha definito la cancelliera Merkel come una \u00absignora delle macerie\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00abNon possiamo lamentare un eccesso di ruolo della Germania e poi invocarne una maggiore leadership. L\u2019Europa \u00e8 un grande progetto, di cui Berlino \u00e8 parte importante. Ma se c\u2019\u00e8 stata un\u2019assenza in questi mesi, sulla vicenda greca e non solo, penso sia stata quella generale dell\u2019Europa. \u00c8 difficile arrivare a un\u2019intesa sulla Grecia se non si profila un\u2019altra Unione, responsabile, solidale, pi\u00f9 integrata, capace di porre il tema della crescita in cima alle sue priorit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma oggi \u00e8 realistico darsi obiettivi ambiziosi, una prospettiva federalista per esempio, o bisogna avanzare lungo i sentieri possibili? <\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00ab\u00c8 necessario porsi obiettivi pi\u00f9 ambiziosi. I sentieri seguiti finora non hanno permesso di risolvere alcun problema. Abbiamo discusso per un mese sulla differenza tra obbligatorio, volontario, vincolante e consensuale. Sto parlando della ricollocazione dei migranti, problema significativo ma tutto sommato circoscritto, la cui soluzione non \u00e8 stata certo aiutata da brutte immagini ai confini interni tra Paesi europei. Abbiamo davanti la prospettiva del confronto sulla possibile uscita del Regno Unito dalla Ue, la sfida del terrorismo e dell\u2019instabilit\u00e0 nel Mediterraneo. Possiamo proseguire con un\u2019Europa debole e tecnocratica, che decide in base a parametri e regolamenti, mentre fatica a prendere decisioni politiche?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ieri c\u2019\u00e8 stato un vertice franco-tedesco. Passa sempre e solo da l\u00ec ogni rilancio? <\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00abCon tutto il rispetto per la collaborazione franco-tedesca, che nel caso dell\u2019Ucraina ha prodotto risultati positivi, assolutamente no. Le decisioni in Europa si prendono oggi, non nei vertici bilaterali. E l\u2019Italia nell\u2019ultimo anno ha contribuito a portare a Bruxelles il confronto politico sull\u2019economia e sull\u2019immigrazione. Ma per uscire dal surplace, cio\u00e8 dallo stallo, occorrono risultati pi\u00f9 importanti. L\u2019Italia far\u00e0 la sua parte, ma io me lo aspetto da tutti quei Paesi e da quei cittadini europei per i quali \u00e8 chiaro che un\u2019Europa ferma oggi \u00e8 destinata a fallire\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abLa situazione non si \u00e8 risolta con la vittoria dei No al referendum greco: capisco gli elettori di Syriza quando festeggiano, un po\u2019 meno i tifosi italiani. Il voto ha stabilito che Tsipras gode del sostegno della maggioranza dei greci. Ma questa non \u00e8 la soluzione. 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